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Entrano in vigore le nuove norme dell’Unione europea per prevenire l’inquinamento da microplastiche derivante dai pellet di plastica, segnando un passo decisivo nell’azione dell’UE per ridurre le emissioni di microplastiche alla fonte. Le misure mirano a garantire condizioni di concorrenza eque nel Mercato Unico, a incentivare innovazione e investimenti in pratiche più pulite e a sostenere la transizione verso un’economia sostenibile.
I pellet di plastica, materia prima di base per la maggior parte dei prodotti plastici, rappresentano una fonte significativa di microplastiche. Una volta dispersi, persistono nell’ambiente, si accumulano in suoli, fiumi e oceani e comportano rischi gravi per gli ecosistemi e potenzialmente per la salute umana.
La normativa si applica a tutti gli operatori economici che gestiscono impianti nell’UE con una movimentazione pari o superiore a cinque tonnellate annue di pellet di plastica, includendo produttori, riciclatori, trasformatori, stoccatori e altri operatori, nonché i trasportatori su strada e gli attori coinvolti nel trasporto marittimo.
Gli operatori dovranno prevenire, contenere e ripulire eventuali sversamenti, oltre a predisporre e attuare piani di gestione del rischio proporzionati alla natura e alle dimensioni degli impianti. Le grandi e medie imprese che movimentano oltre 1.500 tonnellate annue saranno tenute a ottenere una certificazione di conformità o un’autorizzazione, mentre per piccole imprese e microimprese sono previste procedure semplificate.
A sostegno dell’attuazione della normativa, entro il 17 dicembre 2026 la Commissione europea svilupperà materiali di sensibilizzazione e formazione e incaricherà gli organismi europei di normazione di elaborare standard armonizzati per la stima delle perdite di pellet, rafforzando così l’efficacia e l’applicazione uniforme delle nuove regole in tutta l’Unione.








