• Tipo News
    POLITICA GENERALE
  • Fonte
    Gazzetta Ufficiale UE
  • Del

Corte dei conti - Relazione speciale n. 15/2013 «La componente Ambiente del programma LIFE è stata efficace?» [2014/C 14/09]

La diffusione e la replica dei progetti LIFE Ambiente sono chiaramente insufficienti, e ciò riduce notevolmente la capacità del programma di fungere da catalizzatore dei cambiamenti ambientali, che è il suo obiettivo principale”.

Con queste parole la Corte dei Conti, nella persona di Jan Kinšt, responsabile della relazione, ha sintetizzato il contenuto della relazione speciale della Corte dei Conti dal titolo ‟La componente Ambiente del programma LIFE è stata efficace?

Nata con l’intento di verificare se la concezione e l’attuazione della componente Ambiente del programma LIFE abbia contribuito all’efficacia dello stesso, l’indagine della Corte ha riguardato progetti finanziati dal 2005 al 2010; gli auditor della Corte hanno effettuato visite presso i servizi della Commissione e presso i cinque Stati membri che hanno maggiormente beneficiato di LIFE (Germania, Spagna, Francia, Italia e Regno Unito) e che hanno rappresentato il 55% della dotazione finanziaria ed il 15% dei progetti di LIFE.

Secondo la Corte complessivamente la componente Ambiente di LIFE non ha funzionato efficacemente, poiché non è stata concepita ed attuata in modo sufficientemente buono. In particolare la Corte ha constatato che la mancanza di un meccanismo che indirizzasse le risorse scarse verso obiettivi preselezionati ha avuto come risultato l’assenza di una massa critica di buoni progetti che promuovessero sviluppi significativi nella politica ambientale dell’UE. Inoltre, le ripartizioni nazionali indicative hanno ostacolato la selezione dei migliori progetti, poiché i progetti non venivano selezionati unicamente sulla base del loro merito ma anche in base al loro Stato di origine.

La Corte ha rilevato che la Commissione non ha giustificato in modo sufficiente la selezione dei progetti e che, sebbene alcuni progetti finanziati abbiano ottenuto risultati positivi, il programma non ha svolto il proprio compito fondamentale di assicurarne una diffusione e ed una replica efficaci.

Sulla base di quanto constatato, la Corte ha espresso le seguenti raccomandazioni:
• Nello stabilire i programmi pluriennali previsti nel nuovo programma LIFE, le autorità legislative dovrebbero permettere alla Commissione e agli Stati membri di restringere le domande ammissibili a poche priorità strategiche, nonché di stabilire obiettivi chiari, specifici, misurabili e conseguibili per i progetti da finanziare. Un numero limitato di priorità, fissate per parecchi anni, ottimizzerebbe il processo di selezione, concentrerebbe gli sforzi su questioni specifiche e faciliterebbe la valutazione dell’impatto del programma.

• La proposta della Commissione per il nuovo programma LIFE pone fine alla ripartizione nazionale per i progetti tradizionali, ma mantiene un equilibrio geografico per i progetti integrati. In termini di applicazione, la Commissione dovrebbe far sì che i progetti integrati siano selezionati sulla base del merito, e che l’equilibrio geografico non risulti in una violazione del principio di pari opportunità dei richiedenti.

• La Commissione dovrebbe migliorare i moduli di valutazione per la selezione dei progetti e chiedere ai valutatori di fornire valutazioni e punteggi separati per gli aspetti chiave dei progetti (quali il carattere innovativo o dimostrativo della proposta, la qualità delle azioni di diffusione previste o la potenziale replicabilità dei risultati), al fine di migliorare la qualità e la trasparenza del processo di selezione e far sì che i progetti selezionati dispongano del potenziale per contribuire al meglio al conseguimento degli obiettivi del programma.

• La Commissione dovrebbe migliorare i propri strumenti di gestione progettuale e considerare di introdurre adeguati indicatori di realizzazione (output) e di risultato comuni, nonché monitorare le informazioni a livello di progetto, al fine di facilitare un monitoraggio appropriato del programma. Nella misura del possibile, gli indicatori devono essere pertinenti, accettati, credibili, facili e solidi.

• La Commissione dovrebbe migliorare la propria valutazione della ragionevolezza dei costi dichiarati per il personale, in particolare per progetti comparabili, facendo miglior uso delle informazioni raccolte durante la fase di monitoraggio. Ciò potrebbe poi essere meglio usato per facilitare l’individuazione dei costi eccessivi.

• La Commissione dovrebbe chiedere all’equipe di monitoraggio di includere nelle proprie valutazioni un’analisi critica delle misure di diffusione, di sostenibilità e di replica proposte dal beneficiario, nonché dei potenziali ostacoli alle stesse, sia nelle proprie relazioni di valutazione durante l’attuazione del progetto che nelle proprie relazioni di controllo in loco ex post.

• La Commissione dovrebbe riflettere su come meglio incentivare la diffusione e la replica dei risultati del progetto da parte dei beneficiari privati che desiderino proteggere i propri interessi commerciali.

• La Commissione dovrebbe riflettere sulle modalità con le quali chiedere ai beneficiari di fornirle informazioni semplici e aggiornate dopo il completamento del progetto (ossia se il progetto continua ad essere operativo, se il progetto viene replicato e, nel caso affermativo, quante volte, ecc.). Ciò consentirebbe alla Commissione di migliorare in modo efficiente le proprie informazioni ex post sull’efficacia del programma.


NB: il nuovo programma LIFE è stato definitivamente approvato e il suo regolamento istitutivo è stato pubblicato sulla Gazzetta UE del 20 dicembre scorso. A breve sarà disponibile su EuropaFacile una scheda sintetica del programma.