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Continuiamo la sezione "Il progetto del mese" con un'intervista al Comune di Bologna, che ha partecipato con successo al bando del programma europeo INTERREG IPA ADRION.

In particolare, per raccontare questa esperienza di successo abbiamo intervistato l'Unità Progetti Europei e Internazionali che all'interno dell’Area Europa, Innovazione e Internazionalizzazione della Città, ha come obiettivo la promozione, il coordinamento e la gestione delle attività e dei progetti legati alla dimensione europea e internazionale dell’amministrazione comunale.

L'intervista vuole essere uno spunto di riflessione e di ispirazione per altri soggetti interessati a partecipare ai bandi di finanziamento europei.


Il progetto europeo TERRAIN e l'esperienza del Comune di Bologna

Scheda di sintesi

Nome completo: Twinning and
Engagement in net-zero
tRansport tRAnsItioN

Durata: 01/09/2024 - 31/08/2027

Budget complessivo: €1.467.866

Contributo UE per il Comune: €201.555

Ruolo del Comune: partner

Bando: IPA ADRION 1st Call forProposals

Programma: INTERREG Ipa Adrion

Breve descrizione del progetto

Il progetto TERRAIN promuove la mobilità urbana sostenibile nella Regione Adriatico-Ionica favorendo la co-progettazione e la cooperazione transnazionale. Attraverso attività di tutoraggio (mentoring), laboratori locali (Living Labs) e sperimentazione di soluzioni innovative nei contesti locali. In particolare TERRAIN mira ad aumentare le competenze e la partecipazione a supporto del percorso verso la riduzione delle emissioni e il miglioramento della mobilità multimodale nei contesti urbani. Bologna, selezionata come città mentore insieme a Giannina (Grecia), Lubiana (Slovenia) e Zagabria (Croazia), partecipa a questa iniziativa sotto il coordinamento di CERTH - Centro Ellenico di ricerca e tecnologia. Le quattro città mentori, designate dall'UE come Mission Cities e impegnate a raggiungere la neutralità climatica entro il 2030, affiancheranno nel progetto cinque città follower della regione balcanica appartenenti a Paesi in preadesione all’Unione Europea: Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina), Berane (Montenegro), Pančevo (Serbia), Skopje (Macedonia del Nord) e Durazzo (Albania). A livello locale, il settore capofila del progetto TERRAIN è il Settore Mobilità Sostenibile e Infrastrutture, e l’azione pilota si allinea al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e alle iniziative nella cornice di Città 30, con l’obiettivo di aumentare la sensibilizzazione verso forme di mobilità più attive e sostenibili e un focus specifico sulla mobilità ciclabile delle scuole.

Come è organizzato il vostro Ente per l’avvio e la gestione di nuove progettualità europee? Qual è il ruolo del vostro ufficio? 

L’Area Europa, Innovazione e Internazionalizzazione della Città funge per il Comune di Bologna da centro propulsore verso la collaborazione intersettoriale per lo sviluppo di soluzioni innovative e di alto impatto trasformativo per la città. A questo scopo favorisce l’adozione di strumenti di ricerca e innovazione delle tecnologie e delle politiche pubbliche; promuove le attività di promozione all’estero della città e delle sue eccellenze; coordina la strategia territoriale dei fondi comunitari – PNRR, REACT, Fondi strutturali nazionali e regionali, fondi diretti – ed altri fondi nazionali e regionali; coordina il programma PON Metro ed è responsabile dell'Organismo Intermedio di Bologna e della struttura tecnico-amministrativa a suo supporto; supporta la Missione Bologna Clima 2030 in raccordo con gli altri settori e le altre città della rete; supporta gli organi istituzionali e le varie articolazioni organizzative dell’Amministrazione nei rapporti internazionali.

In questa cornice, l’Unità Progetti Europei e Internazionali del Comune di Bologna si occupa di promuovere, coordinare e gestire le attività e i progetti legati alla dimensione europea e internazionale dell’amministrazione comunale: supporta i vari settori del Comune nella ricerca e partecipazione a bandi europei e internazionali, coordina e monitora i progetti finanziati dall’Unione Europea ed altre istituzioni internazionali, facilita i rapporti con l’Ente finanziatore ed il partenariato e cura gli aspetti tecnici e amministrativi per accedere ai fondi europei (principalmente relativi ai programmi Horizon Europe, Life, Erasmus +, Interreg, CERV, ecc.). Oltre alla partecipazione a progetti, l’unità gioca un ruolo chiave nello sviluppo e nel mantenimento di rapporti con città, istituzioni e reti internazionali (come Eurocities, ICLEI, UNESCO creative cities network, ecc), organizza e gestisce scambi internazionali, eventi multilaterali e visite ufficiali e la candidatura a premi internazionali. 

Nel caso specifico, è nato prima il progetto o l'individuazione del bando? Il progetto si inserisce nella strategia dell’Ente? 

Abitualmente, l’Unità Progetti Europei e Internazionali si occupa di raccogliere le esigenze progettuali dei vari settori dell’Amministrazione, con i quali collabora poi per sondare le possibilità offerte dai bandi sui programmi di finanziamento più adatti. Parallelamente, spesso la partecipazione a bandi specifici avviene sulla base di pregressi rapporti o contatti strategici con enti di ricerca e/o istituzioni locali, nazionali e internazionali sviluppati nell’ambito di precedenti positive progettazioni e esperienze. Anche le reti internazionali di città di cui il Comune di Bologna fa parte rappresentano un canale chiave per l’accesso a bandi e per la costruzione di partenariati solidi.

In questo quadro, il bando che ha finanziato TERRAIN è stato individuato come strategico per rispondere alle sfide della città già identificate come prioritarie dall’Amministrazione, contribuendo altresì all’utile scambio di conoscenze tra realtà diverse all’interno dell’Unione Europea attuale e futura (dato che il programma Interreg IPA Adrion include come beneficiari i Paesi inclusi nello strumento di assistenza preadesione). Successivamente, per la costruzione del partenariato, è stata raccolta una proposta del soggetto coordinatore, già partner in precedenti esperienze progettuali.

In particolare, TERRAIN si inserisce in modo coerente nella strategia dell’Unità delineata nel Piano Strategico per l’Azione Europea e Internazionale 2024–2027. Questo piano riconosce i progetti europei come strumenti chiave per sperimentare soluzioni innovative e sostenibili a beneficio del territorio, della comunità e dell’ambiente urbano. TERRAIN contribuisce direttamente a questa visione, affrontando temi prioritari quali la transizione ecologica, la mobilità a zero emissioni, l’inclusione sociale e la partecipazione attiva, e valorizzando l’esperienza della città nell’ambito della Missione UE “100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030”, di cui Bologna è una delle città selezionate.

Ovviamente, dati gli obiettivi di progetto, il progetto offre anche un contributo significativo all’attuazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) metropolitano di Bologna. Attraverso l’azione pilota individuata e i Living Lab promossi per il coinvolgimento degli stakeholders, TERRAIN rappresenta uno spazio strategico di confronto e co-creazione in cui presentare, discutere e valutare i progressi attualmente monitorati, e al tempo stesso generare input utili per l’implementazione e lo sviluppo futuro del piano.

In linea con questo, il Comune di Bologna è fortemente impegnato a rafforzare le relazioni internazionali e a promuovere lo scambio di buone pratiche. Nell’ambito del progetto TERRAIN, Bologna consoliderà la propria visione della mobilità urbana sostenibile attraverso il supporto al percorso di Città 30, promuovendo la sensibilizzazione verso una mobilità più attiva, integrata e sostenibile. In particolare, l’esperienza della città in merito al Trasporto Pubblico integrato e alle soluzioni intermodali viene condivisa all’interno del partenariato come buona pratica replicabile, consentendo di innescare utili discussioni tra le città coinvolte.

Come avete valutato eventuali vantaggi/svantaggi per decidere di intraprendere la scelta di questo bando europeo?

Con il progetto TERRAIN, così come con gli altri progetti finanziati da fondi diretti europei, il Comune di Bologna dà continuità e concretezza alle proprie azioni strategiche delineate nei piani programmatici. La partecipazione alle esperienze finanziate da fondi diretti europei permette inoltre la sperimentazione di interventi a carattere innovativo che consentono all’Ente di testare nuovi approcci e metodologie, quasi sempre accompagnati da fasi di ricerca pre-intervento e successiva valutazione dell’impatto prodotto. Spesso, la temporaneità degli interventi pilota si traduce nella possibilità per l’Amministrazione di agire con minor rischio e maggiore agilità, e successivamente permette all’Amministrazione e agli attori locali di valutare la trasferibilità e/o la scalabilità degli interventi in nuovi contesti urbani. 

Un notevole vantaggio che accompagna la decisione di intraprendere l’avventura di un progetto europeo, a maggior ragione in programmi di finanziamento come Interreg - che puntano in modo considerevole allo scambio di conoscenze tra città e regioni - è l’importante accrescimento di competenze dello staff tecnico, che ha la possibilità di alzare la testa dalla scrivania e ampliare i propri orizzonti aprendo una finestra verso approcci diversi e esperienze di colleghi in altri contesti europei.

Ovviamente, la possibilità dell’Amministrazione a partecipare a progetti di questo tipo implica la disponibilità di risorse in termini di staff dedicato, anche se di norma parzialmente, allo svolgimento delle attività di progetto nel rispetto del cronoprogramma dello stesso; disponibilità che viene attentamente valutata dalla direzione del settore capofila in fase di adesione al consorzio.

Scrittura del progetto: è stato realizzato in autonomia o con il supporto esterno?

La scrittura del progetto TERRAIN è avvenuta in autonomia; l’apporto di Bologna all’insieme della proposta e, in particolare, l’elaborazione dell’idea progettuale locale si sono basati sugli spunti provenienti dagli uffici interni facendo leva sulle competenze dei colleghi del Settore Mobilità Sostenibile e Infrastrutture, sulle indicazioni del coordinatore di progetto (CERTH) e sullo scambio di informazioni con il resto del partenariato avvenuto in fase di redazione della proposta. 

Partner di progetto: la creazione del partenariato rappresenta una rete già esistente o è stata creata ad hoc?

Il partenariato di TERRAIN risponde ad esigenze e aree geografiche precise, delineate in primis dal programma di finanziamento e dal bando di riferimento. La sua creazione è avvenuta ad hoc in primis attraverso i contatti del coordinatore, combinati a precedenti contatti ed esperienze delle altre città che mano a mano sono state coinvolte nel consorzio. 

Qual’è il vostro ruolo all’interno del partenariato? 

La partecipazione del Comune di Bologna all’interno del progetto, in qualità di partner, si articola su due piani principali: da un lato, il Comune opera come città mentore contribuendo attivamente alla sperimentazione e alla diffusione di buone pratiche nel campo della mobilità sostenibile, operando come esempio sia per le altre città dell’area FESR sia per quelle dell’area IPA; dall’altro, assume il ruolo trasversale di responsabile della comunicazione di progetto.

Sul piano tecnico-operativo, il Comune ha partecipato a diverse attività rilevanti nella fase iniziale del progetto. Ha preso parte alla definizione della visione territoriale per una mobilità a zero emissioni, realizzando un’analisi dettagliata dello stato attuale della mobilità urbana a Bologna. Ha inoltre avviato la costituzione e l’animazione del Living Lab territoriale, coinvolgendo attivamente attori chiave del territorio bolognese nei processi partecipativi. Questo spazio di confronto e co-creazione ha rappresentato uno dei primi esempi concreti di attivazione della metodologia TERRAIN, consentendo di attivare un processo di dialogo continuo tra istituzioni, operatori della mobilità e società civile. Parallelamente, Bologna ha raccolto e sistematizzato una serie di buone pratiche, contribuendo alla costruzione del patrimonio comune di conoscenza del progetto e ponendo le basi per le attività di scambio tra città partner. In particolare, come già ricordato, Bologna assume il ruolo di città mentore per il cluster “Trasporto Pubblico integrato e soluzioni multimodali”, offrendo supporto alle città IPA nel pianificare, selezionare e testare soluzioni di mobilità urbana sostenibile.

In qualità di responsabile della comunicazione di progetto, l’Ente svolge un ruolo fondamentale nel garantire una visibilità coordinata ed efficace delle attività e dei risultati del partenariato, oltre ad avere inizialmente elaborato il piano di comunicazione strategico, attivato e gestito i principali canali informativi e predisposto materiali comunicativi di supporto per tutti i partner. 

Che suggerimenti dareste a chi vuole intraprendere il percorso che avete affrontato?

L’esperienza più che ventennale del Comune di Bologna nel coordinamento e nella gestione di progetti europei ci spinge a consigliare caldamente percorsi di questo tipo per una nutrita serie di motivi che proveremo a riassumere di seguito: l’accrescimento delle competenze del personale interno, il supporto alle collaborazioni con altri enti e istituti di ricerca nazionali e internazionali e con i soggetti del territorio coinvolti nelle co-progettazioni; infine, l’allargamento della visione strategica e la spinta verso un modello di lavoro condiviso in contrapposizione all’obsoleto modello di lavoro a silos, non più rispondente alle attuali sfide urbane che sempre più spesso necessitano di risposte complesse. 

Non possiamo però nascondere che spesso i progetti europei richiedano competenze precise, nonché un cospicuo ammontare di tempo da investire nelle attività; consapevoli di ciò, la formazione specifica dello staff dedicato ci pare un nodo fondamentale. Altra considerazione importante, per evitare dispersione di ore lavoro, sarebbe quella di dirigere l’impegno verso i programmi di finanziamento più rispondenti alle esigenze dettate dalle sfide urbane specifiche, consiglio che a nostro avviso vale in special modo per le amministrazioni più piccole o che cominciano ad affacciarsi al mondo della progettazione europea.


Programma e bando di riferimento

Interreg IPA ADRION è il programma di cooperazione territoriale europea transnazionale che coinvolge 10 Paesi dell’area adriatico-ionica, ovvero: Grecia, Croazia, Slovenia, Italia (con 12 regioni e 2 province: Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria, Marche), Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia; Repubblica di San Marino. Il suo obiettivo è sostenere l'attuazione della Strategia europea EUSAIR, in particolare affrontando sfide comuni dell'area regionale target attraverso l'implementazione di modelli e strumenti innovativi.

Il primo bando IPA ADRION, aperto dal 4 aprile al 30 giugno 2023, ha finanziato progetti inerenti tre Assi prioritari del programma (Sostenere una regione adriatico-ionica più intelligente; Sostenere una regione adriatico-ionica più verde e climaticamente resiliente; Sostenere una regione adriatico-ionica a emissioni zero e meglio collegata).

Area
Unione europea
Quadro di finanziamento