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EUROLETTERA
Eurolettera n. 5/2018 - dicembre
Un’Agenda 2030 a livello locale: la Regione Emilia-Romagna alla guida del progetto Shaping Fair Cities

I governi subnazionali non dovrebbero essere visti come meri esecutori dell'Agenda.
I governi subnazionali sono i responsabili delle politiche, i catalizzatori del cambiamento e il livello di governo più adatto a collegare gli obiettivi globali con le comunità locali
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(The Sustainable Development Goals: What Local Governments Need to Know,
United Cities and Local Governments Organization, 2015)


 

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals - SDGs) sono un insieme di diciassette ambiziosi obiettivi globali, definiti nel 2015 durante uno storico vertice ONU e sviluppati attraverso un dialogo senza precedenti tra gli Stati membri delle Nazioni Unite, le autorità locali, la società civile, il settore privato e tutte le altre parti interessate.

A questo programma d’azione universale a favore di un futuro migliore per le persone e il pianeta si ispira Shaping Fair Cities, un progetto finanziato nell’ambito dell’Azione DEAR (Development Education Awareness Raising) dello Strumento di cooperazione DCI II- Organizzazioni della società civile e Autorità locali, ideato e coordinato dalla Regione Emilia-Romagna con la partecipazione di 17 partner di 8 Paesi europei (Italia, Spagna, Grecia, Romania, Polonia, Croazia, Danimarca e Svezia) e 2 Paesi non UE (Albania e Mozambico). Un progetto che, grazie alla sua partnership paneuropea e multi-stakeholder, aumenterà la consapevolezza e coinvolgerà attivamente i decisori locali, i funzionari pubblici, le organizzazioni e i cittadini nella localizzazione degli SDGs, promuovendo il ruolo cruciale dei governi locali nell'attuazione della nuova serie di obiettivi e aprendo la strada a una Agenda 2030 locale.

Il progetto concentra l’attenzione su quattro SDGs, città sostenibili e resilienti (SDG 11), società pacifiche e inclusive (SDG 16), tutela dell’ambiente (SDG 13) e parità di genere (SDG 5), con l’obiettivo di integrare l'Agenda 2030 nelle politiche locali - tenendo conto in particolare delle attuali sfide migratorie- attraverso una campagna di comunicazione ed un progetto di advocacy, condotti ed implementati dalle autorità locali coinvolte. In particolare l’SDG 11 orienta il lavoro di comunicazione e advocacy verso le comunità urbane, in linea con il crescente riconoscimento internazionale dell'importanza della dimensione subnazionale dello sviluppo sostenibile.

Secondo alcune stime, entro il 2030, il 60% della popolazione mondiale si concentrerà nelle aree urbane. Se, fino ad oggi, grandi questioni come la pace, la sicurezza, i cambiamenti climatici e le migrazioni hanno riguardato principalmente il piano nazionale e internazionale, in futuro, gli interventi a lungo termine su questi temi richiederanno sempre più attenzione alla dimensione locale. La maggior parte di queste sfide necessita infatti di pianificazione, partecipazione e politiche locali mirate.

Una chiave di volta del processo di localizzazione degli SDGs è perciò costituita dalle città, che il progetto mette al centro della propria azione (Shaping Fair Cities, appunto dare forma a città giuste): dei 17 partner coinvolti, 10 sono infatti municipalità - Modena, Reggio Emilia, Forlì, Alicante (ES), Falköpings (SV), Patrasso (GR), Spalato (HR), Vejle (DK), Scutari (AL) e Pemba (Mozambico) - cui si aggiungono 4 istituzioni regionali - ROPS-Centro Regionale della Politica Sociale di Poznan, (Polonia), Generalitat Valenciana (Spagna), BRCT-Ufficio regionale per la cooperazione transfrontaliera di Iaşi (Romania) e la Regione Emilia-Romagna - 2 organizzazioni della società civile (GVC e Women Network) e infine l’Università di Bologna (Facoltà di Scienze politiche e sociali, Campus di Forlì), che si dedicherà in particolare alle attività di studio e di ricerca alla base di tutte le altre azioni.

Al fine di comprendere i contesti di riferimento e individuare i messaggi da enfatizzare e diffondere nelle campagne di comunicazione il progetto ha previsto due strumenti: in primo luogo un sondaggio sull’opinione pubblica condotto secondo una metodologia elaborata da UNIBO in tutti i Comuni partner, realizzato nel primo anno di attività (2018) per conoscere l’opinione dei cittadini sugli SDGs e sul ruolo che le città dovrebbero svolgere per il loro raggiungimento: sono stati somministrati oltre 4.000 questionari in tutte le città partner utilizzando tecniche di rilevamento diverse a seconda dei contesti (ad esempio a Pemba sono state fatte interviste in strada, mentre a Vejle si è potuto rispondere online). I risultati dei sondaggi sono stati poi raccolti da UNIBO che li ha uniformati e analizzati e ha prodotto un report contenente le raccomandazioni per l’attuazione delle campagne di sensibilizzazione che prenderanno il via nel 2019.

Il secondo strumento è costituito dalla ricerca dei piani locali di attuazione dell’Agenda 2030. Questa ricerca è stata condotta da esperti e coordinata dalla Generalitat Valenciana, l’amministrazione che vanta una delle prime esperienze pilota nella localizzazione degli SDGs a livello regionale e urbano, che metterà a disposizione di Shaping fair cities le buone pratiche che ha maturato e formulerà raccomandazioni ai partner per l'attuazione dei piani locali. La relazione finale della ricerca, attesa nei primi mesi del 2019, costituirà sia una guida all'implementazione degli SDGs e alle relative campagne di sensibilizzazione, sia uno strumento di formazione rivolto a rappresentanti delle autorità locali, funzionari pubblici e responsabili politici, in particolare nel contesto dell’evento di formazione dei formatori che si svolgerà a Valencia nel marzo del 2019.

Oltre all’evento di Valencia, nell’arco dei prossimi due anni di attività (2019-2020) sono previsti altri momenti e strumenti formativi - consultazioni multilaterali, tavole rotonde, workshop di capacity building, scuole estive ed invernali, eventi pubblici - per facilitare l'attuazione dell'Agenda nel settore politico di riferimento (cooperazione decentrata, energia, mobilità, migrazione, alimentazione e agricoltura, cultura e istruzione, ecc.), valutare le esigenze specifiche e definire le differenti priorità.

Formazione e comunicazione sono, dunque, i due pilastri portanti di Shaping Fair Cities, per educare e sensibilizzare cittadini e autorità locali. Educare e sensibilizzare tuttavia non significa solamente far conoscere l'esistenza degli SDGs. Si tratta anche di responsabilizzare e spingere le persone a partecipare attivamente al loro raggiungimento. La campagna di comunicazione è dunque anche un progetto di advocacy e si sviluppa sia a livello locale, sia internazionale, secondo obiettivi, strategie e linee guida comuni.

La campagna internazionale è coordinata da ROPS e GVC, con il supporto della Regione Emilia-Romagna che, in particolare, ha curato la definizione dell’identità visiva del progetto, delle linee guida per le campagne di comunicazione e della strategia di comunicazione internazionale. A partire dal Kick off meeting di Bruxelles (aprile 2018), in accordo con tutti i partner, sono stati sviluppati innanzi tutto il logo e le linee guida dell’immagine coordinata che verrà messa in campo nelle campagne di comunicazione. Nel secondo e terzo anno di attività verranno quindi prodotte diverse tipologie di materiali (videoclip, spot, info-grafiche, poster, volantini, cartoline, gadget, ecc). Strumenti specifici saranno poi sviluppati dalle organizzazioni della società civile, della cultura e dell'industria creativa che saranno chiamate a partecipare ai bandi e agli appalti predisposti dai partner nell’ambito delle proprie campagne locali.

A questi output si aggiungeranno diversi strumenti digitali, sviluppati per garantire sostenibilità, partecipazione e coerenza al progetto, con una particolare attenzione al coinvolgimento di migranti e gruppi vulnerabili, e in una prospettiva di genere. Tra questi: una piattaforma di apprendimento delle politiche, una app su SDGs e migrazione, un canale YouTube di progetto e un web doc, prodotto con il coordinamento della Regione Emilia-Romagna, che racconterà in modo attraente e interattivo le esperienze sviluppate in ognuno dei Paesi partner, sperimentando come localizzare gli SDGs nel proprio territorio.

La Regione Emilia-Romagna organizzerà infine i Fair Cities Days, un evento europeo di tre giorni a Bologna, riservato a rappresentanti delle autorità locali, direttori aziendali, esperti e professori, che comprenderà laboratori, conferenze e dibattiti per studiare e approfondire i temi proposti, con l'obiettivo di creare una sinergia tra politica e aziende ed avviare un dibattito strategico sull'attuazione delle politiche di sviluppo a livello cittadino. Un'area speciale dell’evento accoglierà gli stand delle città partner, per mettere in mostra i risultati, gli strumenti e i progetti realizzati.

Con Shaping Fair Cities la Regione Emilia-Romagna implementa ulteriormente le tematiche individuate dal Documento triennale di Cooperazione Internazionale 2016-2018, che ha come base gli SDGs. Il progetto conferma il posizionamento strategico della Regione a livello europeo e internazionale, coinvolgendo in modo attivo tutti gli attori regionali impegnati nelle attività di cooperazione internazionale, solidarietà, aiuto umanitario, promozione della pace e della giustizia.

Sito del progetto Shaping Fair cities




Autore: Regione Emilia-Romagna - Servizio Coordinamento delle Politiche Europee, Programmazione, Cooperazione e Valutazione
Data Pubblicazione: 14/12/2018