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Speciale
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Eurolettera n. 4/2008
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Titolo |
Lo Small Business Act: un nuovo strumento per sostenere le PMI |
Autore |
Maria Grazia Gotti |
Descrizione |
All’inizio dell'estate è stato pubblicato lo Small Business Act, il nuovo quadro di riferimento per la politica europea sulle piccole imprese, con il quale la Commissione stabilisce un partenariato politico all’interno del quale l’UE e i suoi Stati membri opereranno in modo coordinato per il sostegno alle PMI.
Attualmente in Europa, a fronte di circa 41.000 grandi imprese, ci sono circa 23 milioni di PMI (oltre il 99% del totale), che forniscono complessivamente circa il 70% dell’occupazione. Nonostante questo, e nonostante le numerose iniziative avviate in passato, nell’elaborazione degli atti normativi che hanno ripercussioni sulle loro attività, non si tiene conto delle loro peculiarità ed esigenze: nè a livello europeo, nè a livello nazionale.
In considerazione dell’importanza delle PMI per la crescita dell’Europa, dal 2005, con lo slogan “innanzitutto pensare piccolo”, la politica per le imprese è stata inserita nella strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, al fine di sviluppare appieno le sinergie con altre aree politiche e di migliorare il contesto in cui operano le imprese.
L’esame della situazione della politica per le PMI per il triennio 2005-2007 ha evidenziato progressi, sia a livello di UE che di singoli Stati membri, in particolare nella riduzione dei lacci e lacciuoli burocratici che ostacolano le attività delle PMI. Tuttavia, molto resta ancora da fare per permettere alle PMI di liberare appieno il loro potenziale. Mettendole a confronto con le loro omologhe negli USA, le PMI europee presentano ancora una produttività media inferiore e uno sviluppo più lento oltre a una più ridotta capacità di produrre occupazione. Inoltre si trovano ad affrontare carenze di mercato in settori come il credito, la ricerca, l’innovazione e l’ambiente. Per questo motivo, dopo che un’audizione pubblica e una consultazione on line (chiusa alla fine di marzo 2008) ne hanno attestato l’interesse da parte di imprese e istituzioni, la Commissione ha varato questa iniziativa, alla quale ha attribuito il simbolico nome “Act” per evidenziare la volontà di riconoscere alle PMI un ruolo centrale nell’economia europea.
Concretamente lo Small Business Act fissa una serie di principi generali di riferimento per guidare la formulazione e l’attuazione delle politiche, sia a livello UE che degli Stati membri e che rispondono alle preoccupazioni emerse nel corso della consultazione.
Con le parole del Presidente della Commissione, José Manuel Durão Barroso, lo Small Business Act "costituisce un passo avanti verso un'Europa degli imprenditori con meno burocrazia e maggiori incoraggiamenti per i 23 milioni di PMI in Europa” E ancora: lo Small Business Act “comporterà amministrazioni pubbliche più reattive, una diminuzione dei ritardi nei pagamenti delle fatture, l'accesso a maggiori aiuti in materia di finanziamenti, innovazione e formazione, un'IVA ridotta per i servizi forniti localmente e un migliore accesso ai contratti pubblici”.
I 10 principi generali hanno a che fare principalmente con 3 grandi temi: - la promozione dello spirito imprenditoriale e dell’imprenditorialità, attraverso il miglioramento della percezione sociale dell’imprenditore, che passa anche da una minor stigmatizzazione sociale del fallimento e dalla possibilità di ottenere più facilmente una seconda opportunità, in caso di fallimento non fraudolento; - la diversa attitudine verso le PMI da parte della politica e delle amministrazioni pubbliche, che devono fissare procedure “a portata di PMI”, ovvero che non creino alle imprese di piccole dimensioni troppe difficoltà, perdite di tempo o costi sproporzionati. Le amministrazioni pubbliche sono anche invitate a istituire “sportelli unici” per le pratiche autorizzative, a proseguire sulla strada della riduzione del tempo necessario a fondare un’impresa, a facilitare la partecipazione delle PMI agli appalti pubblici e a promuovere la conoscenza delle opportunità di aiuti di Stato; - un migliore accesso al credito (in particolare al capitale di rischio), ai brevetti, alle innovazioni, alla ricerca e alle opportunità ambientali.
La descrizione dei 10 principi è corredata dall’esposizione delle attività e iniziative concrete a carico della Commissione o delle istituzioni nazionali per l’attuazione dei principi stessi.
Oltre ai 10 principi citati, lo SBA comprende anche altri atti legislativi (approvati o in corso di approvazione): 1. il nuovo regolamento generale di esenzione per categoria degli aiuti di stato, che contribuirà a semplificare le procedure e quindi ridurre i costi, liberando in tal modo le risorse a disposizione delle PMI, 2. un nuovo statuto della società privata europea, che renderà possibile creare una “società privata europea” operante in base agli stessi principi in tutti gli Stati membri, evitando quindi che un’impresa con filiali in diversi Stati si trovi ad operare seguendo regimi diversi per ognuno di essi, 3. una proposta in materia di IVA che permetterà agli Stati membri di applicare aliquote di IVA ridotte per i servizi locali, compresi quelli ad alta intensità di manodopera. 4. una modifica alla direttiva sui ritardi di pagamento per migliorare la puntualità dei pagamenti di tutte le PMI nelle transazioni commerciali
Per aiutare le istituzioni a mettere in pratica i 10 principi, lo Small Business Act è corredato da esempi di buone prassi già realizzate negli Stati membri.
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Documenti associati |
| Testo della Comunicazione (file .pdf) |
Link Utili |
| Pagina web dedicata allo Small Business Act |
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La newsletter mensile on-line sulle tematiche europee realizzata da
ERVET SPA in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna Autorizzazione del Tribunale n. 6801 del 10/4/98
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