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La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica nell’ambito della preparazione del futuro European Ocean Act, una iniziativa legislativa strategica che dovrebbe tradursi in una proposta di direttiva entro il quarto trimestre del 2026.
L’European Ocean Act rappresenta uno dei pilastri dell’European Ocean Pact, adottato nel giugno 2025, e mira a rafforzare la protezione degli oceani, sostenere una blue economy competitiva e sostenibile e migliorare il benessere delle comunità costiere. L’iniziativa si basa sull’esperienza della Direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo e punta a migliorare la coerenza, l’efficacia e l’attuazione della governance marittima a livello europeo, anche attraverso un approccio più integrato per bacini marini.
La Commissione evidenzia diverse criticità strutturali che l’European Ocean Act intende affrontare, tra cui la frammentazione della governance degli oceani, l’aumento dei conflitti nell’uso dello spazio marittimo, la mancanza di un quadro strategico comune a livello UE e di bacino e le inefficienze nei sistemi di osservazione oceanica, oggi spesso duplicati e poco coordinati. A queste sfide si aggiungono le crescenti pressioni legate a cambiamento climatico, inquinamento e perdita di biodiversità, che richiedono una maggiore integrazione tra politiche ambientali, climatiche ed economiche.
Tra gli obiettivi principali dell’European Ocean Act figurano la modernizzazione della pianificazione dello spazio marittimo in chiave climate-smart, il rafforzamento del coordinamento transfrontaliero e intersettoriale, e la creazione di una base giuridica per la governance europea dell’osservazione degli oceani. L’atto dovrebbe inoltre contribuire a semplificare e razionalizzare gli obblighi di reporting, promuovendo sistemi digitalizzati e standardizzati e riducendo, nel lungo periodo, gli oneri amministrativi.
La consultazione è aperta a un’ampia platea di stakeholder, tra cui amministrazioni pubbliche, autorità regionali e locali, imprese e PMI, comunità costiere, ONG ambientali, enti di ricerca e istituti scientifici, con l’obiettivo di raccogliere evidenze aggiornate sui costi, benefici e impatti potenziali della futura normativa. I contributi raccolti confluiranno sia nell’impact assessment sia nella definizione delle opzioni di policy, insieme ai risultati della revisione della Marine Strategy Framework Directive.
Il termine ultimo per partecipare è fissato al 9 febbraio 2026.





