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La Commissione europea ha presentato la prima “Roadmap verso i Nature Credits”, un’iniziativa che punta a mobilitare investimenti privati in progetti che ripristinano, proteggono e valorizzano la natura. Lo strumento è pensato per ricompensare economicamente chi contribuisce in modo misurabile alla tutela degli ecosistemi.
I Nature Credits rappresentano un sistema innovativo per riconoscere il valore delle azioni “nature-positive” realizzate da imprese, enti pubblici, istituzioni finanziarie o cittadini. Interventi come la restaurazione delle zone umide o l’espansione delle aree forestali potranno essere certificati da organismi indipendenti, garantendo trasparenza e credibilità agli investitori che scelgono di finanziare la transizione ecologica.
Un'opportunità per ambiente e imprese
Con oltre il 75% delle imprese dell’area euro dipendenti dalla natura, i Nature Credits si configurano come uno strumento chiave per trasformare la tutela ambientale in valore economico concreto. Oltre a contribuire al ripristino della biodiversità, i crediti offrono nuove fonti di reddito per agricoltori, silvicoltori, pescatori, proprietari terrieri e comunità locali, sostenendone la resilienza economica.
I potenziali investitori sono numerosi: dalle grandi aziende e istituzioni finanziarie ai piccoli investitori e soggetti pubblici. Secondo la presidente von der Leyen i Nature Credits, se ben progettati, saranno uno strumento di mercato efficace per attirare investimenti privati e stimolare l’innovazione ambientale.
Regole chiare e mercato credibile
La roadmap, sviluppata con un ampio coinvolgimento di stakeholder, propone un approccio bottom-up che punta a colmare il gap di investimenti ecologici. I Nature Credits saranno complementari al finanziamento pubblico, rappresentando una fonte volontaria e aggiuntiva per sostenere azioni ambientali.
Il piano prevede lo sviluppo di standard condivisi, certificazioni affidabili e un sistema di governance robusto, per garantire efficacia e evitare fenomeni di greenwashing, senza generare nuovi oneri burocratici.
L’UE ha già stanziato il 10% del proprio bilancio per la biodiversità entro il 2026-2027 e prevede di raddoppiare gli investimenti esterni fino a 7 miliardi di euro. Tuttavia, con un fabbisogno stimato in 65 miliardi di euro l’anno, sarà fondamentale combinare risorse pubbliche e private per ottenere risultati su larga scala.
Partecipazione aperta e progetti pilota
La Commissione invita aziende, ricercatori, governi e cittadini a contribuire allo sviluppo dell’iniziativa: una consultazione pubblica è aperta fino al 30 settembre 2025. In parallelo, viene istituito un gruppo di esperti per accompagnare la nascita del mercato dei Nature Credits: le candidature per la prima selezione sono aperte fino al 10 settembre 2025.
Sono già in corso progetti pilota in Francia, Estonia e Perù, in collaborazione con partner internazionali come il Biodiversity Credit Alliance, il World Economic Forum e l’International Advisory Panel on Biodiversity Credits. I Nature Credits potranno inoltre sostenere gli Stati membri nell’attuazione della Nature Restoration Regulation e contribuire agli obiettivi globali della Strategia ONU per la biodiversità.











