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Speciale
Eurolettera - n.11 dicembre 2005
Titolo

Barcellona +10: il Partenariato euromediterraneo compie dieci anni

Autore

Maria Grazia Gotti

Descrizione
Il Partenariato euromediterraneo rappresenta il quadro delle relazioni politiche, economiche e sociali tra gli Stati UE e Paesi terzi mediterranei (PTM).

Istituito nel novembre 1995 dalla Conferenza dei Ministri degli Esteri euromediterranei di Barcellona, e pertanto chiamato anche processo di Barcellona, il Partenariato euromediterraneo riunisce i 25 Stati membri dell’UE e 10 Paesi della sponda sud del Mediterraneo, i c.d. PTM (Paesi Terzi Mediterranei): Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Autorità palestinese, Siria, Tunisia e Turchia. La Libia non rientra nel partenariato ma gode, per il momento, dello status di “osservatore”, e come tale viene invitata a presenziare ai vertici; Cipro e Malta, che rientravano nei PTM, hanno partecipato all’allargamento del 1° maggio 2004 e ora sono Stati UE. La Turchia rientra tra i PTM ma gode anche dello status di “Paese candidato all’adesione” e quindi partecipa anche al cammino di preparazione all’adesione.

L’obiettivo del Partenariato, come stabilito nella c.d. Dichiarazione di Barcellona, è di fare del Mediterraneo una zona di stabilità, di pace e di prosperità. Per realizzare questo obiettivo, la Dichiarazione ha stabilito un programma di obiettivi ed azioni articolato in tre grandi capitoli:
Partenariato politico e di sicurezza, volto a stabilire un’area euromediterranea di pace e di stabilità basata sui principi del rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della democrazia (asse “politico”);
Partenariato economico e finanziario, volto a creare un’area di prosperità condivisa attraverso un’alleanza economico-finanziaria e la progressiva liberalizzazione degli scambi commerciali tra l’UE e i suoi partner e tra gli stessi Paesi del Mediterraneo (asse “economico”);
Partenariato sociale, culturale e umano, volto a promuovere l’avvicinamento tra i popoli tramite un partenariato sociale e culturale e sviluppare gli scambi fra i rappresentanti della società civile (asse “culturale”).

Il Partenariato euromediterraneo comprende due dimensioni complementari: la dimensione bilaterale, che riguarda le relazioni bilaterali fra l’UE e ciascuno dei PTM (che poggiano sugli Accordi Euromediterranei di Associazione) e la dimensione regionale che riguarda l’UE e i PTM nel loro complesso e si occupa di temi e problemi comuni ai partner mediterranei.
Il programma MEDA è il principale strumento finanziario del Partenariato euromediterraneo, con 5.458 milioni di euro stanziati dal ’95 al 2004 (il 10% dei quali dedicati alla cooperazione regionale). Un'altra importante fonte di finanziamento è la BEI che dal 1974 ha erogato prestiti nell’area per 14 miliardi di euro, destinati a finanziare progetti di sviluppo.
Dal 2004 i PTM, esclusa la Turchia e con l’aggiunta della Libia e di alcune ex repubbliche sovietiche (Armenia, Azerbaijan, Belarus, Georgia, Moldova, Ucraina, che fino al 2006 beneficeranno del programma TACIS), rientrano nella politica di prossimità e dal 2007 beneficeranno dello strumento di finanziamento ENPI (European Neighbourhood Policy Instrument).

Dalla Conferenza di Barcellona si sono svolte altre 7 Conferenze a livello di Ministri degli Esteri dei Paesi coinvolti, oltre a due Conferenze “informali” e ad una serie di riunioni ministeriali che hanno riguardato settori specifici (cultura, commercio, audiovisivo, ambiente, ecc.): la più importante e significativa fra le Conferenze, per l’impatto dei suoi risultati, è stata quella di Valencia dell’aprile 2002, nel corso della quale è stato approvato un piano d’azione (Piano d’azione di Valencia) che stabiliva una serie di azioni da realizzarsi nel breve e medio periodo per rafforzare i tre capitoli del Partenariato euromediterraneo.

Il 27 e 28 novembre scorsi, a dieci anni esatti dalla prima Conferenza di Barcellona, la città catalana ha ospitato una nuova Conferenza euromediterranea: “Barcellona +10”. Il vertice, che per la prima volta doveva riunire gli Stati partecipanti a livello di capi di Stato e di Governo, per testimoniare l’importanza attribuita alla cooperazione con i PTM (sottolineata anche con l’attribuzione al 2005 di “anno del Mediterraneo”), non ha avuto il successo sperato: per i Paesi arabi, ad eccezione di Turchia e Palestina, non hanno partecipato i Capi di Stato e ciò ha conseguentemente ridotto l’impatto del vertice. Oggetto di contrasto è stata in particolare la definizione di terrorismo (ovvero la distinzione, inaccettabile per l’Europa, fra terroristi e resistenti per il proprio Paese, per identificare coloro che compiono stragi per liberare il proprio Paese dall’”occupazione”).

Il vertice ha tuttavia prodotto come risultati due importanti documenti, sottoscritti da tutti i partecipanti:
1. un programma di lavoro per i prossimi 5 anni, che permetterà di proseguire il cammino del partenariato in coordinamento e sinergia con Piani d’azione bilaterali sviluppati all’interno della politica europea di vicinato (ENP).
Tale programma di lavoro è articolato in 4 grandi ambiti:
- partenariato politico e sicurezza per contribuire alla realizzazione di un'area di pace, sicurezza, stabilità, buon governo e democrazia
- sviluppo economico sostenibile e riforme
- istruzione e scambi culturali
- giustizia, sicurezza, migrazione, e integrazione sociale.

2. un codice di condotta per contrastare il terrorismo, che riunisce in un processo comune l’UE, gli Arabi e gli Israeliani per portare avanti un’agenda comune, ed esprime l’accordo nell’impegno a contrastare il terrorismo in tutte le sue forme.


Link Utili
Sito web dedicato alla conferenza Barcellona +10
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