RER
EUROLETTERA
Eurolettera n.3/2019 - luglio
Integrazione dei migranti: i nuovi interventi della Regione Emilia-Romagna con i fondi FAMI

Tra le Regioni italiane più intraprendenti ed innovatrici nella gestione del fenomeno migratorio, da tempo l'Emilia-Romagna è componente di Tavoli tecnici, e di concertazione nazionale, per la definizione di linee strategiche e priorità di intervento sul fronte dell'accoglienza dei cittadini stranieri. Oltre che soggetto di valutazione dei programmi territoriali, la Regione Emilia-Romagna è anche beneficiaria, sia come capofila che come partner, di alcuni progetti nell'ambito del fondo FAMI, lo strumento finanziario istituito con Regolamento dall'Unione europea con l'obiettivo di promuovere – grazie a una dotazione di 3,1 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 – una gestione integrata dei flussi migratori e che tenga conto anche di tutti gli aspetti connessi, ovvero l'asilo, l'integrazione e il rimpatrio. Tra questi progetti rientrano Impact-Casp-Er II, FinC 2 e Resource, rispettivamente piano regionale multi-azione il primo, piano regionale di formazione civico-linguistica il secondo e piano per l'occupabilità dei cittadini migranti l'ultimo.

I progetti regionali FAMI
Per dare un'idea della mole dell'impegno, per Impact (Integrazione dei Migranti con Politiche e Azioni Coprogettate sul Territorio) - Casp-Er II, progetto che vede la Regione come capofila, il budget stanziato - tra fondi europei e fondi statali - è di 2.574.000 euro, mentre poco meno di 52 mila è il numero stimato dei cittadini di Paesi terzi regolarmente presenti in Italia destinatari degli interventi. Il progetto è articolato in quattro azioni distinte, realizzabili per via della nutrita partnership coinvolta (istituti scolastici ed enti di formazione, cooperative sociali, Comuni, associazioni del Terzo settore, ANCI Emilia-Romagna, ecc.), il cui fine è di prevenire il ritardo e la dispersione scolastica, rafforzare la capacità dei servizi nel rispondere in maniera adeguata ai bisogni di società sempre più multiculturali, favorire una più efficace comunicazione nonché promuovere la partecipazione attiva delle persone di origine straniera, incentivando lo sviluppo dell'associazionismo e lo svolgimento di attività inclusive. Quanto alle tipologie di interventi attivabili rientrano i corsi di rafforzamento della lingua italiana e le azioni di orientamento per il contrasto alla dispersione scolastica, la consulenza legale, quella educativa, le community lab, le campagne di comunicazione e, non ultime, le iniziative mirate di mediazione sociale.

Per FinC 2 (Futuro in Corso 2), che rispetto agli altri due progetti regionali di durata fino al 2020 si spinge fino al 2021, il budget complessivo è di 3.351.244 euro da destinare alla realizzazione di percorsi formativi di base - in cui si integrano l'apprendimento della lingua italiana come seconda lingua, l'orientamento e l'educazione civica - e percorsi linguistici sperimentali per adulti analfabeti strumentali (cioè che non hanno mai imparato a leggere e scrivere nella lingua d'origine) e analfabeti funzionali (che hanno invece ricevuto un'istruzione nella loro lingua madre ma che è limitata o comunque è tale da non consentire la piena comprensione delle informazioni ricevute). E, ancora, percorsi per bisogni specifici come può essere, ad esempio, il conseguimento della patente di guida. Previsti, inoltre, servizi di accompagnamento personalizzato e tutoraggio rivolto a target che vivono condizioni di particolare vulnerabilità. Infine, formazione e aggiornamento dei docenti di lingua italiana L2.

Con un budget complessivo di 2.435.000 euro, il progetto Re-source (Stranieri OccUpabilità Risorse Competenze Emilia-Romagna) ha l'obiettivo di rafforzare l’integrazione lavorativa dei migranti aumentando la capacità di intercettarli e coinvolgerli in una gamma differenziata di politiche del lavoro in coerenza con le loro esigenze, le aspettative e le caratteristiche professionali e con i fabbisogni del sistema produttivo locale. Il progetto mira a promuovere l'occupabilità di cittadini di Paesi terzi regolarmente presenti in Italia, con particolare riferimento a soggetti vulnerabili, quali donne, giovani, richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale e umanitaria. Le attività verranno realizzate attraverso l’attivazione di servizi di orientamento e informazione per la ricerca attiva del lavoro, bilancio, sviluppo e validazione delle competenze, accompagnamento al lavoro e alla formazione, all’avvio di impresa/autoimpiego.

Quello che la Regione Emilia-Romagna realizza in materia di immigrazione e politiche di integrazione è dunque un approccio multisettoriale – là dove dimostra la capacità di integrare politiche, servizi ed iniziative che fanno riferimento ad aree diverse - e multilivello – per il coinvolgimento di tutti gli attori, istituzionali e no, comunque impegnati nell'accoglienza dei migranti – che consente la capitalizzazione delle esperienze realizzate nella prima edizione dei piani regionali (come è il caso di Casp-Er e FinC), la valorizzazione del patrimonio conoscitivo e strumentale costruito e la risposta ai nuovi bisogni nel frattempo emersi.

“Il FAMI - spiega Monica Raciti, Responsabile del Servizio Politiche per l'integrazione sociale, il contrasto alla povertà e il Terzo settore della Regione Emilia-Romagna - ha significato un impegno tecnico crescente così  come una maggiore competenza in materia di progettazione e rendicontazione europea: il tutto finalizzato ad utilizzare al meglio queste nuove linee di finanziamento". Un impegno importante, che ha prodotto buoni frutti e che viene rilanciato: "La sfida che abbiamo in corso, attraverso l'implementazione di questi progetti, non si esaurisce nella capacità di realizzare ciò che abbiamo indicato, ma ha l'ambizione di riportare nell'ambito della programmazione ordinaria territoriale - penso ad esempio ai Piani di Zona - le azioni innovative finanziate con tali fondi europei". Con uno sguardo più ampio si punta dunque a mettere a sistema un bagaglio prezioso fatto di progetti riusciti e dialogo costruttivo con le diverse realtà territoriali ed istituzionali. "Con questo spirito - conclude Raciti - credo che si possano arricchire le politiche di welfare universalistico con interventi efficaci verso i cittadini stranieri immigrati".


Per maggiori informazioni:

Andrea.Facchini@regione.emilia-romagna.it (progetto Casp-Er II)

Marzio.Barbieri@regione.emilia-romagna.it (progetto FinC 2)

Francesca Bergamini - progval@regione.emilia-romagna.it (progetto ReSource)

Sito web Emilia-Romagna Sociale




Autore: Mariaelena Finessi - ART-ER
Data Pubblicazione: 25/06/2019