domenica 30.04.2017
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Erasmus compie 30 anni e registra un continuo successo

Nel 2015 il programma Erasmus+ ha permesso a 678.000 europei, un numero mai raggiunto prima, di studiare, formarsi, lavorare e fare volontariato all'estero. Nello stesso anno l'UE ha investito 2,1 miliardi di euro in oltre 19.600 progetti, a cui hanno partecipato 69.000 organizzazioni. Sono questi i principali risultati che emergono dalla Relazione annuale 2015 del programma Erasmus+, pubblicata dalla Commissione europea a fine gennaio (Relazione; Annex1; Annex2; Infografica).

Ma non solo. Sempre secondo la Relazione, nel 2015 Erasmus+ si è anche ulteriormente ampliato, permettendo per la prima volta agli istituti di istruzione superiore di inviare in Paesi al di fuori dell'Europa, e accogliere da questi, più di 28.000 studenti e membri del personale. Francia, Germania e Spagna rimangono i principali Paesi di partenza, mentre Spagna, Germania e Regno Unito ospitano la maggior parte dei partecipanti al programma Erasmus+. Il riscontro da parte dei partecipanti conferma che il tempo trascorso all'estero grazie al programma Erasmus+ è ben investito: il 94% afferma di avere migliorato le proprie competenze e l'80% ritiene che la partecipazione al programma abbia aumentato le opportunità professionali. Fra gli studenti che svolgono un tirocinio all'estero grazie a Erasmus+, uno su tre riceve un'offerta di lavoro dall'impresa ospitante.

La Relazione presenta inoltre una panoramica delle misure adottate dalla Commissione Ue per adattare il programma Erasmus+ in modo da aiutare l'UE e i suoi Stati membri ad affrontare le nuove sfide della società, come l'integrazione dei rifugiati e dei migranti. Ad esempio, sono stati stanziati 4 milioni di euro per estendere il sistema di sostegno linguistico online del programma a 100.000 rifugiati nei prossimi 3 anni.

La pubblicazione della Relazione 2015 coincide con l’ avvio della campagna che segna il 30º anniversario del programma. Durante il 2017 si terranno eventi a livello europeo, nazionale e locale per illustrare l'impatto positivo di Erasmus sui singoli e sulla società nel suo insieme e per dare a tutte le parti interessate la possibilità di discutere sulla futura evoluzione del programma. In tutta Europa verranno organizzate numerose manifestazioni per celebrare il trentennale del programma, compreso un importante evento presso il Parlamento europeo nel mese di giugno.

Avviato nel 1987 come un semplice programma di mobilità per gli studenti dell'istruzione superiore, Erasmus è divenuto nel corso degli anni un programma faro, di cui usufruiscono circa 300.000 studenti universitari all'anno. Nel tempo si è notevolmente ampliato, supportando periodi di studio e tirocinio/apprendistato sia per gli studenti dell'istruzione superiore sia per quelli dell'istruzione e formazione professionale, scambi di giovani, volontariato e scambi di personale in tutti i settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport. Anche la copertura geografica del programma si è estesa, passando dagli 11 Paesi del 1987 agli odierni 33 (tutti i 28 Stati membri più la Turchia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, la Norvegia, l'Islanda e il Liechtenstein).

L'attuale programma Erasmus+, operativo per il periodo 2014-2020, ha una dotazione di bilancio di 14,7 miliardi di euro e punta a sostenere oltre 4 milioni di persone, dando loro la possibilità di studiare, formarsi, acquisire esperienza professionale e fare volontariato all'estero. Il programma sostiene inoltre partenariati transnazionali fra istituti di istruzione, formazione e giovanili, nonché iniziative nel settore dello sport al fine di contribuire a svilupparne la dimensione europea e fare fronte alle gravi minacce transfrontaliere. Il programma promuove anche attività di insegnamento e di ricerca sull'integrazione europea mediante le Azioni Jean Monnet.




Autore: Silvia Tomasi
Data pubblicazione: 14/02/2017
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