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    Commissione europea
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Un nuovo sondaggio Eurobarometro pubblicato a giugno evidenzia in modo netto le principali sfide urbane che affliggono le città europee e le priorità d’investimento percepite dai cittadini. A fronte del fatto che già oggi il 75 % della popolazione UE vive in aree urbane – una percentuale destinata a crescere fino al 78 % entro il 2050 – le città si confermano come poli fondamentali di economia, innovazione, occupazione e accesso ai servizi. Ma è proprio in questi ambiti che emergono le maggiori criticità.

Il problema più avvertito dai cittadini riguarda la mancanza di alloggi a prezzi accessibili, indicato come sfida principale dal 51 % degli intervistati. Seguono a breve distanza la disoccupazione o la scarsità di opportunità di lavoro (33 %), la qualità insufficiente dei servizi pubblici (32 %) e la povertà e il fenomeno dei senzatetto (32 %). Queste priorità variano tra contesti urbani e rurali, ma è chiaro che nelle città la pressione su servizi, accesso al lavoro e abitazione è particolarmente sentita.

Tra gli interventi considerati più urgenti, coloro che vivono in aree urbane indicano soprattutto il miglioramento dei servizi pubblici (42 %) e il potenziamento della sicurezza degli spazi pubblici (36 %), mentre altre questioni evidenziate come bisognose di attenzione includono trasporti pubblici efficienti (29 %) e nuove opportunità economiche e imprenditoriali (29 %). Si delinea così un quadro di aspettative molto concreto nei confronti delle politiche urbane.

In risposta a queste sfide, la Commissione europea sta lavorando a una nuova Agenda per le Città, che si affiancherà all’attuale Urban Agenda for the EU. L’obiettivo è rafforzare la coerenza delle politiche urbane e sostenere modelli di sviluppo locale inclusivi e sostenibili, anche attraverso il coinvolgimento diretto di autorità locali, ONG e cittadini.

A livello finanziario, nell’ambito della politica di Coesione, Bruxelles propone una serie di misure incisive: tra queste, l’aumento dei fondi nazionali dedicati all’edilizia accessibile, la semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato per progetti abitativi e, soprattutto, l’adozione del nuovoEuropean Affordable Housing Plan” prevista per il primo trimestre 2026.

Il sondaggio conferma inoltre l’importanza di un approccio “place-based”, che tenga conto delle specificità territoriali e favorisca politiche urbane mirate, capaci di affrontare contemporaneamente temi come abitazione, lavoro, mobilità, sicurezza e qualità della vita.

In conclusione, dalle città europee arriva una richiesta chiara e articolata: politiche urbane più efficaci, partecipate e finanziate, in grado di rispondere ai bisogni reali dei cittadini. La nuova Agenda per le Città intende offrire proprio questo: una visione urbana moderna, resiliente e orientata al benessere collettivo.

Area
Unione europea