mercoledì 23.09.2020
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Materie prime critiche: piano d'azione della Commissione per un approvvigionamento sicuro e sostenibile

La Commissione ha presentato nei giorni scorsi un piano d'azione sulle materie prime critiche, che affronta il tema di quelle materie prime che sono essenziali per il funzionamento di una vasta gamma di ecosistemi industriali, e per la realizzazione del Green deal, ma che presentano anche potenziali rischi di approvvigionamento, dal momento che per la gran parte di esse l’UE dipende fortemente dalla fornitura di altri Stati.

In linea con la strategia industriale per l’Europa, questo piano d’azione mira a ridurre la dipendenza dai Paesi terzi per queste materie, promuovendo da un lato il loro riutilizzo e riciclaggio e dall’altro un approvvigionamento responsabile delle stesse, che tenga conto del rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi.

Il Piano è accompagnato dall’elenco delle materie prime critiche, che viene aggiornato ogni 3 anni dal 2011 (Allegato 1), e da uno studio prospettico (in lingua inglese) che ne delinea le tendenze nel futuro prossimo.

L’elenco delle materie prime critiche è uno strumento concreto a sostegno dello sviluppo delle politiche dell'UE, di cui la Commissione tiene conto in sede di negoziazione degli accordi commerciali o al fine di eliminare le distorsioni del commercio. Contribuisce inoltre ad individuare le esigenze di investimento e a guidare la ricerca e l'innovazione nell'ambito dei programmi Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa e dei programmi nazionali, in particolare per quanto riguarda le nuove tecnologie estrattive, la sostituzione e il riciclo. È rilevante anche per l'economia circolare, per promuovere un approvvigionamento sostenibile e responsabile e per la politica industriale.

L’elenco 2020 contiene 30 materie prime, delle quali 4 sono nuove (bauxite, litio, titanio e stronzio); dalle 27 materie presenti nel 2014 è uscito l’elio, non perché ora sia facilmente reperibile ma perché la sua importanza economica si è ridotta. La Commissione continuerà comunque a monitorare attentamente anche l'elio, rilevante per una serie di applicazioni digitali emergenti e anche il nichel tenuto conto degli sviluppi relativi alla crescita della domanda di materie prime per le batterie.

L'accesso alle risorse e la sostenibilità sono fondamentali per la resilienza dell'UE in relazione alle materie prime: la sicurezza dell’approvvigionamento richiede un'azione volta a diversificare l'approvvigionamento da fonti sia primarie che secondarie, ridurre le dipendenze e migliorare l'efficienza delle risorse e la circolarità, anche per quanto riguarda la progettazione sostenibile dei prodotti.

La attuale crisi COVID-19, nei momenti più critici, ha fatto emergere che le catene di approvvigionamento globali possono subire perturbazioni gravi molto rapidamente e che quindi è necessario perseguire una maggiore resilienza e una maggiore autonomia strategica attraverso un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche.

Alla luce di queste esigenze questo piano d'azione mira a:

  • sviluppare catene del valore resilienti per gli ecosistemi industriali dell'UE;
  • ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche primarie mediante l'uso circolare delle risorse, i prodotti sostenibili e l'innovazione;
  • rafforzare l'approvvigionamento interno di materie prime nell'UE;
  • diversificare l'approvvigionamento dai paesi terzi e rimuovere le distorsioni del commercio internazionale.

 

Per conseguire tali obiettivi, il piano delinea le seguenti azioni chiave.

1. Avviare un'alleanza europea per le materie prime promossa dall'industria, volta inizialmente a sviluppare la resilienza e l'autonomia strategica aperta per la catena del valore delle terre rare e dei magneti, da estendere poi ad altre materie prime

2. Elaborare criteri di finanziamento sostenibile per i settori delle attività estrattive, minerarie e di trasformazione negli atti delegati sulla tassonomia entro la fine del 2021

3. Nel 2021, avviare la ricerca e l'innovazione sulle materie prime critiche per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti, i materiali avanzati e la sostituzione, utilizzando Orizzonte Europa, il Fondo europeo di sviluppo regionale e i programmi nazionali di ricerca e innovazione

4. Entro il 2022, mappare il potenziale approvvigionamento di materie prime critiche secondarie provenienti da scorte e rifiuti dell'UE e individuare progetti di recupero realizzabili

5. Individuare i progetti di estrazione mineraria e di trasformazione, le esigenze di investimento e le relative opportunità di finanziamento per le materie prime critiche nell'UE che possono essere operativi entro il 2025, dando priorità alle regioni carbonifere

6. Sviluppare le competenze e le capacità nelle tecnologie estrattive, minerarie e di trasformazione nel quadro di una strategia di transizione equilibrata nelle regioni in transizione dal 2022 in poi

7. Attuare programmi di osservazione della Terra e telerilevamento per l'esplorazione delle risorse, il funzionamento dei siti e la gestione ambientale nella fase post-chiusura

8. Elaborare progetti di ricerca e innovazione nell'ambito di Orizzonte Europa relativi ai processi di sfruttamento e trasformazione delle materie prime critiche per ridurre l'impatto ambientale a partire dal 2021

9. Sviluppare partenariati strategici internazionali e relativi finanziamenti per garantire un approvvigionamento diversificato e sostenibile di materie prime critiche, anche mediante condizioni commerciali e di investimento senza distorsioni, a partire da partenariati pilota con il Canada, i paesi interessati in Africa e i paesi del vicinato dell'UE nel 2021

10. Promuovere pratiche minerarie responsabili per le materie prime critiche attraverso il quadro normativo dell'UE (proposte nel 2020-2021) e la pertinente cooperazione internazionale.

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Autore: Maria Grazia Gotti
Data Pubblicazione: 07.09.2020
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