- Tipo NewsREDAZIONALE
- FontePresidio ART-ER a Bruxelles
- Del
Da sapere
Come affermato anche nel 9° rapporto sulla coesione, presentato in marzo 2024, la politica di coesione resta oggi più rilevante che mai: negli anni ha supportato i territori nelle importanti sfide che l’UE ha dovuto affrontare e il suo ruolo si riconferma cruciale in questa fase in cui le disparità nell’UE sono destinate ad aumentare, a causa, tra l’altro, dei cambiamenti demografici, degli effetti della trasformazione digitale, del cambiamento climatico, delle incertezze geopolitiche e del loro impatto sull’economia europea.
Che cos’è la politica di coesione europea
Principale politica di investimento dell’Unione europea a cui è dedicata una quota significativa del bilancio UE, mira a promuovere uno sviluppo armonioso a livello economico, sociale e territoriale. Nel bilancio dell’attuale programmazione 2021-2027, circa un terzo delle risorse è dedicato all’obiettivo di ridurre il divario tra il livello di sviluppo delle regioni europee, con particolare attenzione alle regioni meno sviluppate, alle zone rurali, a territori interessati dalla transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali e demografici. I fondi strutturali europei sono il principale strumento attraverso il quale l’UE persegue questo obiettivo. Tali fondi sono gestiti dalla Commissione in partenariato con Stati membri e autorità regionali nelle fasi di pianificazione, attuazione e monitoraggio. Il ruolo delle Regioni nella gestione di questi fondi è in linea con un principio fondante dell’Unione europea - quello della sussidiarietà - secondo cui l’Unione non interviene, se non nei settori di sua esclusiva giurisdizione, a meno che la sua azione non sia considerata più efficace di quella intrapresa a livello nazionale, regionale o locale.
Il futuro della politica di coesione
Mentre l’attuale programmazione 2021-2027 si avvia al suo ultimo triennio, sta entrando nel vivo il dibattito sul futuro delle politiche europee post-2027. La proposta della Commissione europea sul futuro bilancio dell’UE è attesa entro l’autunno nel 2025, ma è necessario posizionare le esigenze e il ruolo possibile delle Regioni europee già in questa fase di rinnovamento istituzionale – che si chiuderà con l’insediamento del nuovo collegio di Commissari entro fine anno. Il dibattito sul futuro della politica di coesione si intreccia con quello sull’eredità di NextGenerationEU e, in particolare, del Dispositivo per la ripresa e resilienza (RRF) che, con i Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza, ha introdotto un “nuovo modello” di governance degli investimenti pubblici europei, basato su obiettivi, risultati e riforme e gestito dagli Stati membri.
Tra gli scenari possibili, vi è quello che vedrebbe la politica di coesione - così come esistita fino ad ora – “trasformata” secondo il paradigma dell’RRF. Questo comporterebbe una centralizzazione a livello nazionale delle fasi di definizione e programmazione e all’implementazione stessa degli interventi, a discapito dell’approccio “territoriale” place-based. Più in generale, sulla definizione del prossimo bilancio UE e delle risorse da destinare alla politica di coesione, influiranno le nuove priorità emergenti in un quadro globale in rapida evoluzione, a partire da difesa e sicurezza, migrazione, allargamento, energia e cambiamento climatico. Negli orientamenti politici presentati al Parlamento europeo in occasione della sua riconferma, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha illustrato quelle che saranno le risposte alle sfide economiche, sociali, ambientali e globali nel corso del suo secondo mandato, anticipando un nuovo bilancio più mirato a priorità e a obiettivi condivisi, più semplice nel funzionamento, con un maggiore e più incisivo impatto. Nelle linee guida che anticipano la preparazione di Piani nazionali, non vengono sciolti i dubbi sulla governance della futura politica di coesione, pur affermandosi che “le Regioni resteranno al centro” e che verranno sostenute riforme e investimenti.
La mobilitazione delle Regioni europee
In questo contesto, per le Regioni europee si è aperta una nuova stagione di posizionamento a difesa del budget UE dedicato alla coesione e del loro ruolo nell’ambito di questa politica chiave per i territori. Tra le iniziative volte a sostenere la politica di coesione e i valori fondanti che rappresenta, in particolare i principi di partenariato e sussidiarietà, rientra l’azione di lobbying di oltre 140 Regioni europee – tra cui l’Emilia-Romagna – che mira a promuovere un ruolo centrale delle Regioni nella fase di definizione e implementazione della politica di coesione futura. Un percorso – quello delle #EURegions4cohesion – avviato con una lettera trasmessa alla Presidente von der Leyen alla vigilia delle elezioni europee in maggio, e proseguito con un dibattito al Parlamento europeo, lo scorso 2 ottobre, alla presenza di europarlamentari delle commissioni competenti BUDG, REGI, ECON e EMPL. Altre iniziative da parte delle Regioni europee sono in campo in ambito UE, come per esempio quella promossa dalle cosiddette “Power Regions” che si impegnano per una politica di coesione rafforzata per tutte le Regioni europee – in questo caso, con un focus sulle regioni più sviluppate. Anche a livello istituzionale, il Comitato europeo delle Regioni ha rilanciato la #CohesionAlliance per ribadire che la coesione è un valore fondamentale dell'Unione europea e che i territori devono restare protagonisti nell’attuazione delle politiche UE adattate alle diverse realtà.
Prossimi step
Lo scorso 18 settembre, Ursula von der Leyen ha presentato la sua squadra di Commissari designati. Tra i sei Vicepresidenti Esecutivi all'italiano Raffaele Fitto sarebbe stato assegnato un portafoglio dedicato proprio al tema della “coesione e delle riforme”. Un mandato molto ampio, che comprende anche un ruolo di coordinamento dei Commissari che si occuperanno di agricoltura, pesca, allargamento, trasporti e turismo e la competenza su Next Generation EU, in particolare, sull’implementazione dei PNRR entro il 2026. Il futuro della politica di coesione, la sua governance ed il budget, saranno alcuni dei temi centrali dell’audizione del Vicepresidente in programma per il prossimo 12 novembre. Già nelle risposte scritte alle domande degli europarlamentari, il candidato Vicepresidente ha presentato la sua visione della politica di coesione post-2027. Nel nuovo QFP, il candidato Commissario auspica una politica di coesione e di crescita rafforzata e modernizzata, più mirata, semplice e incisiva e che preveda una collaborazione con le autorità nazionali, regionali e locali e un maggior allineamento con le più ampie priorità dell'UE. Ha anticipato inoltre di voler preservare quelli che sono i principi fondamentali, ossia l'approccio place-based, la governance multilivello, il partenariato e il ruolo delle autorità regionali nel design e attuazione dei piani per garantire la più ampia partecipazione possibile. Tale visione dovrà comunque essere messa a terra in coerenza con i 27 Piani Nazionali che il Commissario al bilancio - il polacco designato P. Serafin - dovrà disegnare nei prossimi mesi.
A cura del Presidio ART-ER a Bruxelles - Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’UE
La Delegazione presso l’UE è la struttura di collegamento della Regione Emilia-Romagna con Istituzioni, organi, Agenzie UE e con gli stakeholder europei. E' parte della Direzione Generale Risorse Europa Innovazione e Istituzioni della Regione Emilia-Romagna e opera tra Bruxelles, Bologna e Parma, svolgendo un'attività strategica negli ambiti UE di interesse regionale e promuovendo l'intero sistema Emilia-Romagna a livello europeo. Visita il sito web della Delegazione.











