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EUROLETTERA
Eurolettera n. 4/2018 - novembre
L’integrazione tra la programmazione CTE e regionale protagonista del 1° Focus Group territoriale del National Contact Point di Interreg MED

Il coordinamento e l’integrazione delle risorse costituiscono uno degli obiettivi della politica di Coesione 2014-2020, che sottolinea in modo esplicito la necessità sia di rafforzare l’integrazione dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei, sia di assicurare una stretta correlazione tra programmazione e valutazione della qualità e dell’efficacia degli interventi progettuali.

Un approccio confermato anche dall’attuale dibattito sul post 2020, che affida all’integrazione delle conoscenze e delle best practice nei processi di policy regionali, nazionali ed europee un ruolo prioritario per l’efficace attuazione degli obiettivi delle politiche di Coesione.

Non è un caso quindi che anche il programma di Cooperazione Territoriale Interreg MED abbia assunto questo approccio come fondante del proprio lavoro, a partire dall’architettura che si è dato per il 2014-2020 , dove le attività e i risultati delle progettualità (i cosiddetti progetti “modulari”) sono fatti confluire in una specifica attività di capitalizzazione e amplificazione strategica attuata da comunità tematiche (i cosiddetti progetti “orizzontali”), e dove una terza componente – il progetto di governance denominato Panoramed – ha il compito di fare sintesi delle migliori esperienze progettuali per lanciare i progetti strategici di Interreg MED e gettare le fondamenta della prossima programmazione.

Nell’ambito di questa visione, il National Contact Point Italia di Interreg MED (in carico a Regione Emilia-Romagna/ERVET) ha deciso di dedicare una specifica attività del programma di assistenza ai beneficiari proprio al tema dell’integrazione con il mainstream programmando 4 Focus Group territoriali sul mainstreaming, il primo dei quali si è tenuto venerdì 12 ottobre a Bari.

L’attività, che prevede il confronto e lo scambio di esperienze tra Regioni italiane rappresentanti delle Autorità di Gestione POR FESR e FSE e Coordinamenti regionali di programmi, risponde a un duplice obiettivo: da una parte coinvolgere le amministrazioni regionali su un’analisi della propria capacità di integrazione dei risultati dei progetti CTE nella programmazione mainstream e, più in generale, della capacità dei progetti di CTE di influenzare il quadro programmatorio regionale; dall’altra fornire agli attuali beneficiari dei progetti e a tutti gli stakeholder un quadro della governance di riferimento che possa favorire il trasferimento e la capitalizzazione dei risultati dei progetti e la loro efficace integrazione nella programmazione regionale.

Un obiettivo ambizioso, per il cui raggiungimento è stata scelta una modalità di lavoro fortemente caratterizzata qual è il Focus Group, una tecnica di rilevazione qualitativa tipica della ricerca sociale, che favorisce l’informalità, la libera espressione e l’interattività tra partecipanti esperti opportunamente selezionati.

All’incontro di Bari, organizzato unitamente all’Agenzia per la Coesione Territoriale e al Dipartimento  per le Politiche di Coesione, hanno partecipato rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, dell'Agenzia di Coesione Territoriale, delle Regioni Campania, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, Emilia- Romagna e Liguria. Presenti per la Puglia, che ha ospitato questa prima iniziativa, i rappresentanti delle Autorità di Gestione dei programmi IPA CBC Italia-Albania-Montenegro, POR FESR/FSE e PSR, e i coordinatori del JS del programma Grecia-Italia e del National Contact Point di ENI CBC MED.

La giornata ha visto una prima sessione dedicata alla condivisione di due temi: da una parte, le policy di programma e nazionali e gli organismi di riferimento per lo sviluppo delle attività, grazie al contributo di Michele Colavito e Viviana Russo dell'Agenzia per la Coesione Territoriale; dall’altra, le buone prassi regionali di valutazione del mainstreaming dei risultati dei progetti CTE, presentate da Rita Fioresi (ERVET/Emilia-Romagna) e Giuseppe Tripodi (Valle d’Aosta).

Proprio nell’ambito del programma MED, infatti, l’Emilia-Romagna è stata capofila tra il 2012 e il 2014 di una sperimentazione, realizzata insieme ad altre sette regioni italiane (Lazio, Puglia, Calabria, Marche, Sardegna, Umbria e Veneto), che utilizzava il modello di valutazione del contributo dei progetti CTE alla programmazione regionale implementato da ERVET per conto dell’Amministrazione regionale. Un modello basato su un approccio di indagine di tipo qualitativo che privilegia non tanto la rappresentatività statistica quanto la esemplarità, la ricchezza e la varietà delle singole esperienze, e che oltre a rispondere ad un obiettivo conoscitivo attraverso la puntuale acquisizione di dati e informazioni sui prodotti e i risultati degli interventi progettuali, intende consegnare ai decisori elementi di orientamento delle scelte programmatiche/politiche.

I lavori della seconda sessione della giornata sono invece entrati nel merito del confronto e dello scambio di esperienze tra i partecipanti, consentendo di raccogliere importanti spunti di riflessione e gettare le basi per la discussione che sarà al centro dei prossimi appuntamenti: le modalità per un efficace scambio conoscitivo tra gli attuatori dei progetti e gli organismi in carico della programmazione regionale; il coordinamento strategico tra gli uffici interessati in seno ad ognuna delle realtà regionali; il ruolo degli organismi nazionali nel coordinamento delle politiche regionali; la governance complessiva dei processi di mainstreaming.

L’esperienza iniziata a Bari continuerà a Roma a dicembre e si concluderà nel 2019 con l’organizzazione di ulteriori Focus Group e di un evento nazionale, nell’ambito del quale la sintesi delle attività complessivamente realizzate sarà restituita ad un ampio pubblico composto dai rappresentanti dei programmi e dei progetti CTE, stakeholder e policy maker.

Nel corso delle attività, i risultati raccolti via via dai Focus Group saranno condivisi con tutti gli interessati attraverso il sito e la pagina Facebook del National Contact Point Italia di Interreg MED.




Autore: ERVET - National Contact Point Interreg MED
Data Pubblicazione: 23/10/2018