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Asylum and Migration Strategy

Il 29 gennaio 2026 la Commissione Europea ha pubblicato la nuova Strategia europea in materia di asilo e migrazione riaffermando la volontà dell’Unione Europea di approfondire l’approccio comune in materia di migrazione e asilo, definendo obiettivi politici ed azioni concrete per i prossimi cinque anni.

In particolare, il documento traccia la rotta per raggiungere tre obiettivi fondamentali: prevenire la migrazione irregolare e smantellare le reti criminali di trafficanti, proteggere chi fugge da guerre e persecuzioni evitando gli abusi del sistema, e attrarre talenti per sostenere la competitività economica europea. 

Per farlo, la Strategia si articola attorno a cinque priorità chiave:

  1. Rafforzare la diplomazia migratoria;
  2. Frontiere esterne dell'UE più solide per migliorare controllo e sicurezza;
  3. Un sistema di asilo e migrazione equo, rigoroso e adattabile;
  4. Rimpatri e riammissioni più efficaci;
  5. Mobilità di lavoratori e talenti per aumentare la competitività.

 

Rafforzare la diplomazia migratoria

Nei prossimi anni l’UE punta a consolidare una diplomazia migratoria più assertiva, capace di prevenire le partenze irregolari, ridurre i rischi lungo le rotte e sostenere la diminuzione degli arrivi illegali registrata negli ultimi anni. La gestione della migrazione è una responsabilità condivisa: per questo la Commissione, insieme agli Stati membri, intensificherà il lavoro con i partner internazionali attraverso una serie di azioni mirate:

  • Promuovere partenariati ampi, strutturati e reciprocamente vantaggiosi, in grado di garantire una cooperazione efficace e fondata sui diritti in materia di migrazione.
  • Utilizzare incentivi e leve trasversali ai diversi settori e ambiti politici, come la politica dei visti, il commercio e il sostegno finanziario.
  • Attuare un approccio “lungo tutta la rotta” che aiuti i Paesi partner a sviluppare sistemi di migrazione e asilo resilienti e rispettosi della dignità umana, anche attraverso misure di protezione più vicine ai Paesi di origine. I centri polifunzionali situati lungo le rotte possono offrire modalità innovative di gestione congiunta dei flussi migratori.
  • Rafforzare ulteriormente la lotta globale contro il traffico di migranti per prevenire viaggi pericolosi, anche tramite una Global Alliance potenziata, nuovi strumenti per tracciare attività digitali e finanziarie illecite e un nuovo regime sanzionatorio.
  • Promuovere percorsi di protezione e sostenere i rimpatri dai Paesi terzi, così da ridurre la pressione sui partner e proteggerli dagli abusi dei trafficanti.
     

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Passaporto

Frontiere esterne dell’UE più solide per migliorare controllo e sicurezza

Frontiere esterne robuste, in grado di garantire un controllo efficace su chi entra nell’Unione, sono essenziali per la politica migratoria europea e per la salvaguardia dello spazio Schengen. Per consolidare e intensificare i progressi già compiuti, l’Unione si impegna a:

  • Realizzare il sistema di gestione delle frontiere digitali più avanzato al mondo, attraverso la piena operatività dell’Entry/Exit System (EES) e l’avvio del nuovo sistema europeo di autorizzazione ai viaggi (ETIAS).
  • Sottoporre a screening tutte le persone che arrivano irregolarmente nell’Unione e applicare, a partire da giugno di quest’anno, le procedure di frontiera previste dal Patto alle frontiere esterne.
  • Rafforzare ulteriormente il ruolo di Frontex, mediante una revisione del suo regolamento istitutivo, così da potenziarne capacità operative, presenza sul terreno e contributo alla gestione integrata delle frontiere.

 

Un sistema di Asilo e migrazione equo, rigoroso e adattabile 

Il Patto su Migrazione e Asilo rappresenta il pilastro della politica europea in materia di asilo e migrazione: rafforza la protezione delle frontiere esterne, introduce norme più stringenti contro gli abusi e garantisce un equilibrio tra responsabilità e solidarietà. La sua piena attuazione, operatività e ulteriore evoluzione richiederanno un impegno costante nei prossimi anni. In particolare, l’Unione intende:

  • Supportare le autorità nazionali nell’applicazione delle nuove norme, attraverso team dedicati della Commissione e ulteriori 3 miliardi di euro per istituire procedure più efficienti e prevenire meglio i movimenti secondari non autorizzati.
  • Garantire la continuità della solidarietà tra Stati membri, dando seguito all’adozione del primo Solidarity Pool e assicurando sostegno concreto ai Paesi sottoposti a maggiore pressione.
  • Rafforzare e completare ulteriormente il Patto, adattandolo alle nuove sfide, ad esempio tramite l’aggiornamento del concetto di Paese terzo sicuro, l’elaborazione dell’elenco UE dei Paesi di origine sicuri e l’esplorazione di misure aggiuntive che introducano elementi innovativi nella gestione dell’asilo e della migrazione.

 

Rimpatri e riammissioni più efficaci

Rimpatri rapidi, efficaci e dignitosi sono indispensabili per il buon funzionamento e la credibilità del sistema europeo di migrazione e asilo. Poiché attualmente solo circa un quarto delle persone destinatarie di un ordine di allontanamento lascia effettivamente il territorio dell’Unione, è urgente aumentare l’efficacia del sistema europeo dei rimpatri. Per farlo, l’UE intende:

  • Costruire un sistema europeo comune per i rimpatri, fondato sulla proposta di Regolamento Rimpatri attualmente in negoziazione, che prevede norme più efficienti, processi digitalizzati e nuovi elementi innovativi, come l’istituzione di return hubs per coordinare le operazioni
  • Migliorare la cooperazione in materia di riammissione con i Paesi terzi, utilizzando e rafforzando l’insieme di strumenti dell’UE per promuovere una collaborazione più efficace e affidabile.

 

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Aeroporto

Mobilità di lavoratori e talenti per aumentare la competitività

Nei prossimi cinque anni, i divari di competenze e la carenza di manodopera in numerosi settori strategici tenderanno ad accentuarsi, anche a causa delle dinamiche demografiche e dell’invecchiamento della popolazione europea. In questo contesto, l’Unione deve ambire a diventare una delle destinazioni più attrattive nella competizione globale per i talenti, garantendo al tempo stesso che la mobilità internazionale contribuisca alla crescita economica, all’innovazione e alla resilienza dei sistemi produttivi europei. Per raggiungere questo obiettivo, sarà necessario:

  • Potenziare i Talent Partnerships esistenti e avviarne di nuovi, integrando pienamente l’acquisizione di talenti nella cooperazione globale dell’UE con i Paesi partner. Questi partenariati dovranno sostenere percorsi legali e sicuri di mobilità, rispondere ai fabbisogni dei mercati del lavoro europei e contribuire allo sviluppo delle competenze nei Paesi di origine, creando benefici reciproci e rafforzando la dimensione esterna della politica migratoria dell’Unione.
  • Semplificare e accelerare le norme e le procedure per attrarre le competenze necessarie all’Europa, intervenendo in particolare sul riconoscimento e sulla validazione delle qualifiche e delle competenze, anche attraverso strumenti digitali e quadri comuni. Procedure più rapide, trasparenti e prevedibili renderanno l’UE più competitiva rispetto ad altre economie avanzate e faciliteranno l’incontro tra domanda e offerta di lavoro qualificato.
  • Contrastare l’occupazione irregolare e lo sfruttamento dei lavoratori migranti, rafforzando i controlli, la cooperazione tra autorità nazionali e il ruolo delle agenzie europee. Allo stesso tempo, sarà fondamentale migliorare le politiche di integrazione nei Paesi ospitanti, dall’accesso alla formazione linguistica ai servizi essenziali, fino al sostegno all’inclusione sociale, anche attraverso finanziamenti dell’UE.

Tutte le azioni previste dalla Strategia si fondano sul pieno rispetto dei diritti fondamentali, in conformità con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, e sono pienamente coerenti con gli obblighi internazionali dell’UE. Questo impegno costituisce la base per una politica migratoria che sia non solo efficace e moderna, ma anche saldamente ancorata ai valori europei di dignità, legalità e protezione delle persone.

 

Dalla visione all’azione: l’implementazione della Strategia

La nuova Strategia europea sulla migrazione e asilo non si regge solo su norme e cooperazione politica ma richiede risorse molto più consistenti. Per questo, nella proposta di Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034, la Commissione ha previsto un aumento significativo dei fondi destinati alla gestione della migrazione, alla cooperazione internazionale e al rafforzamento delle frontiere, con l’obiettivo è dare agli Stati membri e alle Agenzie europee gli strumenti necessari per rendere operativo il Patto e affrontare le sfide dei prossimi anni.

In particolare, la proposta è di destinare almeno 81 miliardi di euro alle politiche di affari interni, per sostenere la gestione dei flussi migratori e delle procedure di asilo; rafforzare la sicurezza interna; proteggere le frontiere esterne e modernizzare la politica dei visti (solo per la gestione delle frontiere e dello spazio Schengen la proposta prevede 25,4 miliardi, triplicando così le risorse rispetto al periodo 21-27).

Per sostenere gli Stati membri nell’attuazione del Patto, la Commissione propone circa 12 miliardi di euro per asilo, migrazione e integrazione (contro gli attuali 7,8 miliardi) e quasi 3 miliardi di euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale per l’inclusione delle comunità marginalizzate, comprese quelle con background migratorio. Queste risorse serviranno a: 

  • velocizzare l'esame delle domande di protezione
  • rafforzare i meccanismi di solidarietà tra gli SM 
  • attrarre talenti  e semplificazione dell'integrazione precoce dei cittadini di paesi terzi

Un altro elemento chiave della proposta riguarda la politica esterna dell’UE. Il nuovo strumento Global Europe, con una dotazione proposta di 200 miliardi di euro, è pensato per rafforzare il legame tra cooperazione internazionale, allargamento e obiettivi strategici dell’Unione, inclusa la gestione della migrazione. L’idea è di di usare i fondi in modo più mirato per:

  • sostenere i Paesi partner
  • incentivare la cooperazione sui rimpatri e sulla riammissione
  • rafforzare la dimensione esterna della politica migratoria

Infine, le Agenzie dell’UE (in particolare Frontex, EUAA, eu‑LISA, Europol ed Eurojust)  svolgeranno un ruolo fondamentale nel rendere operativa l’innovazione digitale prevista dalla Strategia, fornendo agli Stati membri un supporto integrato che combina assistenza tecnica, formazione, cooperazione operativa e strumenti finanziari. Attraverso queste capacità, le Agenzie contribuiscono non solo a rafforzare la gestione coordinata e resiliente dei flussi migratori, ma anche a implementare le nuove tecnologie, i sistemi informativi avanzati e le soluzioni di Intelligenza Artificiale che potenziano il controllo delle frontiere e migliorano l’efficienza complessiva del sistema europeo di migrazione e asilo. 

In questo quadro, l’evoluzione di EUROSUR, l’uso di droni e sistemi anti‑drone, la digitalizzazione dei visti e dei documenti di viaggio, e lo sviluppo di strumenti di analisi dei rischi e identificazione biometrica basati su IA trovano piena attuazione grazie alla collaborazione strutturata tra Commissione, agenzie e Stati membri.

L’integrazione tra innovazione tecnologica e capacità operativa delle agenzie rafforza la resilienza dell’Unione, migliora la qualità dei servizi e contribuisce a una gestione delle frontiere più sicura, efficiente e orientata al futuro.

Area
Unione europea