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    REDAZIONALE
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    Presidio ART-ER a Bruxelles
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Da sapere: Fatti e cifre

I fenomeni migratori hanno sempre caratterizzato la storia dell’umanità. Attualmente, le rotte migratorie percorse per raggiungere l'Europa sono quattro: Mediterraneo orientale, Mediterraneo occidentale e Africa occidentale, Balcani Occidentali e la rotta temporanea creatasi a seguito dell’aggressione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022 per l’afflusso dei rifugiati ucraini.

Il culmine degli arrivi irregolari in UE si è registrato con la crisi migratoria del 2015 (con 1,04 milioni di arrivi irregolari registrati). Negli anni successivi, gli arrivi irregolari nell'UE sono diminuiti in misura significativa. Sebbene sia l'immigrazione irregolare ad essere spesso al centro del dibattito, va ricordato che gli ingressi irregolari rappresentano soltanto una parte dell'immigrazione nell'Unione.

La gestione della migrazione e dell’asilo a livello europeo ha rappresentato una delle sfide più complesse che l’UE ha dovuto affrontare negli ultimi anni e che continuerà ad essere al centro dell’Agenda politica europea anche per le conseguenze del conflitto in Ucraina e l’inasprirsi delle tensioni geopolitiche e crisi umanitarie a livello internazionale.

In un momento cruciale per l’UE alla vigilia dell’appuntamento elettorale di giugno e dopo un lungo stallo su dossier importanti del pacchetto, è stato adottato il Patto dell’UE sulla migrazione e l’asilo in occasione della riunione del Consiglio Economia e Finanza del 14 maggio 2024.

Il nuovo Patto intende aprire un nuovo corso alla politica di migrazione e di protezione internazionale a livello UE, stabilendo una serie di norme volte a gestire gli arrivi in modo ordinato, creare procedure efficienti e uniformi e garantire una più equa ripartizione degli oneri tra gli Stati membri. Le nuove disposizioni permetteranno inoltre all’UE di avere un controllo più sicuro delle frontiere esterne, di garantire i diritti delle persone e far in modo che nessun Paese UE sia lasciato solo e sotto pressione.
 

Il contesto a livello UE

Una più efficiente ed efficace gestione comune della migrazione rientra negli obiettivi strategici del mandato von der Leyen, che individua nell’ambito di una delle sei priorità faro - “promozione dello stile di vita di europeo” - il lavoro che la Commissione sta compiendo in ambito migrazione e asilo per il periodo 2019-2024.

Nel Discorso sullo Stato dell’Unione del 13 settembre 2023, la presidente della Commissione aveva inoltre evidenziato la necessità di “dimostrare che l'Europa è in grado di gestire le migrazioni con efficacia e compassione”, facendo dunque fronte a una sfida globale tramite una risposta europea basata sui valori fondanti dell’UE. Nel Programma di Lavoro della Commissione europea per il 2024, la migrazione viene infatti ricordata tra le “sfide e opportunità epocali” e viene espressa la volontà di continuare ad “intraprendere azioni operative per far progredire la risposta collettiva dell'UE alle sfide della migrazione”, ricordando la necessità di “rafforzare il bilancio a lungo termine dell'UE”.  

La “protezione di persone e confini” rientra anche tra le sei priorità della Presidenza belga del Consiglio dell’UE che, a inizio mandato, si era posta proprio l’obiettivo di dare impulso alla riforma del sistema di migrazione e asilo e di chiudere i relativi dossier rimasti aperti nel semestre di presidenza tra gennaio e giugno 2024.
 

Le tappe

L’adozione del Patto dell’UE sulla migrazione e l'asilo rappresenta un nuovo capitolo nella gestione comune della migrazione ed è il culmine di un percorso iniziato a settembre 2020 con la presentazione della proposta del nuovo Patto da parte della Commissione, dopo una lunga fase di stallo del negoziato concernente le proposte legislative di riforma del sistema comune europeo di asilo presentate già nel 2016.

A dicembre 2023, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico su cinque dei dossier chiave, compiendo un importante passo in avanti verso la costituzione di un sistema europeo comune di asilo.  

Il 10 aprile 2024 il Parlamento europeo ha votato a favore delle nuove norme in materia di migrazione, adottando complessivamente dieci nuovi testi legislativi che riformano l'intero quadro europeo per la gestione dell'asilo e della migrazione, con l’obiettivo di renderla più equa ed efficiente. 

A seguito della recente adozione del Patto da parte del Consiglio a maggio 2024, gli Stati membri avranno due anni di tempo per introdurre le modifiche nella legislazione nazionale, mentre la Commissione europea presenterà a giugno un piano di attuazione comune per fornire assistenza agli Stati membri in questo processo.
 

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Consiglio Ecofin 14-05-2024

Obiettivi e pilastri

In base alle norme vigenti nell’Unione, “i richiedenti asilo dovrebbero essere trattati in modo uniforme in tutta Europa” ed è questo principio che ha guidato l’UE nella messa a punto del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo. 

La riforma del Patto nasce inoltre dalla necessità di alleggerire l'onere che grava sui Paesi dell'UE in cui arriva la maggior parte dei migranti, di offrire un quadro più equo ed efficiente per la registrazione e la gestione delle domande di asilo e di contribuire a ridurre i movimenti secondari. Il nuovo Patto stabilisce dunque una serie di norme che andranno a contribuire a questi obiettivi, gestendo gli arrivi in modo ordinato, creando procedure efficienti ed uniformi e garantendo un’equa ripartizione degli oneri tra i vari Stati membri. 

La nuova Politica sulla migrazione e l’asilo si baserà quindi su quattro pilastri principali:

 

I 10 atti legislativi del Patto

Il Patto sulla migrazione e l’asilo raccoglie 10 atti legislativi che, a seguito dell’adozione da parte del Consiglio, andranno a riformare l'intero quadro europeo per la gestione dell'asilo e della migrazione:

  • Il regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione (Asylum and Migration Management Regulation – AMMR) sostituisce il “regolamento di Dublino III” e stabilisce quale Stato membro è competente per le domande di asilo, istituendo un nuovo meccanismo di solidarietà permanente così da bilanciare l'attuale sistema in cui pochi Paesi sono responsabili della maggior parte delle domande e stabilendo regole chiare sulla responsabilità della valutazione delle domande di asilo e sulla prevenzione dei movimenti secondari.
  • Il regolamento sulla procedura di asilo che stabilisce una procedura comune, equa ed efficiente per gestire le decisioni in merito alle domande di asilo, limitando gli abusi ed eliminando gli incentivi ai movimenti secondari attraverso l'UE. Insieme al regolamento sulla procedura di rimpatrio alla frontiera introduce inoltre una procedura di frontiera obbligatoria sia per l'asilo che per il rimpatrio alla frontiera esterna in casi ben definiti (la parte della procedura di frontiera relativa al rimpatrio è stabilita in un regolamento separato per motivi giuridici).
  • Il regolamento sulle crisi prevede norme procedurali, deroghe e una rapida attivazione dei meccanismi di solidarietà in caso di arrivi massicci di rifugiati in uno o più Stati membri, strumentalizzazione di migranti a fini politici per destabilizzare lo Stato membro e situazioni di forza maggiore. 
  • Le nuove norme relative al regolamento Eurodac consentiranno di raccogliere dati più accurati e completi su varie categorie di migranti, trasformando l'attuale banca dati Eurodac in una banca dati sull'asilo e sulla migrazione a tutti gli effetti, che sarà integrata nel quadro di interoperabilità per collegarsi ad altre banche dati dell'UE. Ciò contribuirà a gestire e rafforzare il controllo della migrazione irregolare e degli spostamenti non autorizzati. 
  • Il nuovo regolamento sugli accertamenti (o screening) e il regolamento sulle modifiche volte ad assicurare la coerenza riguardo gli accertamenti consentiranno, invece, un collegamento continuo con le procedure di rimpatrio o di asilo e garantiranno che l'identificazione, i controlli di sicurezza e di vulnerabilità e la valutazione dello stato di salute siano effettuati in modo uniforme. 
  • Il regolamento qualifiche, che incorpora la Convenzione di Ginevra, mira a garantire che gli Stati membri applichino criteri comuni per qualificare le persone come beneficiari di protezione internazionale, definendone anche diritti e obblighi. 
  • La riveduta direttiva sulle condizioni di accoglienza prevede norme minime di assistenza per i richiedenti asilo da parte degli Stati membri, garantendo standard di vita adeguati a chi arriva nell'UE in cerca protezione internazionale. 
  • Infine, il regolamento quadro sul reinsediamento e l’ammissione umanitaria mira a migliorare i percorsi sicuri e legali verso l'UE per le persone bisognose di protezione, stabilendo norme comuni per il reinsediamento e l'ammissione umanitaria, e contribuisce a rafforzare i partenariati internazionali con i Paesi non UE che ospitano grandi popolazioni di rifugiati.

 

A cura del Presidio ART-ER a Bruxelles - Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’UE

La Delegazione presso l’UE è la struttura di collegamento della Regione Emilia-Romagna con Istituzioni, organi, Agenzie UE e con gli stakeholder europei. E' parte della Direzione Generale Risorse Europa Innovazione e Istituzioni della Regione Emilia-Romagna e opera tra Bruxelles, Bologna e Parma, svolgendo un'attività strategica negli ambiti UE di interesse regionale e promuovendo l'intero sistema Emilia-Romagna a livello europeo. Visita il sito web della Delegazione.