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Scheda Programma


SOLIDARIETÀ E GESTIONE FLUSSI MIGRATORI - Fondo integrazione cittadini di Paesi terzi (2007-2013)

Titolo

2007/435/CE - Decisione del Consiglio, del 25 giugno 2007, che istituisce il Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi per il periodo 2007-2013 nell`ambito del programma generale «Solidarietà e gestione dei flussi migratori»

Oggetto

Fondo europeo per l`integrazione di cittadini di Paesi terzi.

Il Fondo per l`integrazione di cittadini di Paesi terzi costituisce uno dei 4 strumenti finanziari che completano il programma quadro “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”. Gli altri strumenti sono: il Fondo europeo per i rifugiati (2008-2013) , il Fondo europeo per i rimpatri (2008-2013) e il Fondo per le frontiere esterne (2007-2013).

Questo strumento è stato istituito sulla base dell`esperienza maturata attraverso le azioni preparatorie INTI, attuate nel periodo 2003-2006.

Update marzo 2013: con la pubblicazione della Decisione n. 258/2013/UE viene modificata la Decisione n. 2007/435/CE istitutiva del Fondo per introdurre la possibilità di aumentare il tasso di cofinanziamento per le azioni nazionali attuate da Stati membri che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà di stabilità finanziaria.

Fonte

GUCE/GUUE L 168/18 del 28/6/2007

Ente Erogatore

Commissione europea

Obiettivo

Sostenere gli sforzi compiuti dagli Stati membri per consentire l’integrazione di cittadini di Paesi terzi in soggiorno regolare nell’UE e promuovere lo sviluppo e l`attuazione di strategie nazionali d’integrazione. In particolare, il Fondo intende contribuire a perseguire i seguenti obiettivi specifici:
a) agevolare lo sviluppo e l`applicazione di procedure di ammissione che riguardino e facilitino il processo di integrazione di cittadini di Paesi terzi;
b) sviluppare e attuare il processo di integrazione dei cittadini di Paesi terzi appena arrivati negli Stati membri;
c) rafforzare la capacità degli Stati membri di sviluppare, applicare, sorvegliare e valutare le politiche e le misure di integrazione di cittadini di Paesi terzi;
d) favorire lo scambio di informazioni e migliori pratiche, nonché la cooperazione all`interno e fra gli Stati membri per quanto riguarda lo sviluppo, l`attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche e delle misure di integrazione di cittadini di Paesi terzi.

Azioni

1. Azioni degli Stati membri
Azioni mirate all’obiettivo (a):
- azioni volte a facilitare lo sviluppo e l`attuazione, da parte degli Stati membri, di procedure di ammissione, compreso processi di consultazione con le parti interessate e consulenze o scambi di informazioni su iniziative destinate ad alcune nazionalità o categorie specifiche di cittadini di Paesi terzi;
- azioni volte a rendere l`applicazione delle procedure di ammissione più efficace ed accessibile ai cittadini di Paesi terzi, in particolare attraverso tecnologie informatiche di facile uso, campagne di informazione e procedure di selezione;
- azioni prima della partenza volte preparare i cittadini di Paesi terzi all’integrazione nella società di accoglienza (formazione professionale, diffusione di pacchetti informativi, corsi generali di educazione civica e di lingua nel Paese di origine).

Azioni mirate all’obiettivo (b):
- programmi e attività per l’inserimento nella società di accoglienza di cittadini di Paesi terzi appena arrivati, che consentono loro di acquisire conoscenze di base sulla lingua, la storia, le istituzioni, gli aspetti socioeconomici, la cultura, i valori e le norme fondamentali della suddetta società;
- azioni volte a sviluppare e migliorare la qualità di siffatti programmi e attività a livello locale e regionale, ponendo in particolare l’accento sull’educazione civica;
- azioni volte a rafforzare la capacità di tali programmi e attività di raggiungere gruppi vulnerabili (persone che dipendono da cittadini per i quali è in corso la procedura di ammissione, bambini, donne, anziani, analfabeti, disabili);
- azioni volte a migliorare la flessibilità di tali programmi e attività, in particolare attraverso corsi a tempo parziale, moduli formativi accelerati, corsi di formazione a distanza, on-line o formule simili, che permettano ai cittadini di Paesi terzi di portarli a termine pur lavorando o studiando;
- programmi o attività destinati ai cittadini di Paesi terzi di giovane età con specifiche difficoltà sociali e culturali legate a problemi di identità;
- programmi o attività volti a facilitare l`ammissione e il processo d`integrazione di cittadini di Paesi terzi qualificati e altamente qualificati.

Azioni mirate agli obiettivi (c) e (d):
Potranno essere sostenute azioni sia di singoli Stati membri sia fra Stati membri, quali:
- azioni volte a migliore l`accesso dei cittadini di Paesi terzi a beni e servizi pubblici e privati, in particolare mediante servizi di intermediazione, di interpretariato e traduzione, e il miglioramento delle capacità interculturali del personale incaricato;
- azioni volte a creare strutture organizzative sostenibili per l`integrazione e la gestione della diversità, promuovere una partecipazione duratura e sostenibile alla vita civile e culturale e sviluppare forme di cooperazione tra i diversi organismi interessati, che consentano ai loro funzionari ai vari livelli di informarsi rapidamente sulle esperienze e pratiche dei loro omologhi stranieri e, eventualmente, di riunire le loro risorse;
- azioni volte a sviluppare la formazione interculturale, il rafforzamento delle capacità e la gestione della diversità;
- azioni volte a rafforzare la capacità di coordinare, attuare, sorvegliare e valutare le strategie nazionali di integrazione dei cittadini di paesi terzi ai vari livelli e nei vari organi amministrativi;
- azioni che contribuiscono alla valutazione delle procedure di ammissione o ai programmi e attività di cui al paragrafo precedente, sostenendo indagini rappresentative tra i cittadini di Paesi terzi che ne hanno beneficiato e/o tra i soggetti interessati, quali imprese, ONG e autorità regionali o locali;
- raccolta e analisi delle informazioni sulle necessità delle diverse categorie di cittadini di Paesi terzi a livello locale o regionale, tramite piattaforme per la consultazione di questi cittadini e per lo scambio di informazioni tra le parti interessate e la realizzazione di sondaggi, presso le comunità di immigrati, su come soddisfare al meglio tali necessità;
- sviluppo di piattaforme per la consultazione dei cittadini di Paesi terzi, scambio di informazioni tra le parti interessate e sviluppo di piattaforme di dialogo interculturale, interconfessionale e religioso tra comunità e/o tra comunità e autorità politiche e decisionali, quali contributi al processo bilaterale che sta alla base delle politiche per l`integrazione;
- sviluppo di indicatori e indici di riferimento per misurare i progressi a livello nazionale;
- sviluppo di strumenti di monitoraggio e meccanismi di valutazione affidabili per le politiche e le misure di integrazione;
- campagne di sensibilizzazione, in particolare attraverso i mezzi di comunicazione, per favorire una maggiore accettazione del fenomeno della migrazione e delle misure di integrazione.

In generale, il Fondo sostiene principalmente azioni riguardanti l’integrazione di cittadini di Paesi terzi appena arrivati. Il Fondo non sostiene azioni relative all’integrazione di cittadini di Paesi terzi beneficiari o potenzialmente beneficiari dello status di rifugiati o di protezione sussidiaria, che rientrano invece nell’ambito del Fondo europeo per i rifugiati. Il Fondo sostiene, inoltre, azioni che sono complementari a quelle finanziate, in materia di integrazione dei migranti, nel quadro del FSE.

2. Azioni comunitarie
Azioni transnazionali o di interesse comunitario in materia di politica di immigrazione e integrazione. Tali azioni riguardano in particolare:
- promozione della cooperazione comunitaria nell’attuazione della normativa europea e delle buone pratiche in materia di immigrazione e nell’attuazione delle buone pratiche nel campo dell`integrazione;
- realizzazione di reti di cooperazione e progetti pilota finalizzati ad incoraggiare l’innovazione, a facilitare lo scambio di esperienze e buone pratiche e a migliorare la qualità delle politiche di integrazione;
- campagne transnazionali di sensibilizzazione;
- analisi, diffusione e scambio di informazioni sulle migliori pratiche e sui vari aspetti delle politiche in materia di immigrazione e integrazione, incluso l`impiego della tecnologia più avanzata;
- progetti pilota e studi su nuove forme di cooperazione comunitaria in materia di immigrazione e integrazione, nonché di normativa comunitaria per l’immigrazione;
- sviluppo e applicazione, da parte degli Stati membri, di strumenti statistici, metodi e indicatori comuni per misurare gli sviluppi politici in materia di immigrazione e integrazione.

Entità Contributo

- Azioni degli Stati membri: il contributo comunitario può coprire fino al 50% del costo totale dell’azione da realizzare. Tale percentuale può raggiungere il 75% se le azioni attuano le priorità individuate negli orientamenti strategici della Commissione o se sono realizzate in SM ammissibili al Fondo di coesione (si veda anche quanto disposto dalla Decisione n. 258/2013/UE).
- Azioni comunitarie: non specificato.

Modalità e procedura

Il Fondo è attuato nel quadro di una gestione concorrente fra gli Stati membri e la Commissione UE. Per il Fondo verrà definito un programma pluriennale basato su orientamenti strategici adottati dalla Commissione che stabiliscono il quadro di intervento e la ripartizione delle risorse finanziarie per il periodo di programmazione. Sulla base degli orientamenti strategici, ciascun Stato membro sottoporrà alla Commissione un programma pluriennale nazionale, che tiene conto della situazione e delle necessità del Paese e propone una strategia per gli interventi da attuare. I programmi pluriennali saranno poi implementati attraverso programmi annuali, che stabiliscono la dotazione annua disponibile e le azioni da realizzare. I singoli Stati membri sono responsabili della gestione e attuazione del proprio programma pluriennale e relativi programmi annuali. Sulla base dei programmi annuali verranno pubblicati inviti a presentare proposte e bandi di gara, che saranno gestiti dalla Commissione UE o dall’autorità di gestione nazionale a seconda che riguardino azioni a livello comunitario o azioni a livello nazionale.

La Danimarca è l`unico Stato membro che non partecipa al Fondo.

Scadenza

Il Fondo è operativo per il periodo 2007-2013.

Referente

Commissione europea - DG Affari interni

Risorse finanziarie disponibili

825 milioni di euro, così ripartiti:
- 768 milioni destinati agli Stati membri. Di queste risorse, a ciascun Stato membro verrà assegnato, ogni anno, un importo fisso più un ammontare determinato sulla base di criteri oggettivi che riflettono gli oneri dello Stato membro in relazione all’integrazione di cittadini di Paesi terzi in un dato periodo di riferimento. L’importo fisso è pari a € 500.000 sia per i "vecchi” Stati UE sia per gli Stati di recente o futura adesione.
- 57 milioni (7% delle risorse) destinati alle Azioni comunitarie.

Aree Geografiche

UE 27 - Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Indirizzi Utili

Referente: Autorità nazionale responsabile per il Fondo
Indirizzo: Ministero dell’Interno - Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione Direzione Centrale per le politiche dell’immigrazione e dell’asilo
Sito Web
Referente: Commissione europea - DG Affari interni
Indirizzo: Pagina web di riferimento per il Fondo
Sito Web

Formulari e Documenti




Autore: Silvia Tomasi
Data Pubblicazione: 29/06/2007


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