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Il 29 maggio è entrato in vigore il Regolamento UE che istituisce e disciplina SAFE (Security Action For Europe), il nuovo strumento d’azione per la sicurezza dell’Europa, previsto dal Piano Rearm Europe/Readiness 2030 presentato dalla presidente von der Leyen lo scorso marzo.
In un contesto geopolitico allarmante come quello attuale, caratterizzato da minacce multiple per la sicurezza dell'Europa, SAFE dovrebbe consentire la realizzazione di investimenti pubblici urgenti nell'industria europea della difesa, volti ad aumentarne rapidamente la capacità di produzione e a garantire la tempestiva disponibilità di prodotti per la difesa. Il Consiglio europeo, nelle sue conclusioni del 6 marzo, ha infatti sottolineato che l'Europa deve diventare maggiormente responsabile della propria difesa e meglio attrezzata per agire e affrontare autonomamente le minacce immediate e future. In quell’occasione gli Stati membri si sono impegnati a potenziare la loro prontezza complessiva alla difesa, a ridurre le dipendenze da fornitori esterni, affrontando le carenze in termini di capacità e rafforzando la base industriale e tecnologica di difesa europea (European defence technological and industrial base — EDTIB) , affinché l'Unione sia in grado di assicurare una fornitura di prodotti per la difesa nelle quantità e quando necessario.
Come funziona SAFE
SAFE metterà a disposizione degli Stati membri fino a 150 miliardi di euro in prestiti per spese sulla difesa. Questi fondi, raccolti sui mercati dei capitali e garantiti dal bilancio UE, saranno infatti destinati agli Stati membri che intendono aumentare rapidamente e in modo consistente gli investimenti nella difesa mediante il ricorso ad appalti comuni nell'industria europea della difesa.
Gli Stati membri interessati a ricevere i prestiti dovranno - entro il 30 novembre 2025 - farne richiesta alla Commissione europea accompagnata da un ‘piano di investimenti nell'industria europea della difesa’, che indichi le attività e le spese per le quali lo Stato membro chiede un prestito nonché i prodotti per la difesa che intende acquistare. Successivamente la Commissione europea valuterà il piano, che se approvato consentirà l’esborso del prestito e l’eventuale prefinanziamento. Il prefinanziamento, che può arrivare fino al 15% del prestito, garantirà che il sostegno sia versato già nel 2025, coprendo le necessità più urgenti. I successivi pagamenti possono essere richiesti due volte l’anno e gli esborsi potranno essere approvati fino alla fine di dicembre 2030.
Di norma, gli Stati beneficiari attueranno i piani mediante appalti comuni che coinvolgano almeno due Stati membri, oppure almeno uno Stato membro e un paese EFTA/SEE o l’Ucraina. Con SAFE, infatti, l'Ucraina e i paesi EFTA/SEE potranno partecipare agli appalti comuni, così come sarà possibile acquistare dalle loro industrie del settore. Ma non solo. Potranno partecipare agli appalti comuni anche i Paesi in via di adesione, i Paesi candidati e potenziali candidati e i Paesi che hanno sottoscritto con l'UE un partenariato in materia di sicurezza e di difesa, come il Regno Unito, i quali possono inoltre negoziare accordi specifici sulla partecipazione dei rispettivi settori industriali a tali appalti.
Gli appalti comuni dovranno concentrarsi su due categorie di prodotti per la difesa, ovvero settori prioritari in cui la produzione deve essere potenziata. Questi prodotti sono:
- munizioni e missili; sistemi di artiglieria; capacità di combattimento terrestre e relativi sistemi di supporto, comprese attrezzature per soldati e armi di fanteria; protezione delle infrastrutture critiche; questioni cibernetiche; mobilità militare.
- sistemi di difesa aerea e missilistica; capacità marittime di superficie e subacquee; droni e sistemi antidrone; abilitanti strategici quali, tra l'altro, il trasporto aereo strategico, il rifornimento in volo, i sistemi C4ISTAR nonché le risorse e i servizi spaziali; protezione delle risorse spaziali; intelligenza artificiale e guerra elettronica.
Un aspetto chiave di SAFE è la clausola di “preferenza europea” (Buy european) mirata ad incentivare la produzione europea e a ridurre la dipendenza da fornitori esteri: gli Stati membri dovrebbero acquistare prodotti ammissibili da fornitori stabiliti nell'UE, negli Stati SEE/EFTA e in Ucraina. In particolare, per entrambe le categorie di prodotti, è stato stabilito che i contratti di appalto dovranno garantire che il costo dei componenti non originari dell'UE, di Stati EFTA-SEE e dell'Ucraina non sia superiore al 35% del costo stimato dei componenti del prodotto finale.
Infine, SAFE si rivela una fonte di finanziamento particolarmente appetibile per gli Stati beneficiari: i prestiti da rimborsare sono infatti prestiti a lungo termine a condizioni vantaggiose (durata massima di 45 anni con un periodo di grazia di 10 anni per i rimborsi del capitale), garantiti dal bilancio UE.
SAFE rappresenta dunque uno strumento senza precedenti che contribuirà a rafforzare la base industriale e tecnologica di difesa europea e ad accelerare l’autonomia strategica dell’UE. Come già accennato, è uno dei pilastri del Piano ReArm Europe/Readiness 2030, un Piano ambizioso che punta a mobilitare fino a 800 miliardi di euro in quattro anni fornendo leve finanziarie agli Stati membri UE per stimolare gli investimenti nella difesa. Altro strumento cardine del Piano è infatti l’attivazione della clausola di salvaguardia del Patto di stabilità e crescita, che consentirebbe agli Stati membri di aumentare la spesa per la difesa fino all’1,5% del loro PIL ogni anno per quattro anni, senza violare le norme di bilancio dell’UE. Ad oggi oltre la metà dei Paesi UE (Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Croazia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia) hanno chiesto alla Commissione Ue di attivare la clausola.






