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campo di pannelli fotovoltaici

Negli ultimi mesi sono arrivati a conclusione gli iter normativi di alcuni importanti pacchetti di misure di politica industriale previsti all’interno del Piano industriale del Green Deal europeo, che avranno un forte impatto sull’industria europea nel futuro prossimo, sulla sua competitività e sulla sua transizione verso la neutralità climatica.

Il 21 maggio il Consiglio dell’UE ha approvato in via definitiva la normativa di riforma del mercato dell'energia elettrica e del gas che contribuirà alla transizione verso l’energia pulita e alla sicurezza dell’approvvigionamento, mentre il 27 maggio è stato approvato il regolamento sull'industria a zero emissioni nette (Net-zero Act), che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo di produzione di tecnologie a zero emissioni nette. Ad aprile è stato invece approvato il regolamento sulle materie prime critiche, che andrà a regolamentare le materie prime fondamentali per i settori strategici dell’UE e sull’industria a zero emissioni.

Questi tre pacchetti sono le iniziative legislative più importanti del Piano industriale del Green Deal, l’iniziativa lanciata dalla Presidente von der Leyen nel corso del Forum economico mondiale di Davos nel gennaio 2023 con l’obiettivo di rafforzare il vantaggio competitivo dell’UE con investimenti nelle tecnologie pulite, che consentiranno all’UE di mantenere il suo ruolo di guida mondiale verso la neutralità climatica.

Integrando gli sforzi di trasformazione dell'industria avviati nell'ambito del Green Deal europeo e della strategia industriale dell'UE con il piano d'azione per l'economia circolare, il Piano industriale del Green Deal punta a rafforzare l’industria europea, e in particolare le filiere collegate alla produzione di tecnologie a zero emissioni nette, attraverso misure tese a rendere il contesto più favorevole a questo tipo di investimenti.
Le sue misure sono articolate su quattro assi:

  1. Un contesto normativo prevedibile, coerente e semplificato
  2. Un accesso più rapido ai finanziamenti
  3. Migliori e più adeguate competenze
  4. Aperture commerciali per catene di approvvigionamento resilienti

I pacchetti normativi recentemente approvati rientrano tutti nel primo asse.

Industria a zero emissioni nette

Il regolamento sull’industria a zero emissioni nette mira a creare condizioni favorevoli per gli investimenti nelle tecnologie verdi semplificando le procedure di autorizzazione per i progetti strategici, agevolando l'accesso al mercato per i prodotti tecnologici strategici (in particolare nelle gare d'appalto pubbliche o nelle aste di energie rinnovabili), aumentando le competenze della forza lavoro europea nei settori interessati, grazie ad accademie specializzate e aree industriali ad alta concentrazione tecnologica, e creando una piattaforma per coordinare l'azione dell'UE in questo ambito. Il suo obiettivo ultimo è far sì che l’UE diventi il continente leader nella produzione di tecnologie a zero emissioni nette, che comprendono pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, batterie, elettrolizzatori e tecnologie nucleari, comprese le componenti chiave di tali tecnologie, come le celle fotovoltaiche o le pale delle turbine eoliche, per garantire che i cittadini abbiano accesso a un'energia pulita, sicura e a prezzi accessibili. In numeri, il suo obiettivo target è che la capacità di produzione complessiva delle tecnologie strategiche a zero emissioni nette dell'Unione si avvicini o raggiunga almeno il 40% del fabbisogno annuale di diffusione entro il 2030.

Fra le diverse disposizioni, stabilisce che entro il 31 dicembre prossimo gli Stati membri istituiscano dei punti di contatto unici incaricati di agevolare le procedure di rilascio delle autorizzazioni per i progetti di produzione a zero emissioni nette, compresi i progetti strategici.
Il regolamento, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’UE del 28 giugno, è entrato in vigore il giorno successivo. Il 20 giugno inoltre è stata varata l’Accademia europea per l’energia solare, la prima delle accademie specializzate previste al suo interno, che affronterà il tema della carenza di manodopera e competenze per il settore della produzione di energia solare fotovoltaica.

Rete di trasporto energia

Riforma del mercato dell'energia elettrica

La riforma del mercato dell’energia elettrica prevede modifiche a due regolamenti e a due direttive esistenti allo scopo di garantire la sovranità energetica europea e ridurre così il rischio di prezzi elevati e volatili. Prevede l’introduzione di misure che nel loro insieme dovrebbero rendere più stabili e più indipendenti dai costi delle importazioni di combustibili fossili i prezzi dell’energia elettrica. Grazie alle nuove misure previste, i consumatori beneficeranno di una più ampia scelta di contratti e disporranno di informazioni più chiare prima di sottoscrivere un contratto, potranno cambiare più facilmente fornitore e avranno a disposizione strumenti di confronto dei prezzi e informazioni di fatturazione accurate, eque e trasparenti. I consumatori vulnerabili e le persone in condizioni di povertà energetica saranno anche maggiormente tutelati dalla disconnessione. Garantendo inoltre che sia i fornitori sia i consumatori possano beneficiare di un maggiore ricorso a strumenti di mercato a più lungo termine (quali gli accordi per l'acquisto di energia elettrica, i contratti bidirezionali per differenza e i contratti forward), la riforma permetterà una maggiore certezza degli investimenti sia per i produttori di energia che per i consumatori industriali e aiuterà le imprese a restare competitive grazie a costi energetici più prevedibili.

La nuova normativa comprende il Regolamento (UE) 2024/1747, che modifica i regolamenti (UE) 2019/942 e (UE) 2019/943 per quanto riguarda il miglioramento dell’assetto del mercato dell’energia elettrica dell’Unione e la Direttiva (UE) 2024/1711, che modifica le direttive (UE) 2018/2001 e (UE) 2019/944 per quanto riguarda il miglioramento dell’assetto del mercato dell’energia elettrica dell’Unione; entrambi sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale dell’UE il 26 giugno e saranno applicabili a partire dal 16 luglio. Rispetto alla direttiva, gli Stati UE dovranno mettere in vigore la gran parte delle sue disposizioni entro il 17 gennaio 2025. Assieme a questa riforma il Consiglio ha anche approvato il nuovo quadro normativo per promuovere lo sviluppo dell’idrogeno e di altri gas decarbonizzati che contribuirà anch’essa al raggiungimento degli obiettivi fissati nel Green Deal europeo.

Materie prime critiche

Rientrano nella classificazione di materie prime critiche una serie di materie prime indispensabili per un'ampia gamma di tecnologie necessarie per molti settori strategici per l'UE, quali le tecnologie pulite, il digitale, il settore aerospaziale e la difesa, fondamentali l'economia e per la competitività dell'UE. Il nuovo regolamento sulle materie prime critiche mira a garantire un approvvigionamento diversificato, sicuro e sostenibile di queste materie attraverso misure tese a rafforzare tutte le fasi della loro catena del valore europea, a diversificarne le importazioni al fine di ridurre le dipendenze strategiche per l’UE, e ad attenuare i rischi di perturbazioni nel loro approvvigionamento, oltre a migliorarne la circolarità e la sostenibilità, per consentire all'Europa di raggiungere i suoi obiettivi climatici e digitali per il 2030.
Nel giorno della sua entrata in vigore, il 23 maggio, la Commissione ha pubblicato anche il primo invito a presentare candidature per questa categoria di progetti.

Area
Unione europea