- Tipo NewsINTERVISTA
- FonteART-ER
- Del
Continuiamo la sezione "Il progetto del mese" con un'intervista alla Fondazione Teatro Comunale di Modena, che ha partecipato con successo al bando del programma europeo Europa Creativa.
In particolare, per raccontare questa esperienza di successo abbiamo intervistato il Teatro Comunale di Modena, la principale istituzione musicale della città e famosa nel mondo per la sua tradizione lirica. La sua attività è costituita dalle stagioni annuali di opera, concerti e balletto, oltre a spettacoli di musica contemporanea e a programmi educativi per i giovani e per le scuole e dal Modena Belcanto Festival. La stagione d’opera presenta circa sette titoli all’anno e propone spettacoli dal contemporaneo al grande repertorio.
L'intervista vuole essere uno spunto di riflessione e di ispirazione per altri soggetti interessati a partecipare ai bandi di finanziamento europei.
Il progetto europeo BUTTERFLY e l'esperienza del Teatro Comunale di Modena
Breve descrizione del progetto
Il “Progetto Butterfly” è nato con l’obbiettivo di ripercorrere ogni fase della creazione e produzione operistica per sperimentare e testare buone pratiche di sostenibilità e confrontarsi con un sistema teatrale che, anche grazie al network di Opera Europa, coinvolge oltre duecento teatri in tutto il continente. Guidato dal Teatro Comunale di Modena, il progetto ha vinto nel 2023 il bando Europa Creativa per la cooperazione internazionale con una partnership costituita dai teatri Opera Box di Helsinski, Opera Baltica di Danzica, dall’agenzia per l’ambiente AESS di Modena, dall’agenzia tedesca Heimspiel specializzata in realtà virtuale e intelligenza artificiale e dall’agenzia di comunicazione europea GOPAcom con sede a Bruxelles. L'ideazione dell'opera e del libretto è iniziata dunque con una fase di co-creazione realizzata dagli studenti delle scuole superiori delle tre città coinvolte – Modena, Danzica e Helsinki - attraverso due cicli di incontri, il primo moderato dalle agenzie per l’ambiente delle tre città coordinate da AESS, il secondo dai tre librettisti dell’opera.
Come è organizzato il vostro Ente per l’avvio e la gestione di nuove progettualità europee?
Il Teatro Comunale vanta ormai sette anni di esperienza nella gestione diretta di progetti europei nel campo della cooperazione internazionale. Non esiste personale esclusivamente dedicato ai progetti ma, grazie all’esperienza maturata, si è strutturato al suo interno un gruppo di lavoro specializzato nelle diverse funzioni di progettazione, amministrazione, gestione artistica e operativa. D’altra parte, lo scopo di sviluppare questo tipo di progetti era proprio quello di un ‘capacity building’ che permettesse all’ente di crescere in questo settore e che è stato pienamente realizzato.
Nel caso specifico, è nato prima il progetto o l'individuazione del bando? Il progetto si inserisce nella strategia dell’Ente?
In questo caso il progetto si è configurato come conseguente a un precedente progetto di coproduzione operistica, dal titolo CrossOpera, dedicato al tema dell’integrazione culturale. Si trattava di un progetto Europa Creativa di cooperazione internazionale, di dimensioni ‘piccole’, con due teatri partner da Austria e Serbia. Visto l’esito molto positivo, abbiamo deciso di tentare una seconda edizione, questa volta di dimensioni ‘medie’, con sei partner europei e dedicato in questo caso alla sostenibilità ambientale.
Scrittura del progetto: è stato realizzato in autonomia o con il supporto esterno?
Mentre per CrossOpera avevamo fatto la scrittura in autonomia, sostenuti dalla consulenza dell’ufficio progetti europei del Comune di Modena, in questo caso ci siamo rivolti ad un’agenzia esterna. Una decisione dettata da diversi fattori: dal fatto che il progetto era di maggiori dimensioni, dunque più complesso; dal fatto che il nuovo bando di Europa Creativa 2021-2027 era molto diverso dal precedente, e più impegnativo, e anche dal fatto che la partecipazione al programma sta diventando sempre più selettiva, il numero dei partecipanti è in aumento ed è sempre più difficile ottenere il finanziamento. Mentre in passato si poteva tutto sommato pensare di ‘provare’ a candidare un progetto, oggi, per la mole di lavoro nella compilazione della domanda e la qualità richiesta ai progetti, non è più pensabile.
Partner di progetto: la creazione del partenariato rappresenta una rete già esistente o è stata creata ad hoc?
Il partenariato è sicuramente l’aspetto più difficile nella formulazione e realizzazione di questi progetti il cui obiettivo principale è, non a caso, proprio la cooperazione internazionale. Abbiamo visto che, nel tempo, la cosa più efficace è selezionare una rete di partner storici, solidi, affidabili, da rinnovare di volta in volta con nuove collaborazioni. È poi fondamentale lavorare con i partner già in fase di progetto. È controproducente costruire un progetto prima di avere individuato il partenariato. Il progetto deve essere ritagliato sulle competenze e sulla natura dei diversi partner, che devono contribuire alla progettazione. Bisogna tenere presente che alla difficoltà iniziale di reperire partner in paesi diversi, e con funzioni talvolta molto diverse dalla propria, segue quella di una collaborazione continuativa nel tempo ed è solo nei momenti di difficoltà, non nell’entusiasmo iniziale, che si testa l’affidabilità dei soggetti.
Quali sono le complessità di coordinare le attività di un partenariato europeo? E come le state affrontando?
Le difficoltà sono molte. Una è sicuramente la responsabilità di gestire la burocrazia del progetto e il rapporto con l’agenzia europea, nonché della gestione del budget. L’altra quella di mettere d’accordo e di armonizzare un team di lavoro fatto di tante persone spesso diverse per punti di vista, professionalità, background culturale e organizzazione del lavoro. Ma questo va visto anche come stimolo tipico di questo tipo di progetti, come spinta ad adattarsi e a costruire nuove competenze, a essere più flessibili e a scoprire realtà diverse dalla nostra.
Visto che il progetto è quasi al termine, quali sono gli elementi positivi rispetto alla realizzazione delle attività progettuali?
Una delle cose più positive è stata quella di lavorare con gli studenti, dando a loro la responsabilità di sviluppare una parte importante del progetto. Questo ha portato a delle difficoltà iniziali, da parte loro anche, ma una volta superate abbiamo raccolto tutti grandi soddisfazioni. Siamo riusciti a coinvolgerli nel progetto e a portare le loro idee e il loro lavoro in un’opera lirica che ha girato diversi teatri europei. Sessanta studenti di Danzica sono venuti a Modena alla prima dell’opera per vedere la storia che avevano scritto rappresentata sul palcoscenico in una grande produzione lirica. Poi, in quasi tutte le attività, sia per la natura del partenariato, sia per un tema particolarmente coinvolgente, il risultato è stato superiore alle aspettative. L’accoglienza delle opere, in Italia e all’estero, è stata ottima. Ci ha sorpreso anche il successo della partecipazione al Festival Ars Electronica di Linz, e ci è stato molto utile anche lavorare con AESS, l’agenzia per l’ambiente.
Che suggerimenti dareste a chi vuole intraprendere il percorso che avete affrontato?
Primo, di pensare a questi progetti come a un’opportunità di crescita, anche se faticosa, e di collaborazione in contesto europeo, non come a un mero canale di finanziamento. Secondo, è molto meglio ideare dei nuovi progetti seguendo fin dall’inizio le linee guida del bando che non cercare di adattare a fatica un progetto preesistente.
Programma e bando di riferimento
Europa Creativa è il programma faro dell’UE a sostegno dei settori culturali e creativi. E' strutturato in tre sezioni: la sezione ‘Cultura’ che supporta tutti i settori culturali e creativi ad esclusione dell’audiovisivo; la sezione ‘Media’ appositamente dedicata al settore audiovisivo e cinematografico; la sezione ‘Transettoriale’ che promuove azioni innovative tra i diversi settori culturali e creativi, sostiene la cooperazione a livello di politiche culturali e il rafforzamento in Europa del settore del giornalismo e dei media dell’informazione.
Il bando di riferimento, che rientra nel quadro della sezione Cultura di Europa Creativa, è denominato "Progetti di cooperazione europea" (CREA-CULT-2022-COOP) e finanzia tre categorie di progetti di diversa portata e dimensione: progetti di piccola, media e larga scala.

