Introduzione: la crisi abitativa dell'Europa

La Commissione europea parte da un principio fondamentale: “la casa non è solo un bene materiale, ma un elemento essenziale di sicurezza, dignità e appartenenza”.

Oggi però, per molti europei l’abitare è diventato fonte di ansia, indebitamento e incertezza. L’aumento dei prezzi e la scarsità di alloggi accessibili stanno trasformando la crisi abitativa in una vera e propria crisi sociale, che indebolisce la coesione tra territori, limita la mobilità per studio e lavoro e incide sulla competitività dell’Unione.

Un’analisi dettagliata della Commissione evidenzia come la crisi abitativa colpisca un segmento sempre più ampio della popolazione: dai nuclei a reddito medio ai lavoratori essenziali, fino ai giovani e ai gruppi più vulnerabili, esposti a crescenti rischi di esclusione abitativa. Le difficoltà assumono forme diverse nei territori: forte pressione nelle città e nelle destinazioni turistiche, mentre le aree rurali e in spopolamento affrontano prezzi in calo e un accesso sempre più limitato ai servizi essenziali. Questa lettura delle cause strutturali orienta le azioni proposte nel Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili

La Commissione stima inoltre che l'UE avrà bisogno di oltre due milioni di abitazioni l'anno per soddisfare la domanda attuale, ovvero aggiungere circa 650.000 abitazioni l'anno agli 1,6 milioni di abitazioni attualmente costruite, per un costo di circa 150 miliardi di euro l'anno.

Un Piano per un abitare accessibile, sostenibile e di qualità

Per rispondere a questa situazione, il 16 dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato il primo Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, un pacchetto organico di misure pensato per aumentare l’offerta di case, mobilitare investimenti pubblici e privati, sostenere le persone e i territori più colpiti e promuovere un’edilizia sostenibile e di qualità.

Il Piano della Commissione europea nasce da un ampio processo di consultazione e dà seguito a una richiesta formulata dal Consiglio europeo nell’ottobre 2025. Si fonda inoltre sul lavoro svolto dal Parlamento europeo attraverso la Commissione sulla crisi abitativa, dal Consiglio EPSCO, dal Comitato delle Regioni, dal Comitato Economico e Sociale Europeo, oltre che dai rappresentanti di città e regioni dell’UE e da numerosi stakeholder.

Il Piano si struttura attorno a quattro pilastri fondamentali:

  1. Potenziare l’offerta di alloggi;
  2. Mobilitare nuovi investimenti;
  3. Garantire misure di supporto immediato;
  4. Sostenere le persone e i territori più colpiti dalla crisi.

All’interno di questi pilastri vengono individuate dieci aree di intervento in cui l’UE può apportare valore aggiunto, come ad esempio attraverso una nuova iniziativa legislativa sugli affitti a breve termine nell’ambito di un Atto per l’abitare accessibile, un pacchetto di semplificazione normativa e la mobilitazione di ulteriori investimenti nell’attuale e nel prossimo Quadro finanziario pluriennale.

Il Piano introduce anche un nuovo metodo di cooperazione tra istituzioni europee, governi nazionali, regioni, città e attori finanziari, riconoscendo che, pur restando la politica abitativa una competenza degli Stati membri, solo un’azione coordinata a tutti i livelli può garantire a ogni cittadino europeo il diritto a una casa dignitosa e accessibile.

Il pacchetto è inoltre accompagnato da una revisione delle norme sugli aiuti di Stato per facilitare il sostegno all’edilizia sociale e accessibile, da una nuova Strategia europea per l’edilizia abitativa e da una proposta per un Nuovo Bauhaus Europeo, che punta a promuovere qualità, inclusione e sostenibilità negli spazi abitativi. Nel 2026 sarà inoltre presentato un Pacchetto Energia per i Cittadini, volto a ridurre i costi energetici, favorire una transizione equa, contrastare la povertà energetica e rafforzare il ruolo delle persone e delle comunità.

E' prevista inoltre la creazione di un'Alleanza europea per l’Abitare, pensata per rafforzare la cooperazione e lo scambio di buone pratiche tra Stati membri, regioni, città, istituzioni europee e stakeholder. La Commissione, infine, si impegna anche a presentare una Relazione sullo stato di avanzamento prima della fine del mandato e ha annunciato il primo vertice europeo sull’edilizia abitativa nel 2026.

PILASTRO I: Potenziare l’offerta

Boosting housing supply

L’insufficienza dell’offerta abitativa deriva da una serie di ostacoli strutturali: bassa produttività del settore, capacità limitate delle imprese edilizie, costi elevati di costruzione e ristrutturazione, carenza di manodopera qualificata e un quadro normativo frammentato e complesso a tutti i livelli di governo. Per colmare il divario tra domanda e disponibilità è quindi necessario valorizzare al massimo il patrimonio edilizio esistente, affiancando alle nuove costruzioni interventi di riqualificazione, il recupero degli immobili vuoti e una regolamentazione più efficace degli affitti a breve termine quando entrano in competizione con quelli a lungo termine. Parallelamente, investire in trasporti, connettività e servizi nelle aree rurali è fondamentale per ridurre la pressione sui centri urbani e favorire uno sviluppo territoriale più equilibrato nell’UE.

Azione 1: Rafforzare la produttività, la capacità e l’innovazione del settore delle costruzioni

Per rispondere alla crescente domanda di alloggi accessibili, l’Europa deve poter contare su un settore delle costruzioni più efficiente, innovativo e competitivo. Negli ultimi dieci anni, infatti, i costi di costruzione e ristrutturazione sono aumentati più dell’inflazione, mentre la produttività del settore è rimasta stagnante. A questo si aggiungono carenze sempre più gravi di manodopera qualificata e competenze tecniche, che rischiano di rallentare ulteriormente la capacità di costruire e rinnovare abitazioni.

COME?

  • Investire in innovazione e tecnologia, promuovere metodi e materiali innovativi, supportare il passaggio a un’economia circolare e a processi digitali, attraverso la Nuova Strategia per la Costruzione delle Abitazioni;
  • Garantire che imprese e professionisti possano fornire servizi di edilizia indipendentemente dai confini, senza ridurre standard lavorativi e sociali, attraverso un Atto sui Servizi di Costruzione (previsto nel quarto trimestre 2026);
  • Promuovere programmi di formazione e apprendistato su larga scala nell settore attraverso il Patto per le Competenze, l’Accademia per il Nuovo Bauhaus ed il programma Erasmus+;
  • Monitorare pratiche che minano la concorrenza nel settore e, ove necessario, agire in cooperazione con la Rete Europea per la Concorrenza;
  • Sostenere gli investimenti nell'industria manifatturiera europea a basse emissioni di carbonio e basata sulle biotecnologie, integrazione di criteri di sostenibilità negli appalti pubblici e nei programmi di sostegno, l'adozione di metodi modernidi costruzione e ristrutturazioni.
     

Azione 2: Ridurre la burocrazia per accelerare l’offerta abitativa

L’offerta di alloggi è frenata da un insieme complesso di norme – europee, nazionali, regionali e locali – che, pur mirando a tutelare sicurezza, qualità della vita, ambiente e patrimonio culturale, spesso generano costi aggiuntivi e ritardi nei processi autorizzativi. Codici edilizi, regole su uso del suolo, vincoli urbanistici, appalti e tassazione locale possono infatti rendere più difficile costruire dove ce n’è più bisogno.

Poiché molte regole determinanti sono stabilite dagli Stati membri e dalle autorità locali – ad esempio limiti di altezza, dimensioni minime dei lotti o requisiti sui parcheggi – la semplificazione richiede un impegno congiunto a tutti i livelli di governo. Digitalizzare le procedure, armonizzare i requisiti e ridurre la frammentazione normativa sono passi essenziali per aumentare la rapidità e l’efficienza dei processi edilizi, nel rispetto degli obiettivi ambientali e di qualità urbana.

COME?

  • Una mappatura della legislazione e delle iniziative europee sul tema e il loro impatto sull’offerta e l’accessibilità degli alloggi al fine di ridurre il carico amministrativo non necessario, accelerare il conferimento di permessi, migliorare l’efficienza dei costi (previsto nel 2027)
  • Supporto agli Stati membri nell’implementazione delle regole dell’UE e condivisione di buone pratiche di semplificazione nell’ambito dell’Alleanza Europea sull’Abitare.

Azione 3: Combinare accessibilità economica, sostenibilità e qualità nell’abitare

Rendere la casa più accessibile non può significare rinunciare alla sostenibilità o alla qualità. I costi energetici rappresentano una parte rilevante delle spese delle famiglie e migliorare l’efficienza degli edifici è uno dei modi più efficaci per ridurli: ogni euro investito in efficienza energetica genera fino a dodici euro di risparmio nel tempo. Allo stesso tempo, le famiglie devono poter produrre energia rinnovabile, anche attraverso comunità energetiche, così da ridurre ulteriormente le bollette.

La sostenibilità dell’abitare riguarda anche l’uso di materiali innovativi e a basse emissioni, la gestione dell’acqua, la mobilità locale, la qualità dell’aria e la capacità degli edifici di adattarsi ai cambiamenti climatici. 

L’edilizia sociale e accessibile deve inoltre garantire standard elevati di inclusione, sicurezza, salute, accessibilità e adattabilità per tutte le generazioni. In questo senso, il Nuovo Bauhaus Europeo e iniziative come le Missioni UE sulle città climaticamente neutre e sull’adattamento climatico promuovono soluzioni innovative, sostenibili e replicabili per migliorare la qualità degli spazi abitativi e dei quartieri.

COME?

  • ridurre le bollette energetiche accelerando le ristrutturazioni attraverso nuovi partenariati per abitazioni migliori, orientamenti sui servizi di sportello unico per la ristrutturazione degli alloggi nell'ambito di un pacchetto di sostegno per il finanziamento dell'efficienza energetica, sostegno agli Stati membri nello sviluppo di piani organici nazionali di ristrutturazione degli edifici (previsto nel 2026);
  • un piano d'azione per sostenere lo sviluppo delle comunità energetiche attraverso strumenti pratici per affrontare gli ostacoli amministrativi, tecnici e finanziari esistenti (previsto nel 2026);
  • promuovere la rivitalizzazione dei quartieri e migliorare l'accesso ai finanziamenti per soluzioni di tipo partecipativo per alloggi a prezzi accessibili attraverso il nuovo Bauhaus europeo.

PILASTRO II: Mobilitare gli investimenti

Mobilising investment

Negli ultimi anni gli investimenti pubblici e privati nell’offerta abitativa sono diminuiti in molti Stati membri, complice la riduzione dei finanziamenti pubblici, l’aumento dei costi di costruzione e dei terreni e condizioni di accesso al credito più restrittive.

Per far fronte a questa situazione, l’UE ha già previsto, nell’attuale Quadro finanziario pluriennale (QFP), circa 43 miliardi di euro destinati al settore dell’abitare attraverso i Fondi della Politica di Coesione, InvestEU, LIFE, il Programma Mercato Unico, Horizon Europe e NextGenerationEU. La revisione di medio termine della Politica di Coesione ha inoltre permesso a Stati membri e regioni di riallocare risorse non spese verso l’edilizia accessibile, introducendo maggiore flessibilità e nuovi incentivi.

Nel prossimo QFP 2028-2034, i Piani di Partenariato nazionali e regionali includono tra gli obiettivi la promozione di alloggi sociali e a prezzi accessibili, sostenuti da strumenti come l’EU Facility e il programma Erasmus+. Anche il Fondo Europeo di Competitività contribuirà attraverso investimenti in infrastrutture sociali e interventi per la decarbonizzazione.

Un ruolo centrale nel mobilitare ulteriori risorse è svolto dalla Banca Europea per gli Investimenti, grazie al proprio Piano d’azione per un abitare accessibile e sostenibile. Accanto ad essa, le banche nazionali e regionali e istituzioni finanziarie internazionali come la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa possono contribuire in modo significativo ad attivare nuovi investimenti pubblici e privati nel settore abitativo.
 

Azione 4: Mobilitare ulteriori investimenti pubblici e privati

Gli investimenti nell’edilizia sociale e accessibile sono ancora troppo frammentati e poco visibili, rendendo difficile attrarre capitali e promuovere nuovi progetti. Per colmare questo gap, è fondamentale coinvolgere pienamente gli investitori privati e sfruttare tutti gli strumenti disponibili, incluse le partnership pubblico-private. L’obiettivo è liberare il potenziale dell’ecosistema europeo degli investimenti nel settore abitativo.

Per questo la Commissione, insieme al Gruppo BEI, alle banche promozionali nazionali e regionali e a istituzioni finanziarie internazionali come CEB ed EBRD, sta sviluppando una nuova Piattaforma paneuropea per gli investimenti nell’edilizia accessibile e sostenibile.

La nuova Piattaforma faciliterà la collaborazione tra autorità pubbliche e investitori privati, favorendo il coordinamento delle risorse e l’espansione degli investimenti in tutta l’UE. Metterà a disposizione informazioni su opportunità di finanziamento, buone pratiche, modelli innovativi e casi di studio, e promuoverà la creazione di progetti su larga scala attraverso un portale digitale, un gruppo di esperti e hub finanziari nazionali volontari. Opererà inoltre in sinergia con strumenti del prossimo QFP e con iniziative come la European Energy Efficiency Financing Coalition, attiva nel mobilitare capitali privati per l’efficienza energetica.

Un ostacolo rilevante agli investimenti è inoltre la mancanza di un quadro di riferimento per valutare gli impatti sociali dei progetti abitativi, che genera incertezza, costi elevati di due diligence e oneri di rendicontazione sproporzionati. Per questo la Commissione intende esplorare una guida volontaria a livello UE, basata sulle pratiche di mercato, per facilitare la cooperazione pubblico-privata senza introdurre nuovi obblighi di etichettatura o disclosure.

COME?

  • Piattaforma paneuropea di investimento per alloggi accessibili e sostenibili (previsto nel terzo trimestre del 2026);
  • Sostenere nuovi investimenti nell'edilizia abitativa nell'ambito dell'attuale QFP (2026 e 2027);
  • Opportunità di aumentare gli investimenti nell'edilizia abitativa nell'ambito del prossimo QFP (a partire dal 2028); 
  • Contribuire allo sviluppo di modelli di finanziamento scalabili e innovativi;
  • Quadro di investimento volontario e orientato al mercato per alloggi sociali e accessibili;
  • Orientamenti agli Stati membri sulla progettazione di soluzioni finanziarie e giuridiche a sostegno degli alloggi sociali e accessibili, tenendo conto delle considerazioni relative al debito pubblico;
  • Aumentare l'ambizione di sostenere gli investimenti in alloggi sociali e accessibili;

Azione 5: Rendere più rapido e semplice il sostegno pubblico all’edilizia sociale e accessibile

La Commissione sta rispondendo alle richieste delle autorità locali, regionali e nazionali e degli stakeholder di rivedere le norme sugli aiuti di Stato per facilitare il finanziamento dell’edilizia accessibile. Le regole attuali consentono già agli Stati membri di sostenere in modo flessibile l’edilizia sociale tramite la Decisione sui Servizi di Interesse Economico Generale (SGEI), destinata a gruppi svantaggiati, comprese le persone senza dimora, senza obbligo di notifica alla Commissione. Per l’edilizia accessibile, invece, il sostegno era limitato a 15 milioni di euro l’anno, oltre i quali era necessaria una notifica formale.

Per ampliare il sostegno agli alloggi accessibili destinati a famiglie a basso e medio reddito, lavoratori essenziali, persone con disabilità, studenti e nuclei con esigenze specifiche, la Commissione ha deciso di rivedere la Decisione SGEI. La revisione mantiene invariato il quadro per l’edilizia sociale, ma introduce una nuova categoria dedicata all’edilizia accessibile, esentata dall’obbligo di notifica e senza tetto massimo di compensazione. Ciò permetterà agli Stati membri di mantenere i propri sistemi di edilizia sociale e, al tempo stesso, sviluppare nuovi schemi di edilizia accessibile per ulteriori gruppi destinatari.

La revisione semplificherà inoltre alcuni concetti della Decisione SGEI e la Commissione fornirà supporto e orientamento agli Stati membri per aiutarli a progettare servizi di edilizia sociale e accessibile conformi alle norme sugli aiuti di Stato.

COME?

  •  Regole riviste in materia di aiuti di Stato (in corso)

PILASTRO III: Garantire misure di supporto immediato

Enabling immediate support while driving reforms

L’UE intende sostenere i territori maggiormente colpiti dalla crisi abitativa rafforzando l’offerta di alloggi accessibili attraverso un insieme di misure legislative e non legislative. In questo quadro sarà definito un riferimento comune che permetta alle autorità pubbliche di individuare le aree più esposte e di adottare interventi mirati e proporzionati, inclusi strumenti per regolamentare gli affitti a breve termine e per tutelare l’accessibilità abitativa, anche tramite procedure di pianificazione e autorizzazione più rapide ed efficienti.

Queste misure dovranno essere integrate da riforme strutturali di lungo periodo, di competenza degli Stati membri, volte a migliorare l’accesso alla casa attraverso il recupero degli immobili inutilizzati, lo sviluppo dell’edilizia sociale, il potenziamento dei trasporti locali, politiche fiscali adeguate e una maggiore semplificazione amministrativa. Parallelamente, sarà necessario approfondire il ruolo della finanza e delle pratiche speculative nella crisi abitativa, considerando l’attuale mancanza di dati e di trasparenza in questo ambito.
 

Azione 6: Regolare gli affitti a breve termine nelle aree sotto pressione abitativa

Gli affitti a breve termine (Short Term Rentals - STR), diffusi tramite piattaforme online, offrono numerosi vantaggi: più scelta per i consumatori, servizi aggiuntivi, reddito extra per i proprietari e un impulso al turismo e all’economia locale. Tuttavia, la loro crescita rapidissima – quasi +93% tra il 2018 e il 2024 – ha trasformato un fenomeno inizialmente “peer‑to‑peer” in un’attività commerciale su larga scala, che in alcune aree ha ridotto la disponibilità di alloggi accessibili per i residenti. Nelle destinazioni più popolari, gli STR possono arrivare a rappresentare fino al 20% dello stock abitativo. Occorre quindi preservarne i benefici, limitandone al contempo gli impatti negativi.

Le autorità nazionali e locali chiedono maggiore certezza giuridica per adottare misure adeguate, così come i fornitori di servizi STR necessitano di regole chiare su ciò che è consentito. Vi sono inoltre preoccupazioni per la concorrenza con le strutture ricettive tradizionali, spesso soggette a requisiti più stringenti in materia di sicurezza, responsabilità e tutela dei consumatori.

Nel 2026, il Regolamento sugli affitti a breve termine introdurrà maggiore trasparenza grazie alla registrazione obbligatoria degli host e alla condivisione dei dati tra piattaforme digitali e autorità nazionali. Sarà fondamentale garantirne una corretta attuazione, inclusi controlli a campione e la rimozione delle inserzioni illegali.

In aggiunta, la Commissione proporrà un nuovo atto legislativo per creare un quadro europeo coerente, basato sui dati e giuridicamente chiaro, che permetta alle autorità locali di intervenire in modo mirato e proporzionato, soprattutto nelle aree sotto forte pressione abitativa, sostenendo al contempo un turismo sostenibile. Questo intervento rafforzerà la coerenza normativa nel Mercato unico, lasciando agli Stati membri e ai territori la flessibilità necessaria nel rispetto del principio di sussidiarietà. L’iniziativa risponde anche all’invito del Rapporto Letta a intervenire nei mercati dei servizi in rapida crescita per rendere il Mercato unico più sostenibile.

COME?

  • Nuova iniziativa legislativa sugli “Short Term Rentals” nell'ambito di una legge sull'edilizia popolare (previsto nel quarto trimestre del 2026);
  • Monitorare i dati sugli STR, valutare l'impatto sull'accessibilità degli alloggi;

Azione 7: Contrastare la speculazione nel mercato immobiliare

Gli investimenti privati svolgono un ruolo importante nel finanziare infrastrutture sociali, inclusi alloggi accessibili e sostenibili. Tuttavia, stanno emergendo segnali di investimenti orientati al profitto rapido, che alimentano distorsioni di mercato, sopravvalutazioni e pressioni speculative. In molte città e destinazioni turistiche, i prezzi delle abitazioni si stanno infatti allontanando sempre più dai livelli di reddito locali.

La mancanza di dati completi e trasparenti sulla proprietà e sulle principali transazioni immobiliari limita la capacità delle autorità pubbliche di monitorare il mercato. Migliorare la raccolta e l’analisi di queste informazioni è un passaggio essenziale per valutare l’impatto della speculazione e adottare misure correttive.

Un modo efficace per ridurre la volatilità dei prezzi è aumentare l’offerta di alloggi sociali e accessibili e sostenere i fornitori non profit o a profitto limitato, come cooperative e community land trusts, che garantiscono prezzi sostenibili nel lungo periodo. Tuttavia, questi attori incontrano ostacoli significativi, tra cui scarsa riconoscibilità giuridica e difficoltà di accesso ai finanziamenti. Anche politiche fiscali mirate e altri strumenti regolatori possono contribuire a contenere i comportamenti speculativi.

COME?

  • Analisi delle dinamiche dei prezzi delle abitazioni, comprese le prove disponibili sui modelli di speculazione, le lacune nei dati e le conseguenze economiche (previsto nel quarto trimestre 2026);
  • Promuovere una maggiore trasparenza nel mercato immobiliare residenziale;
  • Facilitare gli investimenti nei fornitori di alloggi senza scopo di lucro/a;
  • Apprendimento tra pari e innovazione nella lotta alla speculazione immobiliare;
  • Adottare misure volte a limitare i comportamenti speculativi dannosi che riflettono le esigenze locali;

Azione 8: Promuovere le riforme strutturali degli Stati membri

Per migliorare l’accessibilità abitativa, gli Stati membri devono attuare riforme strutturali in diversi ambiti di policy. La Commissione sosterrà questi interventi attraverso strumenti dedicati e tramite l’indirizzo strategico del Semestre europeo.

Un primo passo fondamentale è ridurre la burocrazia a livello nazionale, regionale e locale, investendo al contempo nelle capacità amministrative e nella digitalizzazione, così da accelerare la realizzazione di alloggi sociali e accessibili. Le autorità pubbliche devono inoltre garantire la disponibilità di terreni idonei allo sviluppo abitativo e valorizzare meglio il patrimonio edilizio esistente.

Le riforme devono rispondere alle esigenze sia delle aree urbane sotto pressione, sia dei territori rurali e periferici colpiti dal declino demografico. Nelle zone con forte stress abitativo, ciò significa aumentare l’offerta attraverso nuove costruzioni, ristrutturazioni, riconversioni e interventi di densificazione urbana, con procedure più semplici e rapide. Nelle aree meno sotto pressione, invece, occorre sostenere il “diritto a restare”, migliorando la qualità delle abitazioni e investendo in trasporti, infrastrutture e servizi, in linea con la politica di coesione dell’UE.

Anche la fiscalità svolge un ruolo cruciale, poiché le imposte rappresentano una quota significativa dei costi abitativi, inclusi quelli di acquisto. Infine, è necessario prestare particolare attenzione all’edilizia sociale, la cui disponibilità è diminuita negli ultimi decenni: oggi, secondo l’OCSE, rappresenta solo il 6–7% dello stock abitativo europeo. Invertire questa tendenza è essenziale per garantire un accesso equo alla casa.

COME?

  • Monitoraggio più rigoroso e raccomandazioni mirate nell'ambito del semestre europeo (dal 2026);
  • Promuovere le statistiche europee relative all'edilizia abitativa e istituire un punto di accesso a livello dell'UE per i dati e le analisi sul mercato immobiliare;
  • Individuare i settori in cui le politiche e i finanziamenti dell'UE possono avere il maggiore impatto per migliorare il funzionamento dei mercati immobiliari;
  • Sostenere gli Stati membri nella definizione di politiche fiscali che promuovano l'accessibilità degli alloggi;
  • Fornire sostegno tecnico e finanziario agli Stati membri, alle regioni e alle città per attuare le riforme;
  • Attuare riforme ambiziose e globali incentrate sull'accessibilità;

PILASTRO IV: Sostenere le persone e i territori più colpiti dalla crisi

Protecting the most affected

La crisi abitativa colpisce in modo particolarmente forte giovani, studenti, apprendisti, lavoratori essenziali, persone a basso reddito e gruppi vulnerabili, con effetti sociali ed economici significativi.

La difficoltà ad accedere ad alloggi a prezzi sostenibili limita le opportunità di studio, lavoro, mobilità e la possibilità di formare nuovi nuclei familiari, soprattutto nelle aree urbane. Nonostante l’impegno degli Stati membri a porre fine alla condizione di senza dimora entro il 2030, il fenomeno è in crescita.

Allo stesso tempo, abitazioni di scarsa qualità e con basse prestazioni energetiche alimentano la povertà energetica, che interessa milioni di europei. Per questo è necessario rafforzare interventi mirati a favore dei gruppi più colpiti, garantendo un accesso equo a case dignitose, economicamente accessibili ed efficienti dal punto di vista energetico.

Azione 9: Migliorare l’accesso alla casa per i giovani

Per molti giovani l’accesso a un alloggio a prezzi sostenibili è sempre più difficile, con effetti diretti sulla loro autonomia e sulla possibilità di partecipare pienamente alla vita sociale ed economica. Affrontare questa sfida richiede un approccio integrato che aumenti gli investimenti negli alloggi per studenti, che ampli le opportunità di affitto e acquisto dedicate alle nuove generazioni e sostenga modelli abitativi innovativi, come il co-living e le soluzioni intergenerazionali. Diverse esperienze promettenti stanno già dimostrando come sia possibile garantire qualità e accessibilità allo stesso tempo.

COME?

  • Mobilitare investimenti per gli alloggi degli studenti;
  • Valutare la fattibilità di un sistema di garanzia per ridurre/eliminare la necessità di un deposito cauzionale;
  • Individuare e diffondere modelli innovativi di alloggio per studenti e giovani;
  • Progetto pilota nell'ambito di Erasmus+ per studenti provenienti da contesti svantaggiati;
  • Sviluppare e attuare programmi mirati per migliorare l'accesso agli alloggi per i giovani.

Azione 10: Affrontare il fenomeno dei senza dimora e sostenere inquilini e famiglie in situazioni di vulnerabilità

La condizione di senza dimora è un fenomeno complesso e persistente, che richiede soluzioni basate sull’accesso diretto alla casa (come l’approccio Housing First) integrate con politiche più ampie di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

La Strategia europea contro la povertà, prevista per il 2026, adotterà un approccio multidimensionale e centrato sulla persona, affrontando le cause profonde della povertà e riconoscendo la condizione di senza dimora come una delle forme più gravi di esclusione. La strategia rafforzerà la prevenzione e promuoverà strumenti integrati per ridurre disuguaglianze, povertà e barriere nell’accesso ai servizi essenziali, alla protezione sociale e al mercato del lavoro.

Aumentare la disponibilità di alloggi sociali è fondamentale per costruire percorsi di uscita duraturi dalla condizione di senza dimora e prevenire situazioni abitative precarie. L’accesso alla casa e il sostegno alle persone senza dimora sono infatti tra i principi del Pilastro europeo dei diritti sociali. Servizi complementari, come la consulenza sul debito e misure di prevenzione degli sfratti, sono altrettanto cruciali.

Promuovere quartieri inclusivi, caratterizzati da mix sociale e solidarietà intergenerazionale, aiuta a prevenire la segregazione e favorisce l’integrazione dei nuclei più vulnerabili. Nell’ambito della transizione giusta e della lotta alla povertà energetica, è inoltre essenziale proteggere le persone più svantaggiate – spesso residenti in abitazioni con scarse prestazioni energetiche – dal rischio di disconnessione dalle forniture energetiche.

COME?

  • Raccomandazione del Consiglio sulla lotta all'esclusione abitativa;
  • Mobilitare nuovi investimenti nell'edilizia sociale e in soluzioni abitative per i senzatetto attraverso la piattaforma paneuropea di investimento (previsto per il terzo trimestre del 2026);
  • Individuare modelli e condividere buone pratiche che combinino la tutela dei diritti di proprietà dei proprietari con la sicurezza degli inquilini;
  • Lotta alla povertà energetica e protezione delle persone vulnerabili dalla disconnessione attraverso il pacchetto energia per i cittadini;
  • Intensificare il sostegno ai senzatetto e ad altri gruppi in situazioni di vulnerabilità, anche attraverso piani di partenariato nazionali e regionali nell'ambito del prossimo QFP;
  • Aumentare la trasparenza dei contratti di locazione.

Alleanza Europea per l’Abitare

Finora la cooperazione a livello UE sulle politiche abitative è stata limitata, lasciando inesplorate molte opportunità di coordinamento, scambio di buone pratiche e avanzamento verso obiettivi comuni. Per colmare questo divario nasce la nuova Alleanza Europea per l’Abitare (European Housing Alliance), che riunirà tutti i livelli di governo – città, regioni, Stati membri e istituzioni europee – insieme ai principali attori del settore abitativo.

L’Alleanza diventerà un punto di riferimento per la collaborazione, l’apprendimento reciproco e la diffusione di soluzioni innovative, contribuendo a costruire un nuovo modo di lavorare sull’abitare a livello europeo e rafforzando il legame con i territori.

L’iniziativa favorirà inoltre sinergie con l’Agenda urbana dell’UE, il Nuovo Bauhaus Europeo, la Piattaforma europea per la lotta alla condizione di senza dimora e l’High-Level Construction Forum. La Commissione è inoltre pronta a intensificare la cooperazione con Consiglio e Parlamento europeo su questo tema.

Nel discorso sullo Stato dell’Unione 2025, la Presidente von der Leyen ha inoltre annunciato il primo Vertice europeo sull’Abitare, che si terrà nel 2026 e riunirà tutti i principali attori del settore al massimo livello politico.

COME?

  • Vertice UE sull'edilizia abitativa (2026);
  • Alleanza europea per l'edilizia abitativa (2026);
  • Programma di apprendimento reciproco sulla governance multilivello in materia di edilizia abitativa (terzo trimestre 2026).
Contenuto creato il 20/01/2026