lunedì 21.9.2020
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Strategia Ue per la biodiversità

Titolo

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni: Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 - Riportare la natura nella nostra vita

Fonte

COM (2020) 380 final del 20/5/2020

Note

Con la nuova strategia per la biodiversità, lanciata congiuntamente con la strategia “Dal produttore al consumatore” alla quale è strettamente collegata, la Commissione fissa un piano a lungo termine, globale e ambizioso per salvaguardare la natura e invertire la tendenza al degrado degli ecosistemi.

La strategia, uno dei pilastri del Green deal europeo, rappresenta un elemento centrale del piano di ripresa dell'UE, fondamentale sia per prevenire future pandemie e per rafforzare la resilienza ad esse, sia per offrire opportunità commerciali e di investimento che rilancino l'economia dell'UE; iIntende inoltre rendere la dimensione della biodiversità una parte integrante della strategia globale dell'UE per la crescita economica.

Essa affronta le principali cause della perdita di biodiversità, come l'uso insostenibile della superficie terrestre e del mare, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, l'inquinamento e le specie esotiche invasive e propone, tra le altre cose, di stabilire obiettivi vincolanti per ripristinare gli ecosistemi e i fiumi che hanno subito danni, per migliorare la salute degli habitat e delle specie protetti dell'UE, per riportare gli impollinatori nei terreni agricoli, ridurre l'inquinamento, inverdire le città, rafforzare l'agricoltura biologica e altre pratiche agricole rispettose della biodiversità, e rendere più sane le foreste europee.

Questa strategia definisce nuove modalità per attuare con maggior efficacia la normativa già in vigore, ma anche nuovi impegni, misure, obiettivi e meccanismi di governance, fra cui:

  • trasformare almeno il 30 % della superficie terrestre e dell'ambiente marino d'Europa in zone protette gestite in modo efficace facendo leva sui siti Natura 2000 esistenti e integrandoli con zone protette a livello nazionale, garantendo al contempo una protezione rigorosa delle aree particolarmente ricche di biodiversità e ad altissimo valore climatico;
  • ripristinare in tutta l'UE gli ecosistemi degradati che versano in condizioni precarie e ridurre le pressioni sulla biodiversità.
  • creare le condizioni per un cambiamento profondo mettendo in moto un nuovo processo, teso a migliorare la governance della biodiversità e garantire che gli Stati membri integrino nelle politiche nazionali gli impegni delineati nella strategia. Mira anche a far sì che i regimi fiscali e i prezzi rispecchino in modo più accurato i veri costi ambientali, compreso il costo della perdita di biodiversità, e che la biodiversità sia realmente integrata nel processo decisionale pubblico e delle aziende.

La sua attuazione richiederà investimenti cospicui. Dovrebbero essere sbloccati almeno 20 miliardi di euro l'anno da investire nella natura, in particolare nel ripristino degli ecosistemi, nel sostegno alla rete Natura 2000 e nelle infrastrutture verdi e blu in tutti gli Stati membri. A tal fine bisognerà mobilitare fondi pubblici e privati a livello nazionale e dell'Unione, anche attingendo a una vasta gamma di programmi nell'ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell'UE; una parte significativa del 25% del bilancio dell'UE destinato all'azione per il clima sarà investita nella biodiversità e nelle soluzioni basate sulla natura.

Nell'ambito di InvestEU sarà avviata un'iniziativa ad hoc per il capitale naturale e l'economica circolare, basata su finanziamenti misti pubblici/privati, con cui si intende mobilitare almeno 10 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. La protezione della natura e della biodiversità costituisce anche una priorità del piano di investimenti del Green Deal europeo. Per sbloccare gli investimenti necessari l'UE deve fornire agli investitori certezza a lungo termine e aiutare a integrare la sostenibilità nel sistema finanziario,

La strategia illustra gli impegni che l'UE potrebbe assumersi alla conferenza delle parti della Convenzione sulla diversità biologica, in programma nel 2021. In particolare la Commissione propone al Consiglio che in sede di Convenzione l'UE chieda l'inclusione dei seguenti elementi:

  • obiettivi generali a lungo termine per la biodiversità, in linea con la visione delle Nazioni Unite per il 2050 "Vivere in armonia con la natura". Entro il 2050 tutti gli ecosistemi del pianeta dovrebbero essere ripristinati, resilienti e adeguatamente tutelati. Il mondo intero dovrebbe abbracciare il principio del "guadagno netto" per restituire alla natura più di quanto le tolga e impegnarsi a scongiurare estinzioni indotte dall'uomo;
  • obiettivi mondiali ambiziosi per il 2030 in linea con gli impegni dell'UE proposti nella nuova strategia sulla biodiversità;
  • mezzi di attuazione più efficaci in settori quali la finanza, lo sviluppo delle capacità, la ricerca, il know-how e la tecnologia;
  • un processo di attuazione, monitoraggio e riesame molto più rigoroso;
  • una condivisione giusta ed equa dei benefici derivanti dall'uso di risorse genetiche connesse alla biodiversità.

 

Fonte: Comunicato stampa della Commissione dedicato al lancio della strategia per la bioviversità e della strategia "dal produttore al consumatore  e documenti collegati

Il testo della strategia è disponibile qui

 




Autore: Maria Grazia Gotti
Data Pubblicazione: 26/05/2020
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