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Le tecnologie quantistiche possono sembrare molto lontane se restano in un contesto nebuloso per cui è difficile comprenderne gli effetti concreti.
In modo pratico, si può dire che le tecnologie quantistiche rivoluzioneranno il modo di affrontare sfide complesse, dalle scoperte farmaceutiche alla sicurezza delle infrastrutture critiche: basti sapere che comprendono sviluppi tecnici come l'informatica quantistica, i sensori, le simulazioni, la crittografia e le telecomunicazioni e, pertanto, effetti sulla velocità e sulla sicurezza con cui calcoliamo e/o comunichiamo.
In ambito quantistico, l’Unione europea sta dipanando sempre di più la sua visione per il futuro, come già dimostrato dall’inserimento di azioni specifiche nella Strategia e nel Programma politico dell'Unione europea per il Decennio Digitale, entro il 2030.
La visione è quella di trasformare l'Europa in una potenza industriale quantistica e un leader di mercato globale nelle tecnologie quantistiche, basandosi sulla sua leadership scientifica che riveste nel settore.
Quali ostacoli per la quantistica europea?
Come anticipato, il contesto in cui l’UE inserisce la sua visione quantistica è quello del Decennio Digitale 2030, la cui attuazione viene narrata nelle edizioni del Report State of the Digital Decade, che scatta una fotografia annuale dello stato di avanzamento della trasformazione digitale nell’Unione europea.
In particolare, l’edizione 2025 di questo ‘pacchetto’ di studi correlati che hanno esplorato i vari ambiti di sviluppo della transizione digitale evidenzia traguardi e colli di bottiglia noti e meno noti, al fine di centrare gli obiettivi di resilienza e sovranità tecnologica per l’Unione europea.
Se da un lato i progressi ottenuti riguardano aspetti come la digitalizzazione dei servizi pubblici, la copertura di base del 5G e l'implementazione di nodi periferici per un'elaborazione dei dati più rapida ed efficiente, dall’altro il Report evidenzia sfide strutturali e nuove preoccupazioni.
Tra queste, per quanto riguarda l’adozione di Intelligenza Artificiale (IA), cloud e big data da parte delle imprese, si nota un miglioramento, ma risulta necessaria un’accelerazione. L'UE infatti resta dipendente da fornitori esterni per i servizi di IA e cloud, spesso utilizzati nei servizi pubblici, nonché per la produzione di semiconduttori e componenti di infrastrutture quantistiche.
A questa sfida si aggiunge la lenta collaborazione tra il settore civile e della difesa che limita il progresso delle tecnologie digitali dual use, quali l'Intelligenza Artificiale, l'informatica quantistica e i semiconduttori.
Il settore quantistico e delle tecnologie correlate rappresenta dunque un ambito di sfida da affrontare nel breve termine, con ampie conseguenze di sviluppo nel lungo termine.
Tra le raccomandazioni emerse dal Report, vengono proposte azioni per:
- ulteriori investimenti da fonti pubbliche e private e un migliore accesso al capitale di rischio per le imprese dell'UE. Ad esempio, sono stati auspicati investimenti mirati e privilegiati nel settore del calcolo quantistico, in quanto destinato a produrre rendimenti significativi in termini di crescita e produttività.
- riforme strutturali nell'UE per rafforzare e integrare il suo mercato unico, per il rafforzamento di tecnologie e infrastrutture sicure nell'UE, in particolare per la connettività e i servizi pubblici.
In risposta a queste sfide che coinvolgono anche il settore quantistico, l'Unione Europea ha lanciato il 2 luglio 2025 la Quantum Europe Strategy.
Una risposta comune europea in ambito quantistico
La nuova Quantum Europe Strategy ha l’obiettivo di rendere l’Unione europea un leader globale nell’ambito delle tecnologie quantistiche entro il 2030.
Il Piano strategico mira a sviluppare un ecosistema quantistico resiliente e sovrano, per trasformare i risultati della ricerca d’avanguardia in applicazioni industriali per il mercato, contribuendo a sostenere la crescita delle start-up e rafforzando la leadership scientifica europea nell’ambito.
In particolare, la Strategia si concentra su cinque ambiti principali:
- ricerca e innovazione
- infrastrutture quantistiche
- ecosistema quantistico
- tecnologie spaziali e dual use
- competenze quantistiche
Tra le azioni che contribuiranno a raggiungere gli obiettivi nell’ambito emergono:
- per la ricerca di base e le applicazioni pubbliche e industriali, il lancio dell’iniziativa Quantum Europe Research and Innovation Initiative;
- la creazione di uno strumento europeo di progettazione quantistica e di sei linee pilota per chip quantistici, con un sostegno pubblico fino a 50 milioni di euro, per trasformare prototipi scientifici in prodotti realizzabili;
- l’avvio di un impianto pilota per l’Internet quantistico europeo (European Quantum Internet);
- l’estensione della rete dei cluster di competenze quantistiche (Quantum Competence Clusters) e l’istituzione, entro il 2026, di una Accademia europea delle competenze quantistiche;
- la definizione di una roadmap per la tecnologia quantistica in ambito Spazio (Quantum Technology Roadmap in Space), in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, e un contributo anche sul tema della sicurezza e della difesa.
La Strategia mira ad aumentare la quota di finanziamenti privati globali per le imprese quantistiche europee, per stimolare la crescita delle start-up e delle scale-up europee e promuovere l'adozione di soluzioni quantistiche europee da parte delle industrie europee.
La Commissione avvierà, inoltre, un’azione coordinata con gli Stati membri e la comunità quantistica europea, coinvolgendo accademia, imprese, investitori e rappresentanti dell’innovazione. A completamento della Strategia, è prevista una proposta di legge europea sul settore quantistico.
Coordinamento interno e slancio internazionale
Se da una lato gli Stati membri procedono a livello nazionale nell’allineamento all’UE- si veda ad esempio la recente Strategia italiana sulle tecnologie quantistiche - dall’altro il livello europeo permette di coordinare gli sforzi e gli investimenti e diventare strategici a livello globale.
In quest’ottica, è attesa nel 2026 una nuova normativa europea di raccordo interno sul settore quantistico, il Quantum Act, che contribuirà a rafforzare l'ecosistema quantistico e gli sforzi di industrializzazione, incentivando gli Stati membri, le imprese, gli investitori e i ricercatori a investire in impianti di produzione (pilota), nell'ambito di iniziative nazionali o regionali su larga scala a livello dell'Unione europea.
A livello di relazioni esterne, invece, non vanno dimenticati i rapporti con Paesi terzi interessati da questa tecnologia. Ad esempio, la Commissione europea ha annunciato che intende aprire scenari di stretta cooperazione internazionale sulla quantistica con Canada e Giappone.
La sovranità tecnologica europea nascerà infatti dai confronti interni e esterni in corso, sempre più necessari e proficui per il futuro.
Per quanto riguarda la resilienza che l’Europa vuole raggiungere nell’ambito, questa non avrà solo un carattere di risposta alle sfide correnti, bensì di anticipazione, grazie a domande continue e aperte sulle sfide del futuro, facendo leva su un talento scientifico leader nel settore quantistico.
Di certo, l’ambito delle tecnologie quantistiche per sua natura richiede ancora uno studio approfondito e ammette incertezze sugli usi futuri, ma permette allo stesso tempo una ricerca e un affinamento continui che l’Europa vuole tradurre e portare nella quotidianità dei suoi cittadini.












