Introduzione

Il 29 gennaio 2025 la Commissione europea ha presentato la “Bussola per la competitività” (in inglese, “Competitiveness Compass for the EU”), ovvero un piano strategico per rilanciare la competitività dell’UE nello scenario globale, che orienterà il lavoro della Commissione in questo mandato.

Il Piano, preannunciato dalla presidente von der Leyen lo scorso luglio in occasione della presentazione degli Orientamenti politici della nuova Commissione 2024-2029, è stato preparato tenendo conto del lavoro di analisi e delle raccomandazioni formulate nel Report di Mario Draghi 'The future of European competitiveness', presentato a Bruxelles a settembre.

La Bussola nasce dalla presa di coscienza che l'UE deve agire con urgenza ed è necessario un cambio di paradigma per riaccendere la produttività e la competitività del continente, per non perdere terreno rispetto ad altre potenze economiche globali come Cina e USA.

Il Piano propone un approccio nuovo alla competitività, che combina politiche industriali, investimenti e riforme in una visione comune. I risultati e i progressi raggiunti saranno monitorati e comunicati a cadenza annuale con la Relazione annuale sul Mercato unico e la competitività.

Tre pilastri di intervento e cinque attivatori trasversali

La Bussola stabilisce che la competitività deve essere il motore dell’azione dell’UE per rilanciare il dinamismo economico in Europa. In particolare, il Report Draghi ha indicato tre esigenze trasformative per stimolare la competitività e la produttività: 

  • Colmare il deficit di innovazione
  • Decarbonizzazione e competitività
  • Ridurre le dipendenze eccessive e aumentare la sicurezza

La Bussola traduce in realtà questi imperativi, definendo una tabella di marcia con una serie di misure faro concrete, legislative e non, da varare nel 2025-2026.

La Bussola individua, inoltre, cinque cosiddetti attivatori trasversali che sono ritenuti essenziali per sostenere la competitività in tutti i settori, che si riflettono in iniziative e approcci mirati: 

  • Semplificazione
  • Eliminazione delle barriere persistenti nel Mercato Unico
  • Finanziamento della competitività
  • Promozione delle competenze e di posti di lavoro di qualità
  • Migliore coordinamento delle politiche a livello nazionale e dell'UE

Pilastro 1: Colmare il deficit di innovazione

L’UE deve dare nuovo slancio all’innovazione per colmare il divario esistente rispetto alle potenze economiche globali. A tal fine la Commissione europea lavorerà per facilitare la creazione e l’espansione di start-up innovative, promuovere la leadership industriale nei settori tecnologici rilevanti per l’economia del futuro (ad esempio, Intelligenza Artificiale, tecnologie quantistiche, materiali avanzati, biotecnologie, tecnologie spaziali) e favorire la diffusione di tecnologie avanzate nell’economia e nelle imprese dell’UE. 

Le misure faro programmate sono:

  • una Strategia UE mirata per le start-up e le scale-up, che affronterà gli ostacoli (limitazioni nell’accesso al capitale di rischio, frammentazione del Mercato Unico, sostegno insufficiente all’innovazione) che impediscono alle nuove imprese di emergere ed espandersi (secondo trimestre 2025).
  • una proposta di atto legislativo UE a favore dell'innovazione, che promuoverà l'accesso delle imprese innovative alle infrastrutture di ricerca e tecnologia europee, favorirà la brevettazione e la creazione di spazi di sperimentazione normativa che consentiranno di sviluppare e testare nuove idee (quarto trimestre 2025 - primo trimestre 2026)
  • la proposta di un 28º regime, ovvero un quadro giuridico opzionale per semplificare le norme applicabili alle imprese, facendo in modo che le imprese innovative possano fruire di un unico, armonizzato complesso di norme ovunque investano e operino nel Mercato Unico anziché dover tener conto di 27 diversi regimi giuridici (quarto trimestre 2025 - primo trimestre 2026)
  • una proposta legislativa sullo Spazio europeo della ricerca, per aumentare gli investimenti in R&S (fino al 3% del PIL), concentrare maggiormente il supporto alla ricerca sulle priorità strategiche e promuovere la circolazione di conoscenze e talenti in tutta Europa (2026)
  • una serie di iniziative mirate ad affermare la leadership dell’Europa nel campo dell’Intelligenza Artificiale e a favorire l’integrazione dell’IA in settori chiave dell'industria:
  1. l’iniziativa “AI Factories” che, utilizzando la rete europea di supercomputer EuroHPC, punta ad aumentare la potenza di calcolo dell’Europa e a renderla accessibile a start-up, ricercatori e industria per formare, sviluppare e migliorare i loro modelli e sistemi di IA.
  2. una Strategia per l’IA applicata, volta a promuovere nuove applicazioni industriali dell'IA in settori quali l'industria manifatturiera e automobilistica, l'energia, la robotica, i settori farmaceutico e aeronautico e i servizi finanziari, nonché a migliorare i servizi pubblici (terzo trimestre 2025)
  3. una Strategia per l’Unione dei dati, per migliorare e facilitare la condivisione sicura di dati, semplificare il regime normativo e accelerare lo sviluppo di nuovi sistemi o applicazioni. La Strategia è importante per lo sviluppo dell'IA che necessita di una grande quantità di dati di alta qualità (terzo trimestre 2025)
  4. una proposta legislativa sullo sviluppo del cloud e dell'IA, per incentivare la creazione di nuove gigafactory di Intelligenza Artificiale specializzate nell'addestramento dei modelli di IA di grandissime dimensioni che consentano di sviluppare ecosistemi chiave di IA in tutta l'UE (quarto trimestre 2025 – primo trimestre 2026)
  • una Strategia e una proposta di atto legislativo sui quanti, in modo che l’Europa mantenga una posizione di primo piano nel settore delle tecnologie quantistiche, che possono rivoluzionare i sistemi di cifratura digitale su cui si fondano la comunicazione nel campo della sicurezza e della difesa, il sistema sanitario attraverso la diagnostica per immagini e la scoperta di farmaci, e le operazioni commerciali (secondo e quarto trimestre 2025)
  • una Strategia dell’UE per la bioeconomia e una nuova proposta legislativa sulle biotecnologie, settori in crescita che sono motori di innovazione e competitività. In particolare, la Strategia inserirà l'UE in questo mercato con un notevole potenziale di crescita nei settori dei materiali a base biologica, della biofabbricazione, della biochimica e delle biotecnologie agricole, ridurrà la dipendenza dai combustibili fossili e migliorerà le prospettive economiche delle zone rurali (2025-2026)
  • una Strategia per le scienze della vita, le quali presentano notevoli potenzialità di rendere competitivi molti settori, da quello farmaceutico all'agricoltura, dall'energia agli alimenti (secondo trimestre 2025)
  • una proposta di atto legislativo sui materiali avanzati, per creare condizioni quadro che ne sostengano l'intero ciclo di vita, dalla ricerca fino alla produzione e alla distribuzione (2026)
  • una proposta di atto legislativo sullo spazio (settore altamente tecnologico con forti prospettive di crescita entro il 2030), per migliorare il funzionamento del mercato interno per le attività spaziali armonizzando i requisiti di sicurezza, resilienza e sostenibilità di tali attività (secondo trimestre 2025)
  • una proposta di atto legislativo sulle reti digitali, per favorire la creazione di reti digitali d’avanguardia, ridurre costi e oneri di conformità e migliorare la connettività  (previsto inizialmente per il quarto trimestre 2025, è stato posticipato a inizio 2026)

Pilastro 2 - Decarbonizzazione e competitività

La decarbonizzazione e l’approvvigionamento di energia pulita e conveniente rappresentano una sfida fondamentale per la produttività e la crescita competitiva dell’economia europea. Inoltre, come evidenziato dal Report di Draghi, le politiche di decarbonizzazione sono un potente motore di crescita se opportunamente integrate con le politiche industriali, economiche, commerciali e di concorrenza. In quest’ottica, la Commissione europea ha programmato importanti misure faro come:

  • il Patto per l'industria pulita, varato il 26 febbraio 2025, che definisce un approccio alla decarbonizzazione mirato alla competitività, volto a rendere l’UE un luogo attraente per la produzione, anche per le industrie ad alta intensità energetica, e a promuovere le tecnologie pulite, nuovi modelli di business circolari e il sostegno agli investimenti nella decarbonizzazione.
  • una proposta legislativa sull’accelerazione della decarbonizzazione che, muovendo dal sistema di autorizzazioni per le energie rinnovabili e dal Regolamento sull'industria a zero emissioni nette, velocizza le procedure di autorizzazione per l'accesso delle industrie all'energia e gli interventi di decarbonizzazione industriale ed estende le autorizzazioni accelerate a un maggior numero di settori (ad esempio ad alta intensità energetica) in transizione  (prevista inizialmente per il quarto trimestre 2025, è stata posticiata a inizio 2026)
  • un Piano d'azione per l'energia a prezzi accessibili, volto a favorire la riduzione dei costi e dei prezzi elevati e volatili dell’energia a beneficio di imprese e cittadini. Il Piano, compreso nel Patto per l’industria pulita, stabilisce misure a breve termine per ridurre i costi dell'energia, completare l'Unione dell'energia, attrarre investimenti ed essere meglio preparati a potenziali crisi energetiche.
  • Piani d’azione specifici per quei settori ad alta intensità energetica, come la siderurgia, la metallurgia e l’industria chimica, che sono la colonna portante del sistema manifatturiero europeo ma anche i più vulnerabili in questa fase della transizione energetica (2025).
  • Il Piano d’azione per l’industria automobilistica europea, un settore di vitale importanza per la prosperità dell’Europa che è al centro di trasformazioni cruciali come la decarbonizzazione e l’innovazione tecnologica. Il Piano è il risultato del Dialogo Strategico sul Futuro dell’Industria Automobilistica Europea lanciato a fine gennaio 2025.
  • un Piano di investimenti per i trasporti sostenibili, volto a rendere meno rischiosi gli investimenti per potenziare rapidamente le infrastrutture di ricarica e la produzione e distribuzione di carburanti rinnovabili e a basse emissioni di carbonio per il trasporto (terzo trimestre 2025).
  • una Strategia portuale europea e per il settore marittimo che delinea il ruolo che i porti e l’industria marittima avranno nella futura economia dell'UE (previste per il 2025, sono state posticiapate a inizio 2026)
  • la Visione per l'agricoltura e l'alimentazione, una strategia, presentata il 19 febbraio 2025, per rendere il settore agricolo e agroalimentare dell’UE attrattivo, competitivo, resiliente e sostenibile a lungo termine.
  • una proposta legislativa sull'economia circolare, per incentivare gli investimenti e l’efficienza nella capacità di riciclaggio e incoraggiare l'industria dell'UE a sostituire i materiali e ridurre il collocamento in discarica e l'incenerimento delle materie prime usate. La circolarità riduce i rifiuti, i costi di produzione e le emissioni di CO2, la dipendenza da materiali che scarseggiano, creando nel contempo un modello industriale più sostenibile e competitivo con effetti positivi per l'ambiente (quarto trimestre 2026)
  • un Patto per gli oceani, che si concentra sul potenziale delle aree marittime e costiere europee per stimolare l'innovazione tramite nuove tecnologie blu, favorire la produzione di energia pulita e aumentare la sicurezza alimentare (secondo trimestre 2025)

Pilastro 3 - Ridurre le dipendenze eccessive e aumentare la sicurezza

Il commercio con i Paesi terzi è un motore fondamentale della prosperità dell'Europa. L'UE gode già della rete più ampia di accordi commerciali al mondo, che copre 76 Paesi con i quali conclude quasi la metà degli scambi commerciali. Per ridurre le dipendenze dall’ estero e aumentare la sua resilienza e sicurezza, l’UE deve continuare a sviluppare partenariati commerciali efficaci con le economie di tutto il mondo e attuare politiche che le consentano di svincolarsi dalle dipendenze da fornitori unici o altamente concentrati in settori strategici. Deve inoltre integrare maggiormente le considerazioni relative alla sicurezza nelle sue politiche economiche. Su queste basi, la Commissione intende intervenire con le seguenti misure faro:

  • realizzare nuovi partenariati per il commercio e gli investimenti puliti, con l’obiettivo di diversificare le catene di approvvigionamento, garantendo l’approvvigionamento di materie prime, energia pulita, carburanti sostenibili e tecnologie pulite da tutto il mondo.
  • l’Iniziativa transmediterranea per la cooperazione sull'energia e le tecnologie pulite, compresa nel nuovo Patto per il Mediterraneo, per incentivare gli investimenti pubblici e privati su vasta scala nelle energie rinnovabili (quarto trimestre 2025)
  • lancio di una Piattaforma per l’acquisto in comune di materie prime critiche che permetta di individuare il fabbisogno delle industrie dell'UE, aggregare la domanda e coordinare gli acquisti in comune, in modo da assicurare un approvvigionamento affidabile e diversificato delle materie prime, che sono fattori di produzione fondamentali per i settori energetico, alimentare e industriale (secondo e terzo trimestre 2025)
  • revisione delle direttive sugli appalti pubblici per introdurre una "preferenza europea" negli appalti per i settori e le tecnologie strategici, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza tecnologica e le catene di approvvigionamento interne, nonché semplificare e modernizzare le norme, in particolare riguardo alle start-up e alle imprese innovative (2026)
  • un Libro Bianco sul futuro della Difesa europea, la cui industria è un importante motore di competitività ma manca di dimensioni di scala sufficienti e non realizza appieno il suo potenziale, anche a causa della carenza di investimenti nella R&S  (primo trimestre 2025)
  • una Strategia UE in materia di preparazione, per delineare un approccio comune per migliorare la preparazione nel contrastare le minacce alla sicurezza (primo trimestre 2025)
  • una Strategia UE di sicurezza interna, per garantire la sicurezza delle infrastrutture critiche, rispondere alle minacce, sia online che offline, e garantire che la sicurezza sia integrata nella normativa e nelle politiche UE fin dalla progettazione  (primo trimestre 2025)
  • un Piano europeo di adattamento ai cambiamenti climatici, perché il cambiamento del clima e gli eventi meteorologici estremi sono una minaccia per la sicurezza non solo della società ma anche dell’economia europea (2026)

Gli attivatori trasversali per la competitività

1. Semplificazione - Per rilanciare la competitività è necessario semplificare la normativa, operare uno snellimento burocratico e accelerare le procedure di autorizzazione e amministrative per le imprese. La Commissione ha fissato l’obiettivo di ridurre di almeno del 25% gli oneri di informazione per le imprese in generale e almeno del 35% per le PMI, obiettivo che dovrebbe essere esteso in futuro anche agli oneri amministrativi. La semplificazione ha ricadute positive sulle imprese anche in termini di riduzione dei costi ricorrenti. In questa direzione sono previsti: interventi di semplificazione normativa attraverso pacchetti Omnibus; l’introduzione di una nuova definizione di piccole imprese a media capitalizzazione, ovvero una nuova categoria con la quale migliaia di imprese nell'UE beneficeranno di una semplificazione normativa su misura come già avviene per le PMI; il Portafoglio europeo delle imprese, con il quale, grazie alla digitalizzazione, le imprese potranno interagire in maniera facilitata e sicura con tutte le pubbliche amministrazioni

2. Eliminazione degli ostacoli persistenti nel Mercato unico europeo che non consentono di sfruttarne appieno i vantaggi e sono un freno alla competitività - In quest'ottica una nuova Strategia orizzontale per il Mercato Unico è finalizzata a migliorarne il funzionamento in tutti i settori, modernizzando il quadro di governance, rimuovendo le barriere esistenti e impedendo che ne emergano di nuove, promuovendo la collaborazione con gli Stati membri. Inoltre, Il rafforzamento della Task force per l'applicazione delle norme sul Mercato unico (SMET) garantirà un recepimento che non comporti oneri superflui, oltre all'attuazione e all'applicazione complete della normativa UE. Altro fattore importante è la partecipazione sistematica ai processi di definizione delle norme a livello mondiale, che è cruciale per influenzare i risultati nell'interesse dell'UE e può aiutare l'industria a mantenere posizioni competitive sui mercati delle tecnologie chiave, quali le telecomunicazioni 5G e 6G, l'IA, le tecnologie per le energie rinnovabili, le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, l'accessibilità e l'internet delle cose.

3. Finanziamenti per la competitività - La disponibilità di sufficienti investimenti pubblici e privati è fondamentale per stimolare la competitività e la crescita della produttività. La relazione Draghi ha valutato il fabbisogno complessivo di investimenti aggiuntivi in Europa a 750-800 miliardi di euro l'anno da qui al 2030. In questo ambito, una Strategia per un’Unione dei risparmi e degli investimenti e il riorientamento del bilancio dell'UE tracciano la strada da seguire per mobilitare le risorse necessarie. La Strategia punta a creare nuovi prodotti di risparmio e d'investimento a livello di UE, a fornire incentivi per il capitale di rischio e a garantire la fluidità dei flussi di investimenti in tutta l'UE, mentre con il Quadro Finanziario pluriennale 2028-2034 si intende riorientare la spesa dell'UE sul sostegno delle priorità della competitività, introducendo anche un Fondo europeo per la Competitività, mirato a superare la frammentazione dei programmi di finanziamento e che potrà supportare i progetti con il più alto valore aggiunto per l'Unione lungo l'intero percorso di investimento (dalla ricerca all'espansione, fino all'applicazione industriale e alla produzione).

4. Promozione delle competenze e di posti di lavoro di qualità, che sono fattori fondamentali per un’economia competitiva - In quest’ottica l’iniziativa di punta riguarderà un'Unione delle competenze, incentrata su investimenti, apprendimento permanente e in età adulta, creazione di competenze adeguate alle esigenze future, mobilità equa, attrazione di talenti qualificati provenienti dall'estero e riconoscimento di diversi tipi di formazione per consentire alle persone di lavorare in tutta l'UE. L'Unione delle competenze si articolerà, in particolare, in un Piano strategico per l'istruzione in ambito STEM, un Piano d'azione per le competenze di base e una Strategia europea per l'istruzione e la formazione professionale e rafforzerà le alleanze delle università europee.

5. Migliore coordinamento delle politiche nazionali e dell’UE - l'UE può conseguire gli obiettivi che si prefigge solo se le politiche nazionali e europee potranno essere coordinate in modo più efficace. Per intervenire di concerto sulle priorità comuni a favore della competitività si intende introdurre un nuovo strumento di coordinamento per la competitività, volto ad allineare le politiche industriali e della ricerca a livello di UE e nazionale e i relativi investimenti. Il meccanismo di coordinamento permetterà di individuare le iniziative da avviare sulle priorità comuni in materia di competitività in un determinato settore, i progetti transfrontalieri di interesse europeo o di importanza strategica, le riforme e gli investimenti collegati. Il Fondo europeo per la Competitività, introdotto con il bilancio pluriennale dell’UE 2028-2034, fornirà sostegno finanziario all’attuazione degli interventi individuati grazie allo strumento di coordinamento.

Contenuto creato il 28/02/2025(Ultimo aggiornamento: 07/01/2026)