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Regioni e città europee chiedono di intensificare gli sforzi di adattamento ai cambiamenti climatici attraverso un approccio realmente multilivello, rafforzando il monitoraggio dei rischi e delle vulnerabilità e migliorando l’efficacia delle politiche di prevenzione. È quanto emerge dal parere del Comitato europeo delle Regioni (CdR) adottato all’unanimità durante la sessione plenaria dell’11 dicembre.
Nel documento, le autorità locali e regionali sottolineano che il costo dell’inazione sarebbe di gran lunga superiore agli investimenti necessari per l’adattamento e che le misure di mitigazione e adattamento producono benefici diretti anche per la salute dei cittadini. In questo contesto, il CdR accoglie con favore l’intenzione della Commissione europea di presentare, nella seconda metà del 2026, una iniziativa europea sulla resilienza climatica e la gestione dei rischi, proponendo inoltre di fissare un obiettivo UE al 2050 per l’adattamento climatico.
Secondo regioni e città, il futuro quadro europeo dovrebbe promuovere l’adattamento come una nuova forma culturale di cambiamento sociale ed economico, integrando il principio “resilient by design” e incorporando prevenzione e preparazione in tutte le politiche e nei processi di pianificazione. Centrale è anche il coinvolgimento sistematico delle autorità locali e regionali nella definizione e attuazione delle politiche, nonché il rafforzamento della dimensione dell’adattamento nei Piani nazionali per l’energia e il clima.
Il CdR invita gli Stati membri a istituire strutture nazionali di coordinamento per l’adattamento multilivello, con criteri chiari sulla distribuzione di competenze e responsabilità, avvertendo che la mancanza di chiarezza può causare perdite di vite umane e danni agli ecosistemi. L’adattamento dovrebbe inoltre essere integrato nelle strategie di sviluppo regionale, nella pianificazione territoriale e urbana, dando priorità alle soluzioni basate sulla natura.
Preoccupazioni vengono espresse anche sul prossimo bilancio pluriennale dell’UE: trattare clima e ambiente solo come priorità trasversali rischierebbe di indebolire l’azione climatica e di rallentare gli interventi a livello locale e regionale, complicando l’accesso a finanziamenti mirati. Il CdR critica inoltre la possibile centralizzazione dei fondi di coesione, che potrebbe ridurre il coinvolgimento delle autorità territoriali.
Infine, il Comitato sollecita la Commissione a sviluppare strumenti per facilitare il finanziamento privato e incentivare gli investimenti locali e regionali, anche attraverso un tavolo permanente con la Banca europea per gli investimenti. Viene ribadita l’importanza di rafforzare la capacità amministrativa dei territori, migliorare la disponibilità di dati disaggregati a livello locale e comunicare l’adattamento climatico come una opportunità positiva di cambiamento sociale ed economico.











