MFF: di cosa si tratta?

Il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) o Multiannual Financial Framework (MFF) è il budget di lungo periodo dell’Unione europea, che ha durata di sette anni. Il MFF rappresenta la capacità finanziaria che concorre a realizzare le priorità politiche dell’Unione europea.
Il 16 luglio 2025 è stata avanzata dalla Commissione europea alle altre istituzioni dell’Unione europea la proposta per il futuro Quadro finanziario pluriennale, che seguirà la programmazione attuale, per il periodo 2028-2034.
Il valore totale previsto è di quasi 2.000 miliardi di euro.

Perché nasce il MFF?

Il MFF permetterà di affrontare le sfide significative per i cittadini dell’Unione europea, che emergono ai vari livelli, da quello locale e regionale a quello globale.
Le parole chiave che hanno ispirato il budget, nel rispetto dello Stato di diritto, sono:

  • semplificazione
  • strategia
  • flessibilità

Le funzioni chiave del MFF troveranno sostegno grazie a specifici programmi.

Come si struttura il MFF proposto

La proposta comprende 4 capitoli di spesa principali, con rispettivi massimali, e i 16 programmi afferenti al settennato 2028-2034.
La proposta di MFF si articola in 4 pillar, che rappresentano i principali settori di attività dell'UE:

1. Il I pillar corrisponde a 1.062 miliardi di euro ed è destinato a coesione, agricoltura, prosperità rurale e sicurezza. Tra questi, 865 miliardi di euro (di cui 50 miliardi provenienti dal Fondo Sociale per il Clima) sono destinati ai Piani di partenariato nazionali e regionali. In particolare, 295 miliardi di questo stanziamento dovrebbero essere destinati al sostegno del reddito degli agricoltori.
Per la coesione, si prevedono 452 miliardi, che includono anche lo sviluppo rurale, la pesca e il turismo.
Mentre, 34 miliardi sono destinati alla migrazione; 10,2 miliardi a Interreg; 63,2 miliardi per EU facility - Union actions (che include EU Solidarity Fund con 20,117 miliardi e HOME Thematic facilities con 25,285 miliardi).
All’interno di questo pilastro, sono state inserite anche le agenzie decentrate (Frontex ed Europol, 14,8 miliardi) e le risorse per il rimborso dei prestiti di Next Generation EU – pari a 168 miliardi di euro.

2. Il II pillar, dedicato a competitività, prosperità e sicurezza, include l’innovazione ed è pari a 590 miliardi di euro.
Questo II pillar comprende 410 miliardi di euro per il Fondo europeo di competitività con 41 miliardi dall’Innovation Fund e un budget di circa 175 miliardi per Horizon Europe, quasi il doppio rispetto a quello attuale, e 131 miliardi da dedicare a spazio e difesa.
Inoltre, questo pillar comprende:

  • 40,5 miliardi di euro per Erasmus+;
  • 8,5 miliardi di euro per AgoraEU (risultato dell’unione dei programmi Creative Europe e CERV);
  • 81,4 miliardi per Connecting Europe Facility - CEF;
  • 6,23 miliardi per il Single Market Programme;
  • 9,7 miliardi per Euratom.

3. Il III Pillar, Global Europe, offre 215 miliardi di euro dedicati alla politica estera e di vicinato. Uno stanziamento di 200 miliardi di euro andrà allo strumento Global Europe. Altre risorse invece, tra cui quelle per la Politica Europea di Sicurezza Comune – PESC, sono pari a 3,3 miliardi;

4. Infine, il IV Pillar, è pari a 117 miliardi di euro ed è destinato all’Amministrazione pubblica europea.

Va aggiunto alla dotazione complessiva Catalyst Europe, per prestiti a sostegno degli obiettivi e priorità europei. Inoltre, è stato annunciato a latere del bilancio, un meccanismo dedicato alle crisi con un budget massimo di 400 miliardi di euro. Infine, sono stati stanziati 100 miliardi di euro per l’Ucraina, per la ripresa e il percorso di adesione del Paese all’Unione europea

Novità sulle risorse proprie

La Commissione europea ha presentato cinque nuove risorse proprie per garantire entrate adeguate e ridurre al minimo la pressione sulle finanze pubbliche nazionali. Assieme ad altri elementi proposti, le risorse proprie dovrebbero generare circa 58,5 miliardi di euro all'anno (prezzi 2025), destinati al bilancio UE.
Le risorse proprie proposte sono:

  • Sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS);
  • Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM);
  • Una risorsa propria basata sui rifiuti elettronici non raccolti tramite l'applicazione di un'aliquota uniforme al peso di tali rifiuti;
  • Una risorsa propria dell'accisa sul tabacco, basata sull'applicazione di una quota di aliquota minima di accisa specifica dello Stato membro;
  • Una risorsa di origine aziendale (Corporate Resource for Europe - CORE), pari a un contributo forfettario annuo delle imprese, diverse dalle PMI, che operano e vendono nell'UE con un fatturato annuo netto di almeno 100 milioni €.

Quali strumenti di finanziamento vengono proposti?

La Commissione europea propone tre principali strumenti di finanziamento:

  1. I Piani di partenariato nazionali e regionali, per il sostegno agli Stati membri, attraverso piani basati su investimenti e riforme. Inoltre, questi Piani da un lato, contribuiranno al reddito degli agricoltori e dei pescatori, mentre dall’altro, per un 14% del totale, verranno rivolti a riforme e investimenti per il miglioramento delle competenze, il contrasto alla povertà e alla marginalizzazione sociale e il sostegno alle zone rurali.
  2. Il Fondo europeo per la competitività è pensato invece per sostenere beneficiari e imprese, nei contesti della transizione verde e digitale, della salute, della bioeconomia, dell’agricoltura, della difesa e spazio. Il Fondo è strettamente collegato a Horizon Europe.
  3. Global Europe, è pensato per il sostegno ai partner internazionali e la risposta alle crisi.

In particolare, verrà inoltre rafforzato Erasmus+ e il nuovo programma AgoraEU, pensato per promuovere valori condivisi, tra cui la democrazia, l'uguaglianza e lo Stato di diritto, e la diversità culturale europea, nell’audiovisivo, nella creatività, nei media e per la partecipazione attiva della società civile.

Quali passaggi seguiranno ora?

Alla pubblicazione della Proposta della Commissione Europea, seguirà una fase di negoziato che prevede nei prossimi due anni varie consultazioni e coinvolgerà le Istituzioni europee per la definizione del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034.
La decisione sul futuro bilancio a lungo termine dell'UE e sul sistema delle entrate sarà discussa dagli Stati membri in seno al Consiglio. L'adozione del regolamento MFF richiede l'unanimità, previa approvazione del Parlamento Europeo. Alcuni elementi delle entrate, in particolare le nuove risorse proprie, richiedono l'unanimità in seno al Consiglio e l'approvazione degli Stati membri in conformità con i rispettivi requisiti costituzionali.

Contenuto creato il 30/07/2025