Il fatto che ogni Stato dell’UE abbia una propria disciplina relativa ai contratti di vendita, limita i benefici della libera circolazione delle merci e riduce gli effetti benefici della concorrenza e del mercato unico. Li limita dal lato dell'offerta, perché le imprese di uno Stato per vendere i propri prodotti in un altro sono tenute a sopportare costi aggiuntivi per conoscere e adeguarsi alla normativa che in esso è in vigore (costi che per le imprese piccole possono essere insostenibili). E li limita dal lato della domanda, perché di fronte all’incertezza relativa al diritto applicabile in caso di controversie, i consumatori (ma anche le imprese, nel caso di contratti business to business) preferiscono acquistare prodotti nazionali, anche nel caso costino di più.
Dalla terza edizione del quadro di valutazione dei consumatori emerge per esempio che solo l'8% dei consumatori acquista on line da un altro Stato membro e che il 61% delle vendite transfrontaliere non va a buon fine perché i commercianti rifiutano di servire il paese del consumatore, a causa degli ostacoli normativi e all'incertezza delle norme applicabili.
Per permettere ai cittadini di beneficiare più compiutamente dei vantaggi del mercato interno, godendo dei vantaggi della concorrenza e permettere anche alle imprese piccole di confrontarsi con un mercato transfrontaliero, la Commissione ha deciso di affrontare alcuni dei problemi che ostacolano il commercio transfrontaliero e arrivare ad uno strumento di diritto europeo dei contratti, che dovrebbe dare risposta ai problemi che nascono dalla divergenza dei diritti nazionali, senza introdurre oneri aggiuntivi o nuove complicazioni per i consumatori e le imprese.
Al fine di valutare le possibili soluzioni la Commissione ha pubblicato un libro verde che lancia una consultazione per raccogliere opinioni su alcune opzioni proposte.
La Commissione invita tutti i soggetti interessati di esprimere le loro considerazioni e le loro preferenze per una delle seguenti opzioni: - la pubblicazione su Internet di norme contrattuali tipo (non vincolanti) che potrebbero essere impiegate all'interno del mercato unico europeo, - uno “strumentario” (vincolante o non vincolante) di cui possono disporre i legislatori dell'UE nell’adottare nuovi atti legislativi, che garantisce norme migliori e più coerenti, - una raccomandazione sul diritto dei contratti che solleciti gli Stati membri a introdurre il diritto europeo dei contratti nei rispettivi ordinamenti giuridici nazionali, - un diritto europeo dei contratti facoltativo (o "28° regime") che i consumatori e le imprese potrebbero liberamente scegliere nell'ambito delle relazioni contrattuali, - l'armonizzazione dei diritti nazionali dei contratti mediante una direttiva UE, - la piena armonizzazione dei diritti nazionali dei contratti mediante un regolamento UE, - la creazione di un vero e proprio codice civile europeo in sostituzione di tutte le norme nazionali sui contratti.
La consultazione, lanciata il 1° luglio con la pubblicazione del libro verde, resterà aperta fino al 31 gennaio 2011.
Autore: Maria Grazia Gotti
News pubblicata il 15/07/2010
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