RER
EUROLETTERA
Eurolettera n.4/2017 - ottobre
La Regione Emilia-Romagna protagonista alla Giornata della Cooperazione Europea

Il 21 settembre ha fatto tappa anche in Italia la Giornata della Cooperazione Europea, celebrata ogni anno in oltre 30 Paesicon eventi organizzati a livello locale e nazionale e mirata a migliorare la conoscenza degli obiettivi e delle opportunità offerti dai programmi della Cooperazione Territoriale Europea presso i cittadini e gli stakeholder europei.

L’evento,  organizzato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale e ospitato presso il MAXXI – Museo delle Arti del XXI secolo di Roma, ha avuto come momento centrale la conferenza internazionale  “Cooperazione territoriale e politiche di coesione: tra risultati e prospettive”, dedicata ai temi e alle priorità dei programmi di Cooperazione interregionale, transnazionale e transfrontaliera in corso d’attuazione. Parallelamente alla conferenza, una sala del MAXXI è stata allestita per ospitare la “Cooperation Exhibition”, uno spazio espositivo dedicato ai 19 programmi di Cooperazione a partecipazione italiana,  per illustrarne  le finalità, i progetti approvati e i primi risultati conseguiti.

La strategicità delle politiche di coesione per l’Europa è scritta nei numeri. In Europa 4 cittadini su 10 vivono in aree di confine, un dato che fa della Cooperazione Territoriale una componente necessaria delle politiche di integrazione per favorire la qualità della vita dei cittadini delle aree di frontiera e garantire uno sviluppo armonico dell’intera regione. Non è un caso, quindi, che per il periodo 2014-2020 siano stati destinati alla politica di Coesione 351,8 miliardi di euro - quasi un terzo del bilancio complessivo UE - e che per la sola Cooperazione Territoriale Europea le risorse ammontino a circa 10 miliardi di euro, a supporto di 107 programmi di Cooperazione.

In particolare, i 19 programmi che coinvolgono l’Italia hanno già pubblicato 29 bandi e approvato 632 progetti che coinvolgono 4819 partner, dei quali più del 30% sono italiani e ben 295 con il ruolo di Lead Partner.

I progetti di cooperazione sono infatti lo strumento principe per consentire ai territori ed ai loro abitanti di superare gli elementi di competizione, fare rete e dare vita ad attività condivise e “senza frontiere”. Una prospettiva di lavoro che coinvolge in primis le istituzioni, per le quali l’implementazione dei progetti deve tradursi in un arricchimento del bagaglio di competenze tecnico-culturali delle amministrazioni coinvolte e dunque della loro capacità di governance nella gestione dei programmi.

Sulla base di questa premessa, e sottolineando l’importanza delle politiche di coesione per dare identità comune ai cittadini dell’Unione europea, sono intervenuti il ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, il capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Beatrice Covassi, il segretario generale della Fondazione MAXXI, Pietro Brera ed il direttore generale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale Maria Ludovica Agrò.

Successivamente agli interventi introduttivi, i lavori sono proseguiti con discussioni articolate in 4 panel tematici ai quali hanno partecipato rappresentanti della Commissione europea e delle amministrazioni centrali e nazionali italiane che lavorano nell’ambito della Cooperazione Territoriale.

Il primo panel è stato dedicato al dialogo e all’integrazione tra i due obiettivi della politica di Coesione - “Cooperazione territoriale europea” e “Investimenti per la crescita e l’occupazione” - e alla necessità di rafforzarne la sinergie e la complementarietà, promuovendone l’integrazione.
Nel secondo si è discusso invece della centralità delle politiche per lo sviluppo del bacino del Mediterraneo e della necessità di rilanciare il ruolo delle regioni nel dare impulso ed attuazione ai progetti strategici per questa area.
Le strategie macroregionali sono state oggetto della discussione del terzo panel di lavoro, dove è stato sottolineato il ruolo di primo piano giocato dall’Italia, coinvolta in due delle quattro iniziative attive (EUSAIR ed EUSALP).
L’ultimo dei focus è stato quindi dedicato alla programmazione post 2020 e ai primi documenti che delineano gli scenari per il futuro dell’Unione europea.

La Regione Emilia-Romagna - che oggi ricopre la responsabilità di Autorità di gestione del programma ADRION, è co-presidente del Comitato Nazionale del programma MED nonchè National Contact Point di tale programma con la sua società in house ERVET, e vice presidente del Comitato Nazionale del programma ITALIA-CROAZIA - ha partecipato attivamente alla Giornata condividendo la propria esperienza nella Cooperazione Territoriale maturata nel corso delle precedenti programmazioni, in cui la Regione ha giocato un ruolo attivo nella progettazione dei programmi di CTE e nella promozione del dialogo tra le Regioni italiane e i diversi stakeholder territoriali. Un’esperienza che consente all’Emilia-Romagna di continuare a sostenere le diverse dimensioni della Cooperazione Territoriale Europea (transfrontaliera, transnazionale e interregionale)  e contribuire così al dialogo e al confronto tra Regioni europee.

Come evidenziato, infatti, dagli interventi dell’assessore regionale  Patrizio Bianchi e di Caterina Brancaleoni, responsabile del Servizio Coordinamento delle Politiche europee, Programmazione, Cooperazione, Valutazione, solo una capacità di governance multilivello consentirà alle Regioni di assicurare il coordinamento e la programmazione strategica con i Fondi strutturali e garantire effetti di lungo termine alle politiche di coesione. Una condizione necessaria per poter raggiungere gli obiettivi definiti dalle strategie macroregionali e offrire la flessibilità e la capacità strategica necessaria ai fabbisogni dei territori.

Lidia Castagnoli
Eleonora Liuzzo
National Contact Point Programma MED

Giornata della Cooperazione Europea: materiali degli interventi




Autore: E.Liuzzo - L.Castagnoli, NCP programma MED
Data Pubblicazione: 06/10/2017