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La Commissione europea ha varato un nuovo Piano d’azione per l’industria chimica, con l’obiettivo di rafforzare la competitività, sostenere la transizione verde e rispondere alle difficoltà strutturali che colpiscono il settore: alti costi energetici, concorrenza globale distorsiva, calo della domanda. Al piano si affiancano un nuovo Omnibus di semplificazione della normativa sulle sostanze chimiche e una proposta per rafforzare il ruolo dell’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche.
Tra le misure previste figura la creazione di un’“alleanza chimica critica” che coinvolgerà Stati membri e stakeholder per identificare i siti produttivi strategici da sostenere con politiche mirate. L’alleanza promuoverà anche investimenti coordinati, compresi gli IPCEI (progetti di comune interesse europeo), e rafforzerà il monitoraggio delle importazioni chimiche per contrastare le distorsioni del mercato.
Per contenere l’impatto degli alti costi energetici, la Commissione punta su idrogeno a basse emissioni, cattura del carbonio, biomassa e rifiuti come fonti pulite, aggiornando nel contempo il quadro degli aiuti di Stato per estenderli a più produttori chimici.
Il Piano promuove incentivi fiscali, una futura legge sull’acceleratore per la decarbonizzazione industriale e nuove regole sull’economia circolare e la bioeconomia, per stimolare domanda e investimenti in chimica sostenibile. Previsti anche poli europei per la sostituzione e l’innovazione chimica, finanziati da Horizon Europe 2025–2027.
La Commissione conferma l’impegno a limitare le emissioni di PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) tramite restrizioni scientificamente fondate, pur garantendone l’uso in applicazioni critiche in assenza di alternative. Sarà rafforzata la bonifica ambientale, secondo il principio “chi inquina paga”, e promosso lo sviluppo di alternative più sicure.
Con il sesto pacchetto di semplificazione, Bruxelles interviene su etichettatura, cosmetici e fertilizzanti, con l’obiettivo di ridurre oneri e costi per il settore, mantenendo alta la protezione ambientale e sanitaria. Il risparmio stimato per l’industria supera i 363 milioni di euro annui.
Infine, la proposta per una nuova base giuridica dell’ECHA mira a dotare l’Agenzia delle risorse e della flessibilità necessarie per svolgere le sue crescenti funzioni in materia di sostanze pericolose, rifiuti, acqua e biocidi.
Il settore chimico, conclude la Commissione, è strategico per l’economia europea, abilitando filiere chiave come automotive, costruzioni, sanità, agricoltura, clean tech e difesa. Rafforzarlo significa investire nella resilienza e nell’autonomia industriale dell’UE.











