• Tipo News
    REDAZIONALE
  • Fonte
    Presidio ART-ER a Bruxelles
  • Del

A conclusione del processo di adozione a livello UE del nuovo Patto su Migrazione e Asilo, avvenuta a maggio in occasione del Consiglio Economia e Finanza, la Commissione europea ha presentato, il 12 giugno scorso, un Piano di attuazione comune del Patto sulla Migrazione e l’Asilo. Obiettivo del Piano è garantire che gli strumenti giuridici definiti dal Patto su Migrazione e Asilo vengano tradotti in misure concrete e applicabili dagli Stati membri nell’arco dei due anni previsti per la loro entrata in vigore (giugno 2026).

L’intento della Commissione europea di presentare un Piano di attuazione comune evidenzia come la migrazione sia considerata una sfida comune all’Europa nel suo insieme, che richiede un approccio e delle risposte condivise e comuni ai 27 Stati membri. Il Piano comprende strumenti interconnessi la cui efficacia dipende dal loro buon funzionamento in parallelo e nel loro insieme. L’obiettivo è disporre un sistema comune ben definito e ordinato di gestione della migrazione, seppur garantendo la flessibilità necessaria agli Stati membri di adattare i propri sistemi nazionali alle nuove regole entro giugno 2026. 

Il Piano di attuazione comune raggruppa gli obblighi derivanti dai diversi atti giuridici e le azioni necessarie per renderli operativi in 10 elementi fondanti che fanno riferimento al nuovo quadro legislativo adottato in materia di migrazione e asilo:

Sistema comune d'informazione sulla migrazione e l'asilo (Eurodac)

Eurodac è il sistema informatico su larga scala che, tra le altre cose, supporterà il funzionamento del Patto sulla Migrazione nella pratica, in particolare attraverso la determinazione delle responsabilità e il monitoraggio dei movimenti secondari. Lo sviluppo e l'entrata in funzione tempestivi del sistema Eurodac riformato sono essenziali per l'attuazione di tutti gli altri elementi del Patto;

Nuovo sistema di gestione della migrazione alle frontiere esterne dell'UE

Le nuove disposizioni previste dal Patto intendono rendere più efficace la gestione delle frontiere esterne dell'Unione Europea ed offrono gli strumenti necessari per gestire l'arrivo di cittadini di Paesi terzi e per istituire procedure rapide ed efficienti per l'asilo e il rimpatrio, prevedendo al contempo garanzie per i diritti individuali. Nel complesso, Il Regolamento sugli accertamenti, il Regolamento sulla procedura di asilo e il Regolamento sulla procedura di rimpatrio alla frontiera prevedono un approccio armonizzato. Tutti i migranti irregolari saranno registrati e sottoposti allo screening dell’identità, rischio di sicurezza, vulnerabilità e salute.

bandiere ue

Ripensare l’accoglienza

La rifusione della Direttiva sulle condizioni di accoglienza offre l'opportunità di ripensare l'organizzazione dei sistemi di accoglienza a livello nazionale e contiene nuovi strumenti che garantiscono maggiore flessibilità, efficienza e prevenzione dei movimenti secondari. Ad esempio, si prevede per i richiedenti asilo l’assegnazione di alloggi e di aree geografiche specifiche, subordinando l'erogazione delle condizioni materiali di accoglienza all'effettiva residenza nell'alloggio o nell’area specifica a cui i richiedenti asilo sono stati assegnati. Se i richiedenti non si trovano nello Stato membro in cui dovrebbero essere, gli Stati membri dovranno provvedere solo alle loro esigenze di base.

Procedure di asilo eque, efficienti e convergenti

Il Regolamento sulla procedura d'asilo e il Regolamento qualifiche semplificano il processo di valutazione delle domande di asilo in tutta Europa e rafforzano le tutele, i diritti e le garanzie per i richiedenti e i beneficiari di protezione internazionale. Il Regolamento sulla procedura d'asilo prevede anche disposizioni che dovrebbero facilitare l'identificazione degli apolidi.

Procedure di rimpatrio efficienti ed eque

Sono previste misure volte a rafforzare un sistema comune dell'UE per i rimpatri, in cui coloro che non hanno diritto a rimanere nell’UE siano incentivati a cooperare e a fare rientro, quando possibile, volontariamente. Le misure volte a incentivare i rimpatri volontari dovrebbero integrare quelle previste per i rimpatri forzati. Gli Stati membri dovrebbero inoltre dotarsi di strumenti e procedure che consentano una gestione interna efficiente e una maggiore cooperazione e condivisione delle informazioni con gli altri Stati membri, in vista di un processo di rimpatrio più efficace.

Sistema equo ed efficiente: permettere il funzionamento delle nuove norme in materia di responsabilità

Il nuovo Regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione riforma il “sistema di Dublino”, introducendo regole di responsabilità più eque ed efficienti. I richiedenti asilo saranno tenuti a presentare domanda nello Stato membro di primo ingresso o di soggiorno regolare ad eccezione di coloro che hanno un familiare in un altro Stato Membro, posseggono un diploma recente rilasciato da un altro paese e per motivi di ricongiungimento familiare per beneficiari di protezione internazionale e titolari di un permesso di soggiorno di lungo periodo dell’UE. Il nuovo Regolamento prevede inoltre misure di solidarietà e di sostegno per determinare una più equa ripartizione della responsabilità degli Stati membri in termini di ricollocazioni dei richiedenti asilo, contributi finanziari e misure di solidarietà alternative.

Rendere la solidarietà effettiva

L'UE può disporre ora di un meccanismo di solidarietà permanente, giuridicamente vincolante ma flessibile, per garantire che nessuno Stato membro sia lasciato solo se è sotto pressione.

Preparazione, pianificazione di emergenza e risposta alle crisi

Per rispondere meglio alle sfide future, il nuovo quadro legislativo comprende misure nuove e complementari per garantire la preparazione, la pianificazione di emergenza e la risposta alle crisi in tutta l'UE.

Nuove tutele per i richiedenti protezione internazionale e per le persone vulnerabili e un maggiore monitoraggio dei diritti fondamentali

Il Piano stabilisce e chiarisce ulteriormente alcune garanzie per i richiedenti protezione internazionale e per le persone con esigenze specifiche, in particolare, minori e famiglie con bambini o donne e madri sole. In tutti i nuovi atti giuridici sono previsti nuovi e maggiori diritti.

Reinsediamento, inclusione e integrazione

Il Piano ribadisce l'impegno dell'UE a migliorare i percorsi sicuri e legali per coloro che necessitano di protezione. Per fornire una valida alternativa ai viaggi irregolari e rafforzare i partenariati con i Paesi extra UE che ospitano grandi popolazioni di rifugiati, l'UE continuerà a contribuire alle crescenti esigenze di reinsediamento globale e a migliorare la qualità dei processi di reinsediamento e di ammissione umanitaria.

 

Entro il 12 dicembre 2024 tutti gli Stati membri, con il sostegno della Commissione europea, delle agenzie dell’UE e di strutture preposte, sono chiamati ad elaborare un piano di attuazione nazionale che definisca le azioni e il calendario di attuazione sulla base del Piano di attuazione comune della Commissione europea.


A cura del Presidio ART-ER a Bruxelles - Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’UE

La Delegazione presso l’UE è la struttura di collegamento della Regione Emilia-Romagna con Istituzioni, organi, Agenzie UE e con gli stakeholder europei. E' parte della Direzione Generale Risorse Europa Innovazione e Istituzioni della Regione Emilia-Romagna e opera tra Bruxelles, Bologna e Parma, svolgendo un'attività strategica negli ambiti UE di interesse regionale e promuovendo l'intero sistema Emilia-Romagna a livello europeo. Visita il sito web della Delegazione.