lunedì 26.8.2019
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Iniziativa UE di costruzione della pace - bando 2018-2019

Titolo

EU Peacebuilding Initiative (EUPI) 2018-2019

Oggetto

Bando 2018-19 nel quadro dello strumento ENI relativo all’Iniziativa di costruzione della pace (EUPI), tesa a sostenere e promuovere le condizioni per una risoluzione sostenibile del conflitto arabo-israeliano nei termini di soluzione “a due Stati” attraverso il coinvolgimento attivo della società civile e dei cittadini.

I progetti devono essere realizzati in Israele e/o Palestina.

Fonte

Commissione europea - Sito Web Europa EuropeAid/162124/DD/ACT/Multi

Ente Erogatore

Commissione europea

Obiettivo

1. Sostenere azioni innovative e orientate ai risultati volte a superare l'attuale impasse politico e/o invertire le attuali tendenze negative, promuovendo la tolleranza, per contribuire a raggiungere infine una soluzione a due stati.

2. Sostenere azioni innovative e orientate ai risultati che, attraverso un cambiamento di atteggiamento e l'inclusione di gruppi chiave, promuovano le condizioni necessarie per una soluzione negoziata del conflitto, che alla fine porterà a una soluzione a due stati e/o a invertire le tendenze negative influenzando la sfera politica.

3. Sostenere la cooperazione tra israeliani e palestinesi, in particolare a livello di comunità, nella creazione di settori di influenza su accordi politici in settori chiave di reciproco interesse, come istruzione superiore, progresso scientifico e tecnologico, ambiente, agricoltura, salute, cambiamenti climatici, commercio e affari (compreso il turismo), con l'obiettivo, tra le altre cose, di creare fiducia reciproca e contribuire a mantenere le condizioni per la fattibilità della soluzione dei due stati (saranno presi in considerazione solo i progetti transfrontalieri attuati congiuntamente da partner israeliani e palestinesi).

Azioni

Una proposta progettuale deve proporsi di contribuire ad almeno uno degli obiettivi indicati; in particolare saranno finanziate le seguenti tipologie di azione (elenco non esaustivo):

• azioni volte a costruire comprensione reciproca e fiducia, decostruendo le narrative tradizionali su "l'altro", contrastando l'incitamento e la disinformazione e rigettando la violenza negli spazi pubblici (compresi media e social media), promuovendo una cultura di pace sia nella società israeliana sia in quella palestinese.
• sforzi cooperativi tra israeliani e palestinesi, anche nei settori del commercio, dell’agricoltura, della salute, dell’ambiente, dell’istruzione, della cultura, dell’informazione e dello sport
• azioni che coinvolgono stakeholder e gruppi politici, compresi i leader religiosi, sia in Israele sia in Palestina nell’adozione/sostegno di programmi per la pace e la giustizia
• azioni che coinvolgono stakeholder e circoscrizioni elettorali, compresi gruppi e leader religiosi, di entrambe le parti che sono tradizionalmente meno esposti o meno impegnate per il Processo di pace in Medio Oriente, nell'affrontare passi concreti di costruzione della fiducia in vista di una soluzione a due stati
• advocacy e sensibilizzazione per iniziative di elaborazione delle politiche anche a livello popolare
• azioni volte a raccogliere, ricercare, documentare e diffondere informazioni al servizio della risoluzione del conflitto, comprese le conseguenze del suo proseguimento, e proporre risposte
• azioni che sviluppano le capacità e la legittimazione pubblica delle organizzazioni che lavorano per promuovere le condizioni per una soluzione negoziata del conflitto
• azioni che influenzano positivamente l'ambiente politico che regola la collaborazione transfrontaliera
• azioni che sfruttano l’interesse reciproco di israeliani e palestinesi a costruire una cooperazione transfrontaliera di lunga durata che sia resiliente a rinnovate ondate di violenza e autosufficiente, con l'obiettivo di creare fiducia reciproca.

Priorità
• dare potere alle donne e rafforzare il loro ruolo e la loro partecipazione significativa alla prevenzione del conflitto e alla risoluzione dello stesso in qualità di agenti di cambiamenti positivi a tutti i livelli della società - questo dovrebbe riflettersi nell'intero ciclo del progetto;
• interessare i giovani alla risoluzione del conflitto e coinvolgerli nella costruzione di una cultura di pace in entrambe le società;
• espandere il campo di pace e promuovere la tolleranza coinvolgendo in modo sostanziale diversi tipi di pubblico, da quello più generico ai gruppi meno interessati;
• coinvolgere gruppi emarginati e/o scettici che non sono necessariamente impegnati nella risoluzione del conflitto o nei valori e nelle politiche sostenute da questa iniziativa;
• promuovere la leadership locale e iniziative popolari in grado di produrre impatti multilivello e la costruzione di relazioni durevoli a livello transfrontaliero.

Beneficiari

Persone giuridiche senza fini di lucro ed in particolare: ONG, operatori del settore pubblico, autorità locali, organizzazioni (intergovernative) internazionali.

Il proponente può avere nazionalità di uno degli Stati UE o dei Paesi terzi del Mediterraneo beneficiari di ENI o dei Paesi in pre-adesione o EFTA/SEE.

Entità Contributo

Il contributo comunitario per ogni progetto può coprire dal fino all’80% dei costi ammissibili di progetto, per un massimo di 750.000 euro.

Non saranno presi in considerazione progetti che richiedano un contributo inferiore al 50% dei costi o inferiore a 300.000 euro.

Modalità e procedura

I progetti possono avere una durata compresa fra 36 e 42 mesi.

Le proposte di progetto devono essere scritte in inglese.

I progetti devono svolgersi in Israele e/o Palestina; alcune attività possono realizzarsi in Giordania o nell’UE, se coinvolgono direttamente israeliani o palestinesi.

Il proponente può presentare una proposta di progetto da solo o in partenariato con un altro soggetto. Se il proponente non ha sede in Palestina o Israele, il partenariato con un co-proponente locale israeliano o palestinese è obbligatorio.

Il bando è qualificato come “ristretto” e questo implica che la presentazione delle proposte di progetto avvenga in due fasi: la prima consiste nell’invio delle proposte di progetto attraverso la compilazione del concept note, un formulario meno dettagliato attraverso il quale presentare il progetto in modo sintetico; solo i progetti valutati positivamente saranno inseriti in una short list e i loro proponenti saranno invitati a presentare le proposte complete di progetto. Le proposte complete devono essere CONFORMI CON QUELLE PRESENTATE ATTRAVERSO IL CONCEPT NOTE (ovvero: gli elementi presentati nel concept note non possono essere modificati nella proposta completa). NB: in fase di concept note non è necessario che il budget del progetto sia dettagliato e definitivo: l’ammontare del contributo richiesto è solo indicativo (il contributo richiesto nel progetto completo si può discostare da quello indicato nel concept note fino al 20%).

Sia il proponente sia i partner devono essere registrati nel sistema PADOR: il proponente deve esserlo già al momento della presentazione del concept note, mentre i partner (e gli enti affiliati) è sufficiente che lo siano al momento della presentazione della proposta completa del progetto.

Le proposte progettuali devono essere inviate esclusivamente online attraverso il sistema PROSPECT.

Tutta la documentazione relativa al bando è reperibile sulla pagina web indicata negli Indirizzi Utili.

Per illustrare il bando sono previste diverse sessioni informative in gennaio: il17 a Ramallah, il 21 a Gaza, il 22 a Betlemme e a Ramat Gan e il 23 a Gerusalemme. (dettagli nel file specifico allegato alla documentazione del bando).

Scadenza

18/02/2019 h. 15 (ora di Bruxelles)

Referente

Commissione europea – Cooperazione internazionale e sviluppo (EuropeAid)

Risorse finanziarie disponibili

9.400.000 euro

Il bando è pubblicato con clausola sospensiva parziale: dei 9,4 milioni complessivi, 4,5 milioni saranno erogati solo se sarà adottato il budget 2019.

Aree Geografiche

UE 28 - Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Paesi ENI-MED - Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Siria, Tunisia e Autorità palestinese.

Paesi candidati (effettivi e potenziali) - Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia, Kosovo (ai sensi della risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell`ONU) Islanda e Turchia. Dal dicembre 2011 la Croazia è ufficialmente "Paese in via di adesione".

EFTA/SEE - Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

Indirizzi Utili

Referente: Comissione europea - EuropeAid
Sito Web



Autore: Maria Grazia Gotti
Data Pubblicazione: 10/01/2019
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