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La Commissione europea ha pubblicato il  Work Programme 2026 di Europa Creativa, confermando il proprio impegno a sostenere i settori culturali e creativi europei con un budget complessivo di 380 milioni di euro per il prossimo anno. Il programma mira a fornire un supporto mirato e strategico, rafforzando la competitività del comparto e contribuendo al contempo alla tutela della democrazia, alla transizione verde e digitale e al rafforzamento della resilienza sociale ed economica.

Gli obiettivi generali restano la salvaguardia della diversità culturale e il sostegno alla competitività dei settori culturali e creativi, in linea con le priorità del nuovo Collegio dei commissari, che attribuisce un ruolo centrale alla cultura e ai media nella protezione della democrazia, nel rafforzamento della coesione sociale e nella difesa dello Stato di diritto.

Creative Europe continuerà a sostenere le principali priorità strategiche dell’UE, tra cui:

  • la transizione verde;
  • la digitalizzazione dei settori culturali e creativi;
  • l’inclusione sociale e le pratiche di uguaglianza di genere;
  • il ruolo della cultura nelle relazioni internazionali dell’Unione.

Il sostegno sarà distribuito sulle tre componenti del programma: Cultura, MEDIA e Transettoriale, per garantire un approccio integrato e capace di rispondere alle diverse esigenze del settore.
 

CULTURA

Il programma di lavoro 2026, per la componente Cultura, conserva la struttura delle call 2025, con particolare rilievo per i Progetti di Cooperazione europea (il bando da 60 milioni di euro è atteso nel primo trimestre 2026) e per la Circolazione di opere letterarie europee , ma supporta anche misure mirate: tre nuovi bandi (per la terza edizione di Perform Europe, per il sostegno all’implementazione dell’European Heritage Label e per gli European Spaces of Culture) e tre nuove azioni operative (un progetto sulle politiche rurali per i settori culturali e creativi, il sostegno all’iniziativa CLIP della WIPO e una cooperazione con l’OCSE sul miglioramento dei dati e delle analisi settoriali). 

Restano confermati vincoli procedurali e orientamenti già adottati, tra cui la limitazione a tre partecipazioni per organizzazione nei Progetti di Cooperazione e la focalizzazione sul finanziamento di progetti di piccola e media scala; la call per la Circolazione di opere letterarie privilegia traduzione, pubblicazione, promozione e diversità linguistica, con attenzione alla remunerazione equa dei traduttori e all’innovazione verde ed editoriale. L’azione European Capitals of Culture e l’European Heritage Label mantengono un ruolo di primo piano come laboratori di sperimentazione di politiche urbane e di rafforzamento del senso di appartenenza europea. 

Proseguono inoltre schemi consolidati come reti europee, piattaforme per artisti emergenti, entità paneuropee, mobilità (con la call di Culture Moves Europe), premi culturali e iniziative di resilienza del patrimonio (es. cooperazione con ICCROM), con risorse aggiuntive previste per l’ampliamento delle piattaforme e delle entità paneuropee a seguito dell’elevata qualità delle proposte.
 

MEDIA

Per la componente MEDIA di Creative Europe, il Work Programme 2026 prevede bandi e adattamenti mirati per rispondere alle criticità emerse dall’attuazione precedente, rafforzando il sostegno alla circolazione transnazionale e alla competitività del settore audiovisivo in un contesto dominato da poche grandi piattaforme “Video On Demand”. 

Il programma conferma il supporto allo sviluppo di contenuti (European Slate, Mini‑Slate, Co‑development, videogiochi e contenuti immersivi), reintroduce alcune misure la cui copertura pluriennale è terminata (Markets and Networking; Networks of European Festivals; VOD Networks and Operators; Subtitling) e mantiene azioni pluriennali avviate in precedenza (es. MEDIA 360; festival, audience development e film education). 

Sul versante business si prevedono interventi di armonizzazione metodologica per la certificazione delle presenze in sala e un adeguamento dei coefficienti per i distributori, una revisione dei criteri per i sales agents volta a premiare la promozione di film non‑nazionali e l’incentivo alla disponibilità di versioni in inglese; è inoltre previsto l’aumento del tasso massimo di co‑finanziamento UE per start‑up innovative dal 70% all’80% e il proseguimento dello strumento di blending MediaInvest per mobilitare capitale privato. Le misure di broadening participation saranno consolidate per favorire la partecipazione di paesi a bassa capacità audiovisiva..

L’Audience cluster mira a rafforzare il collegamento tra opere audiovisive europee e pubblici transnazionali, stimolando la crescita delle platee su tutte le piattaforme, coinvolgendo nuovi pubblici (in particolare i giovani) e promuovendo l’accesso a un’offerta culturale diversificata.

Per ridurre le disuguaglianze territoriali la Network of European Cinemas allargherà le attività collaborative anche a cinema non appartenenti alla rete per rafforzare accesso e capacity building nelle aree sotto-servite e promuoverà strumenti analitici e AI etica per approfondire i comportamenti di fruizione. Films on the Move sarà adattato per contrastare la concentrazione linguistica delle programmazioni, aumentando i plafond di sostegno per l’animazione e per film ad alto budget e introducendo clausole anti‑doppio finanziamento in coerenza con il nuovo programma Eurimages Film Marketing and Audience Development. Le reti di festival includeranno esplicitamente videogiochi e contenuti immersivi e vedranno criteri di valutazione rafforzati rispetto all’impatto sui pubblici; l’azione VOD sarà resa più accessibile riducendo le soglie di opere europee richieste e ridefinendo i requisiti di collaborazione in rete; la sottotitolazione multilingue sarà nuovamente finanziata e incentivata a sperimentare pratiche innovative, compreso l’uso responsabile di tecnologie AI.

Il Policy cluster sostiene un approccio europeo comune alle sfide regolatorie e di mercato: continueranno finanziamenti per analisi di mercato e giuridiche di qualità, per la cooperazione con l’European Audiovisual Observatory e per il sostegno operativo all’European Board for Media Services nell’attuazione dell’EMFA e dell’AVMSD. Saranno inoltre finanziati strumenti di accompagnamento alla transizione verde e digitale, tra cui il rinnovo del MEDIA Carbon Calculator, e attività di comunicazione e coinvolgimento dell’industria e dei cittadini (European Film Forum, campagne di divulgazione, promozione del patrimonio audiovisivo e premi europei) per aumentare visibilità, consapevolezza e impatto delle opere europee.
 

TRANSETTORIALE

Per la componente Transettoriale di Europa Creativa, il Work Programme 2026 sostiene la cooperazione politica transnazionale e l’innovazione tra settori culturali e media, favorendo la trasferibilità dei risultati e la visibilità delle azioni finanziate. Le priorità includono: promuovere il ruolo della cultura per l’inclusione sociale e la libertà artistica; incoraggiare approcci innovativi a creazione, accesso, distribuzione e promozione dei contenuti nel contesto della transizione digitale; accompagnare le trasformazioni strutturali e tecnologiche del settore dell’informazione per preservare un ecosistema mediatico libero, pluralista e di qualità; 

Approccio transettoriale e innovazione

Il Creative Innovation Lab rimane lo strumento chiave per rispondere alle sfide della transizione digitale. Per aumentare l’efficacia e l’attrattività del bando dedicato si propone l’innalzamento del tasso massimo di co‑finanziamento UE dal 70% all’80%, pur incentivando parallelamente investimenti privati e la capacità di autofinanziamento. L’azione sarà concentrata su settori come audiovisivo, gaming, musica, libro, musei e i criteri di valutazione saranno rivisti per premiare progetti con maggiore maturità finanziaria e impatto scalabile.

Sostegno al settore dell’informazione e monitoraggio

Si conferma il sostegno ai Journalism Partnerships su due filoni: collaborazioni sistematiche per sostenere produzione, impatto e monetizzazione delle notizie; progetti mirati al pluralismo e alla resilienza (media locali, giornalismo investigativo). Il relativo bando è già aperto. Il Media Pluralism Monitor garantirà il monitoraggio indipendente dei rischi per la pluralità mediatica attraverso indicatori giuridici, economici e socio‑demografici. Le azioni di contrasto alla disinformazione e di promozione della media literacy (qui il bando) saranno rese più operative e orientate alla sostenibilità degli interventi, allargandone i pubblici target oltre la sola categoria “giovani” e assicurando una copertura geografica equilibrata. La nuova European Board for Media Services, prevista dall’EMFA, riceverà supporto operativo per l’attuazione delle norme e la promozione di applicazioni coerenti dell’AVMSD.

Area
Unione Europea
Quadro di finanziamento