Agenda europea per le città

Il quadro strategico della Commissione europea che orienta lo sviluppo urbano sostenibile e integrato rafforzando la dimensione territoriale delle politiche UE, anche in vista del prossimo quadro finanziario 2028-2034

Introduzione

Le città europee sono al centro delle trasformazioni che definiscono il futuro dell’Unione: concentrano popolazione, servizi, innovazione e opportunità, ma anche sfide complesse come l’accesso alla casa, i costi energetici, l’esclusione sociale, gli impatti del cambiamento climatico e, in alcuni casi, la perdita di popolazione e competenze. Questa grande diversità urbana, dalle metropoli alle città medie e piccole, fino alle aree urbane funzionali, richiede politiche capaci di valorizzare i punti di forza di ciascun territorio e di ridurre le disparità.

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Agenda UE per le città

Per rispondere a queste esigenze, la Commissione europea ha elaborato l’Agenda europea per le cittàun quadro strategico che orienta lo sviluppo urbano sostenibile e integrato rafforzando la dimensione territoriale delle politiche UE, anche in vista del prossimo quadro finanziario 2028-2034

La sua costruzione si è basata su un ampio processo partecipativo, che ha coinvolto attori urbani di tutta Europa. La Commissione ha raccolto contributi attraverso:

  • una call for evidence conclusa nel maggio 2025, con 193 risposte da autorità locali, cittadini, organizzazioni e reti urbane
  • un confronto pubblico durante il Cities Forum di Cracovia (giugno 2025)
  • un dialogo di attuazione con le città
  • numerosi incontri bilaterali con rappresentanze locali, regionali e nazionali
  • la partecipazione a eventi e consultazioni con reti paneuropee

Questo percorso ha quindi garantito un approccio inclusivo e condiviso, fondato sulle reali esigenze delle città e sulla loro esperienza diretta. L’Agenda si inserisce inoltre nei principali riferimenti strategici europei (dalla Agenda territoriale 2030 alla nuova Carta di Lipsia) e si integra con l’Agenda urbana per l’UE, il principale strumento cooperazione intergovernativa sulle questioni urbane.

Di seguito una sintesi del documento presentato.

Città e politiche dell’UE

L’Unione europea sta vivendo un processo di urbanizzazione sempre più marcato, che si riflette in una grande varietà di contesti urbani: dalle piccole città ai grandi centri metropolitani. Nel 2021, il 39% della popolazione viveva in circa 700 città, il 36% in quasi 9.000 cittadine o sobborghi, mentre solo un quarto risiedeva in aree rurali. La crescita demografica riguarda soprattutto le città e le loro aree circostanti, mentre molte zone rurali continuano a perdere abitanti.

Questa dinamica non è uniforme: in Paesi come Spagna, Paesi Bassi e Grecia oltre metà della popolazione vive in città, mentre in Irlanda quasi la metà risiede ancora in aree rurali.

Ciò conferma la forte diversità territoriale dell’UE e la necessità di politiche capaci di adattarsi a contesti molto differenti.

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Le priorità percepite dai cittadini riflettono chiaramente le pressioni che gravano sulle aree urbane. Secondo un recente Eurobarometro, il problema più urgente per chi vive in città è la mancanza di alloggi accessibili, indicata dal 51% degli intervistati. Seguono la carenza di opportunità di lavoro, la qualità insufficiente dei servizi pubblici e la presenza di povertà o senza dimora. Anche nei centri più piccoli e nei sobborghi, l’accesso alla casa resta la prima preoccupazione, seguita dalla qualità dei servizi e dalle opportunità economiche.

Quando si chiede quali aspetti richiedano maggiori miglioramenti, gli abitanti delle città indicano soprattutto la qualità dei servizi pubblicila sicurezza negli spazi urbanila disponibilità di trasporti pubblici accessibili e ben collegati maggiori opportunità economiche. Le risposte provenienti da cittadine e sobborghi confermano sostanzialmente le stesse priorità.

In questo scenario, l’UE riconosce città e aree urbane come partner chiave per attuare le priorità dell’Unione 2024-2029.

Le politiche europee più rilevanti per lo sviluppo urbano riguardano:

  • competitività, digitalizzazione, innovazione e investimenti
  • inclusione sociale ed equità
  • sicurezza, protezione e preparazione alle crisi
  • accesso ad alloggi sostenibili, di qualità e a prezzi equi
  • azione per il clima, tutela dell’ambiente ed energia pulita
  • mobilità sostenibile
  • cooperazione internazionale

Questi ambiti sono strettamente interconnessi e riflettono l’impegno dell’UE nel promuovere città più sostenibili, inclusive e resilienti, capaci di affrontare le sfide attuali e di contribuire allo sviluppo dell’intero territorio europeo.
 

Le città come motori di talento, competitività, innovazione e investimenti

Le città europee sono veri poli di competitività: attraggono talenti, generano innovazione e creano posti di lavoro, grazie alla concentrazione di imprese, università, centri di ricerca e infrastrutture tecnologiche. 

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Città europea

Per sostenere questa competitività, l’Unione Europea punta a rafforzare innovazione e tecnologie strategiche, in linea con il Competitiveness Compass e il Clean Industrial Deal. Le città possono accelerare la domanda di soluzioni pulite e circolari, mentre la revisione del quadro europeo sugli appalti pubblici mira a semplificare le procedure e a valorizzare gli appalti come leva strategica di investimento, facilitando l’accesso delle amministrazioni urbane a tecnologie e soluzioni innovative.

Un altro pilastro è l’investimento nelle competenze digitali, verdi e imprenditoriali. Sono essenziali per rispondere ai cambiamenti del mercato del lavoro e ridurre le disuguaglianze legate alle transizioni tecnologiche. Allo stesso tempo, la ricerca e l’innovazione aiutano le città a sviluppare strategie basate su dati e conoscenze solide, rafforzando la loro resilienza economica.

Anche il turismo contribuisce in modo significativo all’economia urbana: negli ultimi dieci anni, gli arrivi turistici sono cresciuti del 35% nelle città e del 41% nei sobborghi, superando i livelli pre-pandemici. Tuttavia, flussi turistici non gestiti possono generare sovraffollamento, pressione sulle risorse e tensioni sociali, soprattutto sul mercato degli alloggi. Per questo l’UE sostiene modelli di turismo più sostenibili, digitali e resilienti attraverso il Transition Pathway for Tourism e l’Agenda europea per il turismo 2030.

La cultura, le industrie creative e lo sport rafforzano l’attrattività urbana, migliorano la qualità della vita e generano occupazione. Il Culture Compass for Europe offre una visione strategica per valorizzare il ruolo della cultura nello sviluppo europeo.

Sul fronte digitale, l’UE lavora per ridurre il divario tecnologico e aumentare la produttività. Supporta le città nell’individuare i propri bisogni tecnologici, nell’acquisire soluzioni adeguate, nello sviluppare competenze e nell’adottare tecnologie avanzate come intelligenza artificiale e Internet of Things. Le città, spesso prime adottatrici di innovazioni digitali come connettività ad alta velocità , 5G e fibra, svolgono anche un ruolo chiave nel diffondere queste tecnologie nei territori circostanti.

L’uso dei dati – ad esempio attraverso i digital twins – migliora la capacità delle amministrazioni di pianificare, monitorare e rendere più resilienti le politiche urbane, contribuendo agli obiettivi del programma Digital Decade. L’Apply AI Strategy e la rete dei Digital Innovation Hubs aiutano le città a integrare l’intelligenza artificiale, ridurre gli oneri amministrativi e sostenere la crescita delle startup.
 

Un quadro complesso: povertà, lavoro, inclusione ed equità nelle città

Nel complesso, città, sobborghi e aree rurali mostrano livelli simili di occupazione e rischio di povertà. Tuttavia, le città offrono migliori risultati in termini di lavoro, istruzione e salute, grazie alla maggiore disponibilità di servizi. Allo stesso tempo, presentano disuguaglianze più marcate e costi della vita più elevati, che rendono la povertà urbana particolarmente complessa.

Le politiche europee puntano a rafforzare inclusione ed equità, aiutando le città a comprendere e affrontare le diverse forme di discriminazione e vulnerabilità. Il Pilastro europeo dei diritti sociali e le strategie dell’Unione dell’uguaglianza guidano interventi su casa, trasporti, istruzione, lavoro e pari opportunità. Nel 2026 arriverà anche una Strategia europea contro la povertà.

La collaborazione tra società civile, autorità locali e attori regionali è essenziale per costruire piani d’azione efficaci. Rafforzare servizi, competenze e sistemi di supporto aiuta a garantire pari accesso al mercato del lavoro e alla vita sociale, soprattutto per donne, migranti, rifugiati e persone con disabilità.

Integrare inclusione ed equità nelle politiche locali è quindi fondamentale per rendere le città più accessibili e ridurre la povertà.
 

Sicurezza e resilienza: il ruolo delle città

Le città sono in prima linea nel garantire sicurezza e protezione degli spazi pubblici, dove la percezione di criminalità è più alta rispetto a sobborghi e aree rurali. L’UE sostiene interventi che migliorano sicurezza urbana, prevenzione della radicalizzazione e protezione delle comunità, anche attraverso una migliore progettazione degli spazi e servizi pubblici più sicuri.

Strategie come ProtectEU e la Strategia UE sulle droghe aiutano le città a contrastare criminalità organizzata, terrorismo e violenze, rafforzando prevenzione, cooperazione e protezione delle infrastrutture critiche.

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Città cantiere

La resilienza urbana è altrettanto centrale: le città devono prepararsi a crisi future - climatiche, sanitarie o geopolitiche – investendo in tecnologie intelligenti, infrastrutture sicure e sistemi di risposta efficaci. Anche il legame con le aree rurali circostanti è fondamentale, soprattutto per garantire sicurezza alimentare e continuità delle forniture.

Case e edifici: una sfida crescente per le città

La crisi abitativa è particolarmente acuta nelle città europee. Nel 2024 il 10% dei residenti urbani era in forte difficoltà con i costi della casa (contro l’8% nei sobborghi e il 6% nelle aree rurali). Comprare un’abitazione è sempre più difficile: quasi metà degli abitanti delle città avrebbe bisogno di un mutuo oltre i 20 anni per un appartamento di 25 m², e il 90% supererebbe i 30 anni per 75 m². A ciò si aggiungono sovraffollamento (16% della popolazione) e un aumento della homelessness, stimata in circa un milione di persone nell’UE.

Le città, pur nel quadro delle competenze nazionali, sono attori chiave per affrontare queste sfide, grazie alla conoscenza diretta dei bisogni locali e alla capacità di attivare partenariati pubblico‑privati.

fondi europei sostengono in modo significativo il settore:

  • Politica di coesione 2014‑2020: 9,6 miliardi di euro investiti nell’edilizia abitativa.
  • Programmazione 2021‑2027: 7,5 miliardi già allocati, soprattutto per efficienza energetica e alloggi sociali.
  • ESF+: circa 1,9 miliardi per accesso alla casa, assistenza abitativa e servizi pubblici.
  • Recovery and Resilience Facility (RRF): 19,6 miliardi destinati all’abitare, affiancati da 15,6 miliardi della BEI per l’housing accessibile.

L’UE ha inoltre preparato l’European Affordable Housing Plan, che coordina interventi su edilizia, aiuti di Stato e lotta alla povertà, ed è accompagnato dalla Pan-European Investment Platform for Affordable and Sustainable Housing, pensata per facilitare investimenti e attrarre capitali privati.

Un’attenzione crescente riguarda anche la qualità dell’ambiente costruito, in linea con i principi del New European Bauhaus, che promuove rigenerazione urbana sostenibile, materiali innovativi e rispetto delle identità locali. Oltre alle abitazioni, anche edifici pubblici e aree industriali dismesse devono essere riqualificati per diventare più efficienti, inclusivi e utili alle comunità.
 

Città, clima e transizione energetica

Le città producono circa il 45% delle emissioni globali di gas serra e sono tra i territori più colpiti dagli impatti climatici: ondate di calore amplificate dall’isola di calore urbana, alluvioni che minacciano oltre il 10% delle aree urbane, qualità dell’aria e dell’acqua in peggioramento e un rischio crescente di incendi.

Proprio per la loro vicinanza a cittadini e imprese, le città sono decisive per la transizione energetica: insieme alle regioni devono realizzare fino al 70% delle misure di riduzione delle emissioni e una parte rilevante degli investimenti pubblici necessari. Le loro scelte in materia di pianificazione, autorizzazioni e appalti influenzano direttamente il ritmo della decarbonizzazione.

L’UE sostiene sistemi energetici più decentralizzati, promuovendo rinnovabili distribuiteefficienza energeticaaccumulosmart gridscomunità energetiche e reti di teleriscaldamento.

La revisione della politica di coesione permette di destinare più risorse alla resilienza idrica e alle infrastrutture energetiche, mentre nei Social Climate Plans gli Stati membri sono invitati a mantenere investimenti stabili in clima, energia ed efficienza.

Sul fronte ambientale, le città devono attuare le misure UE su economia circolare, gestione dei rifiuti, qualità dell’aria, rumore, tutela della natura urbana e resilienza idrica, in linea con la Nature Restoration Regulation e la Strategia europea per l’acqua.
 

Mobilità urbana: progressi e priorità UE

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Città mobilità sostenibile

Le città offrono un migliore accesso al trasporto pubblico, ma affrontano congestione e livelli di inquinamento ancora oltre le soglie UE. Le politiche europee puntano a sistemi di mobilità sostenibili, sicuri e accessibili, investendo in trasporto pubblico elettricomobilità attivamobilità condivisa e logistica urbana più pulita.

I 431 urban nodes della rete TEN‑T devono sviluppare piani di mobilità sostenibile (SUMPs), potenziare infrastrutture di ricarica e creare hub multimodali. L’UE sostiene questo processo con linee guida e strumenti dedicati.

Il nuovo piano per l’alta velocità mira a dimezzare entro il 2040 i tempi di viaggio tra capitali e principali città. La sicurezza stradale resta un'altra priorità, soprattutto per pedoni e ciclisti.

Sul fronte degli investimenti fatti:

  • Politica di coesione 2021‑2027: oltre 59 miliardi per i trasporti
  • Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza: più di 26 miliardi per metro, tram, piste ciclabili e infrastrutture sostenibili

Questi interventi stanno migliorando competitività, qualità della vita e attrattività delle città europee.
 

Città e il contesto internazionale 

Le città europee stanno assumendo un ruolo crescente nella cooperazione internazionale, in un contesto globale segnato da frammentazione economica e nuove politiche protezionistiche. Per restare competitive, devono saper diversificare le proprie economie e adattarsi ai cambiamenti del commercio mondiale.

L’UE riconosce il valore della cooperazione tra città come strumento di dialogo e comprensione reciproca. Per questo mantiene un forte allineamento con i principali quadri globali – dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 alla New Urban Agenda – e sostiene l’uso della definizione ONU di “degree of urbanisation”. Attraverso piattaforme come il World Urban Forum e gli incontri dei ministri G7 dello sviluppo urbano, l’UE contribuisce attivamente alla definizione delle politiche urbane internazionali.

Numerosi programmi rafforzano la cooperazione tra città:

  • URBACT, che favorisce scambio di conoscenze e capacity building anche con Paesi candidati come l’Ucraina
  • IURC – International Urban and Regional Cooperation, che collega città europee con quelle di America Latina, Asia, Africa e Nord America
  • Urban Transitions Mission (UTM), dedicata a mobilità sostenibile, transizione energetica, economia circolare e adattamento climatico
  • Cooperazione UE‑India sulla sostenibilità urbana
  • WHO Global Network of Age‑Friendly Cities, che sostiene l’invecchiamento attivo
  • Global Covenant of Mayors, che rafforza la diplomazia urbana e la cooperazione multilivello

Con l’urbanizzazione globale in rapido aumento, la cooperazione multilivello e transfrontaliera (anche con Paesi candidati) diventa essenziale per promuovere sviluppo sostenibile e inclusivo. Attraverso strumenti come Global Gateway ed EFSD+, l’UE sostiene infrastrutture urbane, governance locale e accesso ai finanziamenti nei Paesi partner.

Nel lungo periodo, le città europee potrebbero avere un ruolo ancora più forte nella definizione delle priorità di partenariato, soprattutto nei settori in cui hanno competenze dirette. Inoltre, le città dei Paesi partner rappresentano anche nuove opportunità commerciali per le città europee e per gli attori economici dell’UE, in un mercato globale sempre più orientato a soluzioni urbane innovative.

 


 

Città e sostegno dell’UE

Pur restando competenza degli Stati membri, le politiche urbane ricevono un sostegno significativo dall’UE attraverso la politica di coesione e altri vari strumenti settoriali.

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Città sostenibile

Nel periodo 2021‑2027, l’UE ha infatti rafforzato la dimensione urbana della coesione, destinando almeno l’8% dell’ERDF allo sviluppo urbano sostenibile. Ciò consente alle città di progettare e attuare direttamente le proprie strategie, con oltre 24 miliardi di euro dedicati e più di 100 miliardi investiti complessivamente nelle aree urbane.

Gli esempi nazionali mostrano come questo sostegno si traduca in modelli diversi:

  • Finlandia: accordi pluriennali tra Stato e 19 città per rafforzare ecosistemi di innovazione, con investimenti mirati in clean tech, salute e digitalizzazione.
  • Italia: il programma Metro Plus e Città Medie Sud 2021‑2027 punta su digitalizzazione, sostenibilità e inclusione, delegando responsabilità a 14 città metropolitane e coinvolgendo 39 città medie del Sud in progetti di innovazione sociale.
  • Portogallo: strategie integrate per aree funzionali che combinano investimenti in innovazione, digitalizzazione, efficienza energetica, comunità energetiche, gestione sostenibile di acqua e rifiuti, mobilità, rigenerazione urbana, cultura e turismo.

Nel complesso, il sostegno UE permette a città e autorità locali di sviluppare soluzioni innovative per affrontare sfide ambientali, sociali ed economiche, rafforzando la capacità di pianificazione e la cooperazione territoriale.
 

European Urban Initiative (EUI) e URBACT 

L’European Urban Iniative (EUI) e URBACT sono due strumenti chiave della politica di coesione 2021‑2027 che offrono supporto diretto alle città europee, contribuendo a un panorama urbano europeo più coerente, innovativo e collaborativo.

In particolare,

  • European Urban Initiative, con un budget di 395 milioni di euro (ERDF), sostiene le città con finanziamenti per l’innovazione, assistenza tecnica e scambio di conoscenze. Aiuta le amministrazioni urbane a trasformare le priorità dell’UE in azioni concrete e guidate localmente;
  • URBACT, con un budget di 110 milioni di euro (di cui 79,7 milioni ERDF), rafforza le capacità delle città nella pianificazione strategica e nella governance partecipativa, attraverso reti collaborative basate su sfide urbane comuni.

La revisione intermedia della politica di coesione offre nuove opportunità anche per le città, grazie a priorità aggiornatemaggiore flessibilità e incentivi per gli Stati membri. Tra le possibilità introdotte vi sono:

  • colmare il gap di investimenti nell’housing accessibile, attraverso più fondi di coesione e strumenti finanziari che combinano sovvenzioni UE e finanziamenti
  • rafforzare investimenti per la transizione energetica e per la resilienza idrica
  • misure per competitività, difesa e sostegno alle regioni di confine orientali
  • uso dell’ESF+ per sviluppare competenze in preparazione civile, industria della difesa e cybersecurity

La revisione consente inoltre di rafforzare l’EUI, permettendo agli Stati membri di trasferire risorse ERDF all’iniziativa. È stato anche introdotto un Seal of Excellence per l’EUI, che permette ai progetti di alta qualità non finanziati di accedere ai fondi dei programmi ordinari della politica di coesione.
 

Altri strumenti: il supporto della BEI e la Recovery and Resilience Facility

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Città europea

La Banca europea per gli investimenti (BEI) svolge un ruolo fondamentale nel sostegno alle città europee, offrendo sia finanziamenti sia servizi di consulenza.

Dal 2021 ha mobilitato oltre 80 miliardi di euro per investimenti strategici in trasporto urbano sostenibile, alloggi accessibili, decarbonizzazione del teleriscaldamento, efficienza energetica ed economia circolare.

servizi di consulenza della BEI, supportati dalla Commissione europea, forniscono invece assistenza tecnica e finanziaria su misura. Inoltre, la Banca aiuta le città a sviluppare strumenti finanziari che combinano fondi UE e capitali privati, rafforzando il loro ruolo come motori di investimento e innovazione urbana.

La Recovery and Resilience Facility (RRF) è stata invece decisiva nella risposta europea alla pandemia, sostenendo la ripresa economica e rafforzando la resilienza delle città. Le analisi mostrano infatti che il RRF ha fornito un supporto significativo a città, aree metropolitane e territori urbani, con benefici concreti per residenti e imprese, soprattutto nei settori della transizione verde e digitale.
 

Altre iniziative

Negli ultimi anni la Commissione europea ha lanciato oltre 50 iniziative per aiutare le autorità locali nella trasformazione urbana e nell’attuazione delle politiche UE.

Questi strumenti includono piattaforme online per rafforzare capacità e l'accesso ai finanziamentiservizi di consulenzaattività di capacity building e numerosi premi dedicati a sostenibilità, innovazione e accessibilità.

Molte iniziative invitano le città a sviluppare strategie settoriali, come ad esempio per prendere impegni politici per guidare la transizione sostenibile. Tra le principali:

  • EU Covenant of Mayors for Climate and Energy: offre a tutti i comuni europei un quadro metodologico per valutare emissioni e vulnerabilità e sviluppare piani integrati di energia e clima. È il cuore del Global Covenant of Mayors e supporta il coordinamento multilivello tra autorità locali, regionali e nazionali.
  • EU Missions di Horizon Europe:
    • Climate-Neutral and Smart Cities: coinvolge 100 città verso la neutralità climatica entro il 2030 tramite Climate City Contracts co-creati con cittadini e stakeholder.
    • Adaptation to Climate Change: supporta oltre 300 autorità locali e regionali con dati climatici, modellazione scientifica e soluzioni innovative per rafforzare la resilienza.
  • European Capitals of Culture: iniziativa di punta di Creative Europe che ogni anno designa una o più città per valorizzare la diversità culturale europea e promuovere sviluppo culturale, sociale ed economico a lungo termine.
     

Verso approcci "mission-oriented"

Le città devono oggi gestire sfide sempre più intrecciate (clima, mobilità, energia, casa, inclusione). Per farlo servono approcci integrati e, soprattutto per i centri piccoli e medi, più capacità amministrativa e competenze tecniche. L’assistenza mirata nella progettazione delle strategie e nella strutturazione degli investimenti diventa quindi essenziale.

Allo stesso tempo, le risorse sono limitate mentre le priorità crescono. Le città chiedono fondi UE più semplici, criteri armonizzati e finanziamenti di lungo periodo, non frammentati in singoli progetti. Strumenti come gli investimenti territoriali integrati piani multisettoriali aiutano a costruire trasformazioni urbane più solide.

Guardando avanti, l’UE spinge verso approcci “mission‑oriented, capaci di affrontare insieme casa, trasporti, energia, clima e qualità della vita. 

Per mobilitare risorse, le città devono combinare sovvenzioni UE con finanziamenti di BEI, EBRD, CEB e banche nazionali, ampliando l’uso di PPP e strumenti finanziari innovativi.

Infine, per sostenere davvero le città serve più coerenza tra politiche e fondi, e una struttura di supporto integrata che semplifichi gli strumenti esistenti e rafforzi capacità, pianificazione e coordinamento.

 


 

Visione e prospettive future

Le città europee del futuro sono luoghi vivibili, prosperi e inclusivi, capaci di offrire opportunità a tutte le generazioni e alle imprese, grazie a connettività digitale avanzata, innovazione e crescita sostenibile.

L’accesso a lavoro di qualitàalloggi sostenibili e accessibili e servizi equi è la base di comunità urbane dinamiche. La trasformazione degli spazi costruiti si ispira ai valori del New European Bauhaus, unendo sostenibilità, estetica e inclusione.

Le città attraggono talenti, sostengono l’istruzione e lo sviluppo delle competenze, favoriscono l’integrazione dei migranti e valorizzano la cultura, diventando destinazioni turistiche sostenibili che preservano il patrimonio e alimentano vitalità sociale ed economica.

La sicurezza, l’inclusione e il rispetto dei diritti fondamentali restano pilastri essenziali. Città smart, sostenibili e accessibili, con soluzioni di mobilità inclusive, migliorano la qualità della vita e rafforzano i legami con le aree rurali circostanti, creando territori più equilibrati.

La transizione verso efficienza energeticaenergie rinnovabili localiecosistemi naturali potenziati e neutralità climatica garantisce ambienti sani e resilienti, proteggendo economie e benessere dei cittadini.

Una governance urbana efficace si fonda su partecipazione civica, processi democratici solidi e decisioni basate su dati aggiornati, in linea con gli obiettivi europei e internazionali – dal Competitiveness Compass alla New Leipzig Charter, fino all’Agenda 2030 dell’ONU.

In questo percorso, la EU Agenda for Cities svolge un ruolo decisivo: sostiene le città, rafforza le loro capacità e le aiuta a sviluppare soluzioni integrate e place‑based, affinché continuino a evolvere come spazi dinamici, sostenibili e vivibili per tutti.
 

Dialogo continuo: le città come partner chiave nelle politiche UE

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Per attuare efficacemente le priorità europee sul territorio, è fondamentale una cooperazione stretta tra tutti i livelli di governo e tra i diversi settori di policy. La Commissione europea intende rafforzare questo approccio, facendo leva sulle buone pratiche esistenti e sugli strumenti previsti dalla sua Comunicazione sulla semplificazione, con l’obiettivo di snellire la legislazione, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare l’efficacia delle politiche.

Il dialogo costante con le città sarà al centro di questo processo:

DIALOGO POLITICO DI ALTO LIVELLO
Dal 2026, la Commissione avvierà un ciclo regolare di incontri politici con i rappresentanti delle città. Un dialogo politico annuale offrirà ai leader locali insieme, quando necessario, a istituzioni finanziarie e attori economici, la possibilità di contribuire direttamente alla definizione delle politiche UE, segnalando ostacoli, opportunità di semplificazione e bisogni di supporto mirato.

DIALOGO TECNICO
Accanto al livello politico, si terranno consultazioni tecniche periodiche con professionisti urbani e servizi della Commissione. L’obiettivo è individuare buone pratiche, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare gli strumenti di valutazione territoriale, coinvolgendo le città nella preparazione e attuazione della normativa nazionale ed europea.

RELAZIONE COSTANTE CON COMITATO DELLE REGIONI E PARLAMENTO EUROPEO
Il dialogo sarà alimentato anche dai contributi del Comitato delle Regioni, del Parlamento europeo, della rete degli EU Local Councillors, delle consultazioni pubbliche, delle valutazioni territoriali e dei partenariati dell’Urban Agenda for the EU, che continueranno a fornire indicazioni preziose per migliorare legislazione e processi attuativi.

CITIES FORUM
Il Cities Forum continuerà a essere un appuntamento centrale per il confronto tra città, con workshop, scambi di soluzioni e discussioni politiche.

STATE OF EUROPEAN CITIES REPORT
La Commissione pubblicherà regolarmente un rapporto sullo stato delle città europee, per sostenere politiche urbane basate su dati solidi. Il prossimo è previsto per il 2026.

Infine, questi processi di governance inclusiva dovranno essere rafforzati anche a livello nazionale. Gli Stati membri sono invitati a sviluppare dialoghi strutturati con le città in tutte le fasi delle politiche e degli investimenti, un elemento chiave anche per la preparazione dei piani di partenariato 2028‑2034.
 

Semplificazione e rafforzamento delle capacità

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La semplificazione dell’accesso delle città agli strumenti di supporto dell’UE è un processo in corso, che proseguirà anche nel prossimo quadro finanziario pluriennale. L’obiettivo è consolidare l’offerta, armonizzare criteri e procedure e ridurre gli oneri amministrativi, rendendo più semplice per le città orientarsi tra iniziative, premi, requisiti di ammissibilità e obblighi di rendicontazione.

EU CITIES WEB PORTAL
Il primo passo è il nuovo EU Cities web‑portal, pensato per offrire alle città un punto di accesso unico a tutte le forme di supporto disponibili. Il portale diventa uno spazio di comunicazione e scambio, dove trovare informazioni su attività, eventi, politiche e opportunità rilevanti per lo sviluppo urbano. Fornisce una panoramica delle iniziative UE e rimanda alle fonti ufficiali per i dettagli operativi.

EUROPEAN URBAN INITIATIVE (EUI)
Nell’ambito dell’EUI sarà creato un Cities helpdesk, che aiuterà le città a individuare strumenti e opportunità di finanziamento attraverso le diverse iniziative europee, integrando le funzioni di ricerca del portale.

Nel 2026 sarà inoltre lanciato il 4° bando EUI–Innovative Actions, dedicato a progetti pilota di piccola scala per testare soluzioni innovative alle sfide urbane. Il bando sarà aperto a tutte le città, ma con un’attenzione particolare a quelle piccole e medie, spesso con capacità di innovazione più limitate. L’approccio sarà bottom‑up, consentendo alle autorità urbane di proporre temi e soluzioni in linea con le priorità dell'UE Agenda per le città.

EU CITIES PLATFORM
Nel prossimo quadro finanziario pluriennale, la Commissione europea propone di creare una EU Cities Platform, uno spazio unico che riunirà strumenti di finanziamento, assistenza tecnica, risorse di conoscenza e strumenti digitali, semplificando l’accesso delle città ai supporti europei. L’obiettivo è offrire un punto di ingresso chiaro e integrato, capace di accompagnare le città lungo l’intero ciclo di sviluppo delle politiche urbane: dall’analisi dei bisogni, alla pianificazione strategica, fino alla progettazione e al finanziamento degli interventi.

La piattaforma sarà un luogo di collaborazione tra città di tutte le dimensioni e tra livelli di governo, complementando strumenti come il futuro Single Gateway, che diventerà il punto unico per le informazioni sulle opportunità di finanziamento.

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Agenda EU città - Piattaforma delle città dell'UE

Basandosi sulle esperienze già maturate nelle città europee, la piattaforma faciliterà l’accesso a finanziamenti flessibili e integrati, valorizzando strumenti come i piani di sviluppo urbano sostenibile, i Climate City Contracts, i SECAP, i SUMP, i quadri ambientali e i piani di adattamento climatico. Sarà progettata per rispondere sia a esigenze tematiche sia a sfide operative, con particolare attenzione alle piccole e medie città, spesso con capacità amministrative più limitate.

La piattaforma offrirà diversi filoni di supporto:

a) Capacity building, pianificazione strategica e networking

  • Metodologie e strumenti per la pianificazione integrata, incluse le mission‑oriented approaches
  • Rafforzamento della capacità amministrativa e supporto operativo
  • Peer learning, cooperazione e trasferimento di conoscenze
  • Supporto sugli appalti, anche tramite sistemi di procurement congiunto
  • Dialoghi città‑industria e informazioni su iniziative nazionali e internazionali

b) Supporto ai progetti innovativi

In continuità con l’EUI, la piattaforma sosterrà lo sviluppo e la sperimentazione di progetti urbani innovativi, generando soluzioni scalabili e replicabili.

c) Advisory su finanziamenti e finanza

Una finestra dedicata offrirà informazioni strutturate, assistenza tecnica e consulenza finanziaria, aiutando le città a combinare fondi UE, risorse nazionali, strumenti della BEI e finanziamenti privati.

La piattaforma supporterà anche la creazione di portafogli di investimento certificati, facilitando l’accesso ai fondi europei.

d) Repository di dati e strumenti

La piattaforma consoliderà i dati disponibili e li renderà facilmente accessibili, creando una base informativa continua per le politiche urbane. Saranno utilizzati standard comuni per garantire interoperabilità, semplificazione del reporting e indicatori condivisi per monitorare l’impatto delle politiche urbane.

e) Supporto al dialogo continuo

La piattaforma sosterrà il dialogo politico e tecnico tra Commissione e città, integrando reti europee e internazionali, l’Urban Agenda for the EU e le organizzazioni intermediarie nazionali e regionali
 

Fondi UE nel quadro finanziario 2028–2034 

Il 16 luglio 2025 la Commissione europea ha presentato la proposta per il nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028–2034, pensato per essere più semplice, flessibile e strategico. Al centro ci sono i piani di partenariato nazionali e regionali, che integreranno diversi fondi UE in un’unica programmazione coerente, adattabile alle esigenze territoriali – urbane e rurali – e pienamente allineata alle priorità dell’Unione.

Questi piani dovranno essere sviluppati secondo i principi di partenariato e governance multilivello, coinvolgendo attivamente regioni e città. Gli Stati membri saranno chiamati a garantire alle autorità urbane un ruolo reale nella definizione di riforme e investimenti su misura, capaci di rispondere alle sfide specifiche delle aree urbane. Approcci integrati e territoriali potranno includere anche riforme sub‑nazionali per massimizzare l’impatto dei fondi e superare ostacoli normativi.

Le strategie urbane integrate, già sostenute dalla politica di coesione 2021–2027, richiederanno ora maggiore capacità operativa, strumenti regolatori e risorse dedicate. Per questo la Commissione invita gli Stati membri a rafforzare l’ambizione delle loro strategie urbane all’interno dei nuovi piani di partenariato.

Accanto a ciò, la EU Facility, strettamente collegata ai piani nazionali e regionali, offrirà supporto per progetti innovativi, capacity building e scambio di conoscenze sullo sviluppo urbano sostenibile.

Le città potranno inoltre beneficiare del Fondo europeo per la competitività, in particolare attraverso la finestra per la transizione pulita e la decarbonizzazione industriale, che potrà finanziare energia pulita, mobilità sostenibile e turismo responsabile. La finestra dedicata a resilienza, sicurezza, difesa e spazio potrà invece sostenere la protezione delle infrastrutture critiche, la preparazione ai rischi e l’uso di tecnologie spaziali per monitoraggio e risposta alle emergenze.

Inoltre, le città, in quanto attori chiave della competitività regionale, contribuiranno con governi nazionali e istituzioni UE alla definizione delle strategie del Competitiveness Compass, assicurando che siano calibrate sui contesti locali.

Oltre ai fondi strutturali, le autorità urbane potranno accedere anche ad altri programmi UE, tra cui Horizon Europe, particolarmente adatto a finanziare progetti di ricerca e innovazione da implementare nei territori,

La Commissione invita inoltre gli Stati membri a integrare i valori del New European Bauhaus nelle iniziative di rigenerazione urbana, edilizia sostenibile e housing accessibile, promuovendo investimenti inclusivi e guidati dalle comunità.

Infine, il programma Global Europe potrà sostenere la cooperazione internazionale sulle priorità urbane dell’UE, in particolare con i paesi candidati, favorendo scambio di conoscenze, capacity building e sviluppo urbano partecipato.

Contenuto creato il 20/01/2026