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Il Mercato Unico Europeo (EU Single Market) è il pilastro fondamentale dell'integrazione europea, e rappresenta uno dei maggiori successi dell'Unione grazie alla libera circolazione di beni, servizi, capitali e persone. Tuttavia, in un contesto globale in rapida evoluzione, caratterizzato da sfide geopolitiche, transizione digitale e verde, e la necessità di rafforzare la competitività, il Mercato Unico richiede un costante aggiornamento e un nuovo impulso.

Il 21 maggio 2025 la Commissione europea ha pubblicato la nuova Strategia per il Mercato Unico Europeo (EU Single Market Strategy), un documento ambizioso che mira a sbloccare appieno il potenziale del Single Market per i prossimi anni, affrontando le strozzature esistenti e preparandolo per le sfide future.

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IL CONTESTO

Il Single Market è il mercato interno europeo ed è una delle più grandi conquiste dell'UE. Fin dalla sua creazione, oltre 30 anni fa, è stato il motore della crescita, prosperità e solidarietà europea costituendo un ambiente stabile e prevedibile per investire e fare affari in Europa, incarnando al contempo i valori della nostra economia sociale di mercato. 

Oggi, il Single Market europeo è la seconda economia mondiale per dimensioni con un valore di 18.000 miliardi di euro (seconda solo agli Stati Uniti con un valore di 30.000 miliardi di euro), e rappresenta quasi il 18% dell'economia globale. Riunisce 30 Stati (partecipano i 27 Stati Membri e i tre Stati EEA EFTA: Islanda, Liechtenstein e Norvegia), 450 milioni di consumatori e 26 milioni di aziende in tutta Europa, contribuendo così ad aumentare il PIL dell'UE di almeno il 3-4%.

Nonostante i progressi, tuttavia, il Mercato Unico rimane frammentato, impedendo alle imprese e ai cittadini di sfruttare appieno il suo potenziale. Sono tante le sfide che ha dovuto fronteggiare negli ultimi anni di fronte alle crescenti tensioni commerciali internazionali e a un contesto economico globale sempre più imprevedibile. Le criticità maggiori riguardano principalmente le barriere normative e amministrative che impediscono alle imprese di operare liberamente in tutti gli Stati membri, la crescente competitività globale e la scarsa attuazione e applicazione delle norme

La Commissione europea ha pubblicato la Single Market Strategy proprio per rispondere a queste sfide, proponendo un piano d'azione concreto per rendere il Mercato Unico più efficace, dinamico e a prova di futuro. La Strategia deriva direttamente da una richiesta del Consiglio europeo, che nell'aprile 2024 ha invitato la Commissione a elaborare una strategia orizzontale per il Mercato Unico entro giugno 2025. I ministri responsabili della competitività hanno ribadito l'invito, chiedendo alla Commissione di presentare una tabella di marcia dettagliata delle azioni con una tempistica chiara. Queste richieste riecheggiavano conclusioni analoghe a quelle contenute nelle relazioni di Enrico Letta e Mario Draghi del 2024, nonché nella relazione annuale 2025 della Commissione sul mercato unico e la competitività, che hanno tutte evidenziato come la creazione di un Mercato Unico realmente integrato sia fondamentale per la competitività e la resilienza europea.

LA STRATEGIA 

La EU Single Market Strategy riflette questo nuovo assetto globale e applica un nuovo approccio: una maggiore libera circolazione all'interno del Mercato Unico per offrire opportunità a imprese e cittadini, ma anche maggiore protezione e responsabilizzazione per lavoratori e consumatori. 

Per raggiungere gli importanti obiettivi che si è posta, l’Europa deve fare progressi concreti e rapidi nei principali progetti politici, in particolare in relazione ai mercati dei capitali, del digitale, dell'energia e delle telecomunicazioni, nonchè misure politiche attuabili che siano rispettate e applicate a livello europeo, nazionale e regionale

La nuova visione del Mercato Unico è quindi orientata non solo alla creazione di nuove norme ma al raggiungimento di obiettivi precisi e definiti, basati su 5 pilastri principali:

  1. rimozione delle barriere, a partire dai "dieci terribili" evidenziati dalle imprese, gli ostacoli più dannosi che frenano il commercio e gli investimenti;
  2. rilancio del settore dei servizi con interventi mirati per modernizzare le normative, semplificare i servizi industriali, e snellire le regolamentazioni inutilmente complesse;
  3. favorire la crescita delle PMI con l’introduzione di una nuova categoria di imprese, ovvero le piccole imprese a media capitalizzazione, che potrà accedere a vantaggi specifici;
  4. semplificazione delle norme e digitalizzazione per ridurre i costi amministrativi per le imprese, promuovendo l’uso di documenti e istruzioni digitali per conformarsi alle regolamentazioni europee;
  5. rafforzamento della collaborazione tra Stati membri con la nomina di un rappresentante di alto livello che garantisca il rispetto delle regole del Mercato Unico.

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1. RIMOZIONE DELLE BARRIERE

Sulla base di varie consultazioni con gli stakeholder, la Commissione europea ha individuato una serie di ostacoli al raggiungimento degli obiettivi del Mercato Unico. Pur riconoscendo la necessità di lavorare per rimuovere tutte le barriere, la Strategia si concentra sulle 10 più dannose che sono state segnalate, definite i "Dieci Terribili": 

  • Creazione e gestione aziendale complessa
  • Mancanza di responsabilità nel Mercato Unico da parte degli Stati membri
  • Norme UE eccessivamente complesse
  • Limitato riconoscimento delle qualifiche professionali
  • Lunghi ritardi nella definizione delle norme che incidono sull'innovazione e sulla competitività
  • Norme frammentate in materia di imballaggi, etichettatura e rifiuti
  • Norme armonizzate obsolete e mancanza di conformità dei prodotti
  • Norme nazionali restrittive e divergenti sui servizi
  • Procedure onerose per il distacco temporaneo dei lavoratori
  • Vincoli territoriali all'offerta (Territorial Supply Constraints TCS)

2. RILANCIO DEL SETTORE DEI SERVIZI

I servizi rappresentano la parte più importante dell'economia europea, ma il loro commercio transfrontaliero è stagnante e non opera al massimo delle sue potenzialità a causa degli ostacoli agli scambi rimasti invariati negli ultimi 20 anni. 
La strategia propone quindi un nuovo approccio più dinamico al mercato dei servizi dell'UE, che affronta le questioni specifiche per i singoli settori in un’ottica politico-settoriale e non più politico-orizzontale, concentrandosi su quelli ad alto valore economico e rilevanti per le transazioni verde e digitale. In particolare propone di:

  • definire piani d'azione per il settore edile, proponendo una legge sui servizi di costruzione e una nuova legge europea sulle consegne per modernizzare il quadro normativo dell'UE in materia di posta e pacchi;
  • agevolare la fornitura di servizi correlati all'industria, aiutando le aziende a offrire servizi di installazione, manutenzione o riparazione per i prodotti venduti in altri paesi dell'UE;
  • sostenere gli Stati membri nell'alleggerire i servizi alle imprese regolamentati da regolamentazioni superflue.

Tali iniziative integreranno le azioni specifiche che la Commissione sta intraprendendo per garantire una migliore integrazione nel Mercato Unico dei servizi energetici, delle telecomunicazioni e dei servizi finanziari.

3. CRESCITA DELLE PMI 

Le PMI europee sono pesantemente influenzate da norme e regolamenti complessi che variano all'interno dell'UE. Per far fronte a questo problema, la Commissione europea vuole adottare misure per aiutare le PMI a orientarsi nel Mercato Unico e a sfruttarne al meglio le opportunità. 

La Strategia ha quindi introdotto una nuova definizione di piccole imprese a media capitalizzazione, ovvero Small Mid-Caps (SMCs), che si applica alle imprese con meno di 750 dipendenti e un fatturato fino a 150 milioni di euro o un totale attivo fino a 129 milioni di euro. Questa nuova tipologia di impresa beneficerà di alcuni dei vantaggi offerti alle PMI e di requisiti semplificati previsti da alcune normative dell'UE, che faciliteranno l'espansione delle loro attività. 

Sono stati inoltre lanciati l’"ID PMI", uno strumento online che offre un modo semplice per verificare lo status di PMI, e delle misure a sostegno e agevolazione delle attività delle PMI nel commercio transfrontaliero promosse dalla rete degli SME Envoy. 
Tutte queste nuove iniziative sono pubblicate insieme all'ultima relazione annuale sulle PMI europee, che evidenzia la crescita prevista del valore aggiunto e dell'occupazione nelle PMI.

4. SEMPLIFICAZIONE DI NORME E DIGITALIZZAZIONE

Molte imprese e imprenditori incontrano ancora difficoltà nell'accedere alle informazioni e nello svolgere le attività amministrative online. Benché molte procedure siano disponibili in formato digitale, leggi complesse, formati di dati obsoleti e sistemi informatici efficienti rendono difficile per cittadini e imprese conformarsi alle norme dell'UE in modalità digitale.

La Commissione ha quindi dato priorità agli aspetti della semplificazione e della digitalizzazione, definendo il passaggio da un Mercato Unico basato sui documenti a un Mercato Unico basato sui dati. Ha pertanto inserito nella Strategia alcune proposte per ridurre gli oneri normativi e amministrativi per le imprese, riducendo di 400 milioni di euro i costi amministrativi annuali e ammettendo i documenti in formato digitale per ottemperare agli obblighi previsti da alcune normative armonizzate dell'UE sui prodotti. In particolare è previsto:

  • lo sviluppo ulteriore dello sportello digitale unico come sportello unico per l'accesso a informazioni e servizi di assistenza, nonché per promuovere la disponibilità del sistema tecnico "una tantum" per le procedure amministrative;
  • l'utilizzo del Sistema di Informazione del Mercato Interno (IMI) per il coordinamento tra le autorità pubbliche; 
  • l’implementazione di misure per digitalizzare, standardizzare e semplificare ulteriormente le procedure di appalto pubblico in tutta l'UE.

Inoltre, la Commissione ha proposto l'implementazione del Passaporto Digitale dei Prodotti (DPP) come contenitore digitale per etichette digitali, documentazione di conformità, istruzioni, manuali e altra documentazione tecnica richiesta dalla legislazione UE e del Portafoglio Europeo per le Imprese (European Business Wallet) per stabilire l'identità digitale per gli operatori economici.

5. COLLABORAZIONE TRA STATI MEMBRI

Affinché i benefici del Mercato Unico siano più efficaci, è cruciale che gli Stati membri collaborino e che ci sia una titolarità politica congiunta: la Strategia prevede la nomina di un rappresentante di alto livello del Mercato Unico ("Sherpa") per supervisionare l'applicazione delle norme del Mercato interno dell'UE. Gli Stati membri sono inoltre incoraggiati a prevenire gli ostacoli al Mercato Unico valutando la proporzionalità delle loro proposte di misure nazionali.

PROSPETTIVE E IMPATTO ATTESO

La Strategia per il Mercato Unico Europeo del 21 maggio 2025 non è solo un documento, ma una tabella di marcia per il futuro economico dell'Europa. Affrontando le sfide attuali e preparandosi per quelle future, l'UE si propone di sbloccare appieno il potenziale del suo mercato interno, a beneficio di tutti i cittadini e le imprese. 

L'implementazione della nuova Strategia avrà un impatto significativo su imprese, consumatori e Stati membri, soprattutto in termini di:

  • crescita economica e creazione di posti di lavoro;
  • maggiore innovazione e sviluppo di nuovi prodotti e servizi;
  • più scelta per i consumatori su prodotti e servizi a prezzi più competitivi;
  • rafforzamento della posizione dell'UE come attore economico globale.

I prossimi passi vedranno la Commissione lavorare a stretto contatto con il Parlamento Europeo, il Consiglio e gli Stati membri per tradurre gli obiettivi della Strategia in azioni legislative e non legislative concrete. Il successo dipenderà dalla volontà politica di tutti gli attori coinvolti di superare gli interessi nazionali e le barriere esistenti a favore del bene comune europeo.