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Il 27 novembre 2025 la Commissione europea ha presentato lo “Strategic Framework for a Competitive and Sustainable EU Bioeconomy”, un documento che segna un passo decisivo nella transizione verso un’economia europea pulita, resiliente e competitiva. La bioeconomia viene riconosciuta come una delle grandi opportunità strategiche del XXI secolo: un motore di crescita verde, innovazione e autonomia, capace di ridurre la dipendenza dalle importazioni fossili e di contribuire agli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione.
La bioeconomia come motore di resilienza e crescita
L’Europa dispone di solide basi: eccellenza scientifica, tecnologie all’avanguardia, un mercato unico di 450 milioni di consumatori e una produzione significativa di biomassa gestita da agricoltori, silvicoltori e pescatori. Nel 2023 la bioeconomia ha raggiunto un valore stimato fino a 2,7 trilioni di euro, con 17,1 milioni di occupati (circa l’8% dei posti di lavoro nell’UE) e un contributo pari al 5% del PIL europeo. Gli investimenti in ricerca e sviluppo hanno toccato i 23,2 miliardi di euro, pari al 9% del totale R&D europeo, mentre i brevetti nel settore hanno rappresentato il 5% di quelli depositati nell’UE tra il 2008 e il 2020. Ogni posto di lavoro diretto nella bioeconomia genera quasi tre impieghi indiretti, confermando la capacità del settore di attivare filiere e innovazioni diffuse.
Obiettivi strategici
La strategia recentemente pubblicata ha l’obiettivo di rendere le imprese dell'Unione Europea più competitive e aumentare i posti di lavoro verdi, senza danneggiare la natura, rivolgendosi ad agricoltori, silvicoltori, industrie e imprese europee, in particolare PMI e startup nelle zone rurali e costiere.
Si basa su 4 obiettivi principali:
1. Rendere le innovazioni a base biologica una realtà sul campo: accelerare il passaggio dal laboratorio al mercato, superando le “vallate della morte” che ostacolano la scalabilità delle tecnologie bio-based. La Commissione propone strumenti finanziari dedicati, un Bioeconomy Investment Deployment Group e un rafforzamento dei programmi europei (Horizon Europe, InvestEU, CBE-JU)
2. Sviluppare mercati guida per i materiali e le tecnologie a base biologica: sviluppare settori ad alto potenziale come plastica bio-based, fibre e tessili, prodotti chimici, fertilizzanti, materiali da costruzione, bioraffinerie e fermentazione avanzata. È prevista la nascita della Bio-based Europe Alliance, che entro il 2030 aggregherà imprese europee per acquisti collettivi di soluzioni bio-based per 10 miliardi di euro
3. Garantire un uso sostenibile della biomassa: garantire approvvigionamenti responsabili entro i limiti ecologici, valorizzando la biomassa secondaria (residui agricoli, sottoprodotti, rifiuti organici) e premiando agricoltori e silvicoltori che proteggono i suoli e favoriscono la cattura di carbonio
4. Sfruttare le opportunità globali: rafforzare la posizione dell’UE come esportatore di tecnologie e materiali bio-based, costruendo partenariati internazionali e riducendo vulnerabilità in un contesto geopolitico fragile
E’ importante sottolineare che il successo della strategia europea per la bioeconomia dipende dal coinvolgimento congiunto di Stati membri, regioni, municipalità, imprese, investitori e società civile. La sua attuazione si fonda su filiere locali e sulla definizione di profili nazionali differenziati (produttori di biomassa, hub di innovazione, frontrunner della blue bioeconomy), integrati nei piani nazionali e regionali.
Verso il 2040
La nuova strategia europea per la bioeconomia non è soltanto un piano industriale ma una visione di lungo periodo che intreccia competitività, sostenibilità e resilienza. Con investimenti mirati, mercati guida e un uso responsabile delle risorse biologiche, l’UE si candida a guidare la transizione globale verso un’economia defossilizzata, circolare e innovativa, capace di coniugare crescita economica, occupazione e tutela ambientale.
La visione della Commissione è quella di un’Europa in cui, entro il 2040, materiali e prodotti bio-based, dalle bioplastiche ai fertilizzanti, dai tessili ai materiali da costruzione, siano ampiamente diffusi e competitivi. Biotecnologie e bio fabbricazione diventeranno il motore di soluzioni scalabili e accessibili, sostenute da competenze, investimenti e una fornitura stabile di biomassa. L’Europa sarà così in grado di garantire prosperità, sicurezza alimentare ed energetica, resilienza industriale e un ruolo di leadership nei mercati globali.

















