- Tipo NewsREDAZIONALE
- FontePresidio ART-ER a Bruxelles
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Da sapere
Il Consiglio Competitività (Competitiveness Council) è una delle diverse formazioni in cui si riunisce il Consiglio dell’UE. Il suo obiettivo principale è rafforzare la competitività e la crescita economica dell’UE, intervenendo in quattro ambiti chiave: mercato interno, industria, ricerca e innovazione e spazio. Ai lavori del Consiglio partecipano anche i Commissari europei competenti per materia. Tra le sue priorità figurano la rimozione delle barriere al mercato interno, il miglioramento del tessuto imprenditoriale europeo e il rafforzamento della base scientifica e tecnologica dell’Unione. Il Consiglio Competitività si riunisce generalmente quattro volte l’anno.
Il Consiglio Competitività riunisce regolarmente i ministri degli Stati membri competenti in materia di commercio, economia, industria, ricerca e innovazione e spazio, e nell'ultimo incontro che si è tenuto a Bruxelles nelle giornate 8 e 9 dicembre ha preso decisioni significative sul futuro Fondo europeo Competitività e Horizon Europe 2028-2034.
La prima giornata di lavori è stata dedicata ai temi del Mercato interno e dell’industria, con un focus su semplificazione normativa, Fondo europeo di competitività (European Competitiveness Fund - ECF) e rimozione degli ostacoli al mercato interno. La seconda giornata ha invece affrontato le politiche europee in materia di ricerca e innovazione e di spazio. In tale contesto, la Presidenza danese ha presentato lo status delle negoziazioni sul futuro programma quadro per la R&I, Horizon Europe 2028–2034, discusso gli emendamenti al Regolamento europeo relativo alla Joint Undertaking EuroHPC e avviato un confronto sul futuro EU Space Act.
Verso il nuovo Fondo europeo di competitività
Il futuro Fondo europeo di competitività è stato al centro di un dibattito politico in seno al Consiglio Competitività, che ha visto il confronto tra i ministri degli Stati membri e Stéphane Séjourné, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Prosperità e la strategia industriale.
Durante il dibattito, i ministri hanno richiesto un ruolo più incisivo degli Stati membri nella governance del Fondo, ritenuta troppo sbilanciata verso una forte centralità della Commissione nella definizione delle priorità strategiche da finanziare. In tale prospettiva, è stato proposto di attribuire un ruolo più rilevante al futuro comitato generale dell’ECF, chiamato a fornire orientamenti strategici e consulenza alla Commissione sull’orientamento strategico del Fondo. Diversi ministri hanno inoltre ribadito la necessità di concentrare i finanziamenti del Fondo sui progetti più promettenti e strategici per il rafforzamento della competitività europea.
La Commissione ha invece sottolineato la necessità di preservare un elevato grado di flessibilità sia nell’utilizzo delle risorse del Fondo sia nei meccanismi di individuazione delle priorità, proponendo una governance più snella e in parte condivisa con il secondo pilastro del futuro Horizon Europe 2028–2034. La Presidenza danese ha inoltre presentato il progress report sullo status dei negoziati per l’ECF, proponendo compromessi iniziali sulla posizione degli Stati membri volti ad accrescere il loro ruolo nei processi decisionali del Fondo e introdurre criteri generali per l’allocazione delle risorse. Nel report, la Presidenza chiede inoltre maggiori chiarimenti su diversi strumenti che verranno introdotti tramite il Fondo, come l’ECF InvestEU Instrument, l’ECF project advisory e lo EU for Business Network.
Come già accaduto in precedenti riunioni del Consiglio, i ministri rappresentanti dei cosiddetti “paesi widening”, hanno infine richiamato con forza il tema dell’equilibrio geografico, per evitare che i finanziamenti si concentrino nelle aree industriali tradizionalmente più forti dell’Unione.
Horizon Europe: punti di raccordo e nodi irrisolti
Per quanto riguarda il futuro Horizon Europe 2028–2034, i ministri hanno discusso le priorità strategiche in materia di ricerca e innovazione, con particolare attenzione alle future EU partnership e allo stato di avanzamento dei negoziati.
La Presidenza danese ha presentato il progress report sulle negoziazioni di Horizon Europe che, analogamente al report sull’ECF, sintetizza le posizioni emerse finora e individua i primi possibili punti di compromesso tra gli Stati membri. Tra i punti di accordo trovati dal Consiglio figurano il rafforzamento delle Infrastrutture di Ricerca e Tecnologia, l’integrazione delle scienze umane e sociali nel programma e il ruolo centrale dello European Research Council.
Nel corso del dibattito, i ministri hanno inoltre indicato le aree strategiche verso cui concentrare le future call di Horizon Europe, tra cui: intelligenza artificiale, semiconduttori, tecnologie quantistiche, biotecnologie e scienze della vita, materiali avanzati, energia pulita e infrastrutture energetiche, salute, spazio, difesa e sicurezza.
È stata poi ribadita l’importanza di introdurre misure di semplificazione per rendere l’accesso ai finanziamenti più agevole per i beneficiari. Anche la collaborazione internazionale con partner globali che condividono gli stessi valori dell’Unione è ritenuta fondamentale, pur mantenendo, allo stesso tempo, una forte attenzione alla sovranità tecnologica europea e alla sicurezza della ricerca.
Per quanto riguarda la governance di Horizon Europe, permangono tuttavia diverse incertezze, in particolare in relazione al collegamento strategico con il Fondo europeo di competitività. Secondo i piani della Commissione, tale collegamento dovrebbe avvenire tra la componente “Competitività” del secondo pilastro di Horizon Europe e le quattro finestre politiche del Fondo, attraverso un Work Programme unico e un’unica comitologia incaricata di definire le priorità strategiche. Tale impostazione rischia, da un lato, di indebolire il ruolo degli Stati membri nella governance dei due Fondi e, dall’altro, di generare squilibri tra le opportunità di finanziamento destinate a progetti ad alta maturità tecnologica e quelle rivolte alla ricerca di base.
Altri temi discussi
Nel corso dei due giorni di lavori, sono stati affrontati anche i seguenti temi chiave della politica industriale e della ricerca e innovazione europee:
- Semplificazione amministrativa. I ministri hanno discusso il Rapporto annuale su semplificazione, implementazione e applicazione, presentato dal Commissario europeo Valdis Dombrovskis. Il documento segnala progressi verso l’obiettivo di ridurre del 25% gli oneri amministrativi e del 35% quelli per le PMI, per un risparmio stimato di 37,5 miliardi di euro. Pur accogliendo positivamente tali sforzi, le delegazioni hanno segnalato il rischio di nuovi oneri derivanti da future legislazioni europee e hanno richiamato l’importanza di un uso coerente degli strumenti di better regulation e di soluzioni digitali, in particolare a beneficio delle PMI.
- Emendamenti Regolamento del Consiglio sulla Joint Undertaking europea per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC). Il testo approvato fornisce una base giuridica per la creazione delle future AI Gigafactories, ovvero grandi infrastrutture destinate alla produzione, allo sviluppo e all’addestramento di modelli avanzati di IA. Tali strutture saranno realizzate attraverso partenariati pubblico-privati che coinvolgeranno Stati membri, industria e altri attori rilevanti, can una call prevista per gennaio 2026. Contestualmente, viene istituito un pilastro specifico per le tecnologie quantistiche all’interno di EuroHPC JU, con l’obiettivo di coordinare gli investimenti e accelerare lo sviluppo del calcolo quantistico, anche in sinergia con le infrastrutture di supercalcolo già esistenti.
- EU Space Act. I ministri hanno accolto con favore la relazione sui progressi dello EU Space Act, confermando il sostegno agli obiettivi di sicurezza, resilienza e sostenibilità. Diverse delegazioni hanno tuttavia osservato che alcune parti della proposta risultano eccessivamente complesse e necessitano di ulteriori interventi di semplificazione. Sono state inoltre espresse preoccupazioni circa i potenziali costi di conformità e il rischio di un aumento degli oneri amministrativi per gli operatori europei del settore spaziale.
- Scaleup Europe Fund. I ministri sono stati informati della creazione dello Scale-up Europe Fund, un nuovo strumento europeo dedicato al finanziamento di startup deep-tech. Il fondo sarà lanciato nella primavera del 2026 come iniziativa nell’ambito dello European Innovation Council e disporrà di un budget complessivo di 5 miliardi di euro, finanziato dalla Commissione e da investimenti privati, che dovrebbero coprire almeno l’80% delle risorse totali.
Next step: la nuova Presidenza cipriota e le priorità per la ricerca e innovazione
La fine del 2025 coincide con la conclusione del semestre di Presidenza danese del Consiglio dell’UE. La Danimarca ha svolto un ruolo centrale nell’avvio dei negoziati sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034 e, in questo contesto, su Fondo europeo di competitività e Horizon Europe. Sebbene restino ancora aperte alcune questioni cruciali, in particolare la governance dei due strumenti e l’allocazione del budget tra le diverse componenti di Horizon Europe, la Presidenza ha fornito un impulso decisivo all’avvio delle trattative, facendo emergere fin da subito i principali nodi da affrontare nei prossimi mesi.
Il testimone passa ora a Cipro che assumerà la Presidenza del Consiglio dell’UE il 1° gennaio 2026. Le priorità della nuova Presidenza saranno presentate prima della fine dell'anno. Secondo le prime indiscrezioni, queste includeranno diverse iniziative nel campo della ricerca e innovazione, tra cui il proseguimento dei negoziati su Horizon Europe con l’obiettivo di raggiungere una posizione comune del Consiglio entro la primavera, la risposta alla proposta della Commissione sullo European Innovation Act e l’avanzamento dei negoziati sul programma Euratom.
A cura del Presidio ART-ER a Bruxelles - Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’UE
La Delegazione presso l’UE è la struttura di collegamento della Regione Emilia-Romagna con Istituzioni, organi, Agenzie UE e con gli stakeholder europei. E' parte della Direzione Generale Risorse Europa Innovazione e Istituzioni della Regione Emilia-Romagna e opera tra Bruxelles, Bologna e Parma, svolgendo un'attività strategica negli ambiti UE di interesse regionale e promuovendo l'intero sistema Emilia-Romagna a livello europeo. Visita il sito web della Delegazione.









