• Tipo News
    LEGISLAZIONE
  • Fonte
    Commissione europea
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Il Trattato sull’Alto Mare, ufficialmente denominato Accordo sulla biodiversità oltre le giurisdizioni nazionali (BBNJ), è entrato in vigore, segnando un momento storico per la conservazione degli oceani e il loro utilizzo sostenibile.

L’Unione europea e i suoi Stati membri celebrano l’avvio di un accordo che introduce un sistema di governance comune per circa metà della superficie del pianeta e il 95% del volume degli oceani, il più grande habitat naturale della Terra.

L’accordo fornisce per la prima volta un quadro giuridico internazionale che consentirà di istituire aree marine protette in alto mare, regolamentare l’utilizzo delle risorse genetiche marine, valutare l’impatto ambientale delle attività umane attuali e future e sostenere i Paesi in via di sviluppo attraverso programmi di rafforzamento delle capacità e trasferimento di tecnologie marine. Ad oggi, il Trattato è stato ratificato da 81 Parti, tra cui l’UE e 16 Stati membri, ed è stato firmato da 145 Paesi.

L’Unione europea ha svolto un ruolo chiave nella leadership politica e nei negoziati, che hanno portato all’adozione dell’accordo nel 2023, considerata un grande successo del multilateralismo e un traguardo storico nel diritto internazionale e nella governance degli oceani. Il 19 settembre 2025 è stata raggiunta la soglia delle 60 ratifiche necessarie, permettendo l’entrata in vigore dell’accordo 120 giorni dopo, il 17 gennaio 2026.

In qualità di co-presidente della High Ambition Coalition on BBNJ, che riunisce 46 Paesi, l’UE conferma un forte impegno politico anche nella fase di attuazione. Sono già in corso i lavori preparatori per la prima Conferenza delle Parti (COP), che si terrà entro un anno dall’entrata in vigore del Trattato e che sarà cruciale per definire le modalità operative del nuovo sistema di governance.

A sostegno dell’implementazione dell’accordo, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, l’UE ha inoltre lanciato il Global Ocean Programme, un programma finanziato dall’Unione per 40 milioni di euro, presentato alla terza Conferenza ONU sugli Oceani. La prima fase prevede 10 milioni di euro di assistenza tecnica su richiesta, già pienamente operativa. Parallelamente, l’UE contribuisce in modo significativo anche ai lavori iniziali del Segretariato BBNJ, ospitato dalla Divisione ONU per gli Affari Oceanici e il Diritto del Mare (DOALOS), rafforzando il proprio ruolo di primo piano nella tutela globale degli oceani.

Area
Unione europea