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Il 4 marzo 2026 la Commissione europea ha ufficialmente presentato l’Industrial Accelerator Act (IAA), la proposta legislativa per aumentare la domanda di tecnologie e prodotti a basse emissioni di carbonio e "Made in Europe".
Secondo la Commissione, l'Industrial Accelerator Act darà impulso al settore manifatturiero, favorendo la crescita delle imprese e creando posti di lavoro nell'UE, facendo leva sull'adozione da parte dell'industria di tecnologie più pulite.
Il contesto
Il 29 gennaio 2025 la Commissione europea ha presentato la “Bussola per la competitività” (“Competitiveness Compass for the EU”), ovvero il piano strategico per rilanciare la competitività dell’UE nello scenario globale e che orienta il lavoro della Commissione in questo mandato.
La Bussola stabilisce quindi che la competitività deve essere il motore dell’azione dell’UE per rilanciare il dinamismo economico in Europa e traduce le indicazioni ricevute dal report Draghi in una tabella di marcia con una serie di misure faro concrete, legislative e non, da varare nel 2025-2026.
La duplice transizione verde e digitale rappresenta sicuramente una grande opportunità per contribuire a rafforzare la base industriale e in questo contesto la Comissione europea il 26 febbraio 2025 presenta il "Patto per l'industria pulita europea" ("Clean Industrial Deal") che punta a sostenere la competitività delle industrie europee facendo leva sulla decarbonizzazione, cercando di dare risposta a tre urgenti sfide per il sistema Europa, ovvero arginare il cambiamento climatico, sostenere la competitività e ridurre le sua dipendenza da materie prime critiche.
Tra le misure previste dal nuovo Patto, l'Industrial Accelerator Act (IAA) rappresenta la proposta legislativa della Commissione per rafforzare la base industriale dell’Unione europea e stimolare la creazione di occupazione attraverso l'aumento della domanda di tecnologie e prodotti made in EU a basse emissioni di carbonio.
Verso l’autonomia strategica: come garantire la competitività industriale e la decarbonizzazione
Si può essere competitivi, in primis nella produzione manifatturiera, e allo stesso tempo decarbonizzare l’industria? Come valorizzare i prodotti europei in un mercato altamente competitivo? Queste le domande centrali a cui risponde l'Industrial Accelerator Act.
Con questa proposta legislativa la Commissione europea intende accelerare e rafforzare la competitività del settore manifatturiero, centrando al contempo gli obiettivi climatici europei e dunque, valorizzando un approccio “Made in Europe” alla competitività.
La proposta dell’Industrial Accelerator Act infatti:
- intende migliorare il funzionamento del mercato interno istituendo un quadro di riferimento a sostegno del settore manifatturiero dell'Unione europea
- si focalizza sui settori strategici industriali
- vuole contribuire all'obiettivo climatico dell'Unione europea, alla sicurezza economica e alla creazione di posti di lavoro di qualità.
Il target che si vuole raggiungere è portare l'industria manifatturiera europea a rappresentare almeno il 20% del PIL dell'Unione europea entro il 2035.
In particolare, per affrontare le sfide della dipendenza da fornitori extra-UE, della decarbonizzazione industriale e del sostegno alla manifattura europea e garantire la competitività, la proposta di IAA promuove misure concrete volte a:
- semplificare e snellire le procedure per l’industria attraverso:
- un’accelerazione e digitalizzazione delle procedure di rilascio delle autorizzazioni per i progetti di produzione industriale;
- l'introduzione di sportelli unici nazionali per il coordinamento centralizzato in tempi certi per i progetti di decarbonizzazione e manifattura strategica, sempre più interoperabile, attraverso l’utilizzo dei futuri European Business Wallets, identità digitali aziendali europee;
- creare un mercato pilota per determinati prodotti in settori strategici (cemento, alluminio, tecnologie a impatto zero, tra cui batterie, energia solare, eolica, pompe di calore e nucleare), stabilendo requisiti di origine comunitaria o requisiti a basse emissioni di carbonio, o entrambi, nel contesto degli appalti pubblici e dei regimi di sostegno pubblico (incentivi e aste) e favorire i prodotti “Made in Europe”;
- stabilire condizioni per gli investimenti esteri in settori strategici emergenti (come batterie, veicoli elettrici, fotovoltaico e materie prime critiche), normando gli investimenti esteri sopra i 100 milioni di euro, qualora un singolo paese terzo controlli più del 40% della capacità produttiva globale, che dovranno garantire trasferimento tecnologico, creazione di posti di lavoro e partnership con imprese locali;
- introdurre le Aree di Accelerazione Industriale, designate dagli Stati membri, distretti di eccellenza dove le imprese potranno beneficiare di permessi semplificati e infrastrutture energetiche prioritarie.
Perché è importante affrontare queste sfide in Europa
L’Industrial Accelerator Act è una proposta che si concentra sui ‘mezzi’ per raggiungere entrambi gli obiettivi - decarbonizzazione e competitività - affrontando le vulnerabilità di settori strategici e tenendo conto degli effetti che esse hanno sulla società in generale. L’impatto ambientale dei settori ad alto consumo energetico, della produzione di tecnologie net-zero e dell’industria automobilistica - che rappresentano attualmente complessivamente il 15% della produzione manifatturiera dall’UE - può infatti generare conseguenze dirette sulla stabilità sociale.
La Commissione risponde quindi a tali sfide facendo leva sulle caratteristiche che hanno contraddistinto le politiche dell’UE come elemento distintivo, ribadendo come la decarbonizzazione sia un elemento intrinseco della competitività “Made in EU”.
Dopo l’esame da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea, la proposta legislativa potrà essere approvata e come Regolamento rappresenterà uno dei pilastri della strategia industriale dell’Unione europea.












