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    REDAZIONALE
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    Presidio ART-ER a Bruxelles
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Da sapere

Ucraina, Medio Oriente, ruolo globale, resilienza e preparazione dell’UE saranno i temi al centro dell’ultimo Consiglio Europeo del 2024. Previsto per giovedì 19 dicembre, sarà il primo summit presidiato dal nuovo presidente Antonio Costa. A fine dicembre, si chiude inoltre la Presidenza ungherese del Consiglio dell’Unione Europea. Con il primo semestre del 2025 comincia un nuovo trio di Presidenze con Polonia, Danimarca, Cipro.

Un nuovo ciclo politico

Il 1° dicembre, con l’insediamento della nuova Commissione Europea e del Presidente del Consiglio Europeo, si è ufficialmente concluso il processo di rinnovamento istituzionale iniziato lo scorso giugno con le elezioni europee. La maggioranza che il 27 novembre ha votato per l’approvazione del Collegio “Von der Leyen bis” è la più debole mai ottenuta da un/a Presidente e dalla sua squadra di Commissari/e. Con l’alleanza tra Partito Popolare Europeo, Partito Socialista Europeo, Renew Europe e Verdi indebolita dalla fase delle audizioni di Vicepresidenti esecutive/i e Commissari/e e con i popolari che rivolgono sempre di più lo sguardo a destra, la prospettiva è quella di una maggioranza parlamentare a geometria variabile, definita più dalle questioni specifiche che dagli accordi politici. Come avvenuto per il voto sul collegio di Commissari, saranno in particolare i Conservatori e Riformisti Europei e il loro avvicinamento al Partito Popolare a giocare un ruolo potenzialmente importante nel delineare nuovi equilibri tra forze politiche.
 

Al via il Von der Leyen bis

Commissione europea 2024-2029
© European Union 2024 - Source: EP

La Presidente ha annunciato che la prima iniziativa della nuova Commissione sarà il "Competitiveness Compass", una strategia per la competitività che, raccogliendo gli input del Rapporto Draghi, si baserà su tre pilastri: colmare il divario di innovazione, realizzare un piano comune per la decarbonizzazione e la competitività, aumentare la sicurezza e ridurre le dipendenze.

Attesi per i primi 100 giorni il "Clean Industrial Deal", un Libro Bianco sul futuro della difesa europea, la “AI Factories initiative”, un piano d'azione sulla sicurezza informatica per le infrastrutture sanitarie, una Visione per l'agricoltura e l'alimentazione, le revisioni della politica di allargamento e gli “Youth Policy Dialogues” - che ogni commissario potrà realizzare per dare più voce alle future generazioni.
 

Le proposte per il nuovo quadro finanziario pluriennale

Sempre da parte della Commissione Europea sono attese anche le prime proposte per il nuovo Multiannual Financial Framework (MFF). Si tratta di un bilancio pluriennale che dovrà sostenere l’UE nella risposta a sfide interne e globali sempre più pressanti. Sulla definizione della prossima programmazione influiranno certamente nuove priorità emergenti, a partire da difesa e sicurezza, migrazione, allargamento, energia e cambiamento climatico.

È di particolare interesse per i territori il dibattito sul futuro della coesione, la principale politica di investimento europea – finanziata attualmente con un terzo del bilancio 2021-2027. Con Next Generation UE e i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza previsti dal Dispositivo per la ripresa e resilienza (RRF), è stato introdotto un “nuovo modello” di governance degli investimenti pubblici europei, basato su obiettivi, risultati e riforme e gestito dagli Stati membri. Per questo, tra gli scenari possibili, rientra una politica di coesione “trasformata” secondo il paradigma dell’RRF. Nella fase di negoziato che si aprirà nel 2025, sarà fondamentale per i territori europei garantire contestualmente il mantenimento di un budget adeguato e del ruolo delle regioni nella definizione e nell’implementazione della politica di coesione. Per approfondire l’impegno della Regione Emilia-Romagna in questo contesto, leggi la news sul sito della Delegazione presso l’UE.
 

Verso un'Europa "allargata"

Anche il tema dell’allargamento, trattato a 360 gradi nel Pacchetto adottato a fine ottobre dalla Commissione, risulterà centrale nel nuovo anno. Dopo le sempre maggiori “aperture” a est e verso i Balcani occidentali e con l’avvio dei negoziati di adesione con Ucraina, Moldova e Bosnia-Erzegovina, emerge sempre di più la necessità di riformare l’Unione Europea e di renderla in grado di funzionare al meglio con un numero maggiori di Stati Membri.
 

L'UE nel contesto globale

Mentre sono ancora in corso i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, la situazione a livello globale continua a complicarsi con situazioni di tensione che emergono su vari fronti, in particolare in Siria e Corea del Sud. Il 2024 è stato un anno straordinario per il numero di elezioni che si sono tenute a livello mondiale, a partire dal voto negli Stati Uniti. In un contesto geopoliticamente mutato e instabile, l’inizio del 2025 vedrà anche l’insediamento del neoeletto presidente Donald Trump, che potrebbe determinare un cambiamento anche nelle relazioni transatlantiche e in particolare, in materia di sicurezza e difesa.

A livello globale, dunque, il 2025 si prospetta un anno pieno di sfide da affrontare per l’UE che dovrà continuare a perseguire una trasformazione verde, digitale e sociale e cercare di imporsi anche in materia di autonomia strategica e competitività, facendo proprie le indicazioni racchiuse nei tre RapportiLetta, Draghi ed Heitor - che hanno già accompagnato parte del 2024.


 

A cura del Presidio ART-ER a Bruxelles - Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’UE

La Delegazione presso l’UE è la struttura di collegamento della Regione Emilia-Romagna con Istituzioni, organi, Agenzie UE e con gli stakeholder europei. E' parte della Direzione Generale Risorse Europa Innovazione e Istituzioni della Regione Emilia-Romagna e opera tra Bruxelles, Bologna e Parma, svolgendo un'attività strategica negli ambiti UE di interesse regionale e promuovendo l'intero sistema Emilia-Romagna a livello europeo. Visita il sito web della Delegazione.

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Unione europea