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Il Consiglio dell’UE ha adottato di recente la raccomandazioneL'Europa in movimento - opportunità di mobilità ai fini dell'apprendimento per tutti”, con cui suggerisce una serie di misure e nuovi obiettivi per promuovere la diffusione della mobilità ai fini dell’apprendimento nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport e consentire a un maggior numero di discenti, docenti, educatori e altro personale di beneficiare di opportunità di studio, formazione e apprendimento all’estero.

La mobilità ai fini dell’apprendimento gioca un ruolo importante su più fronti: non solo permette di acquisire conoscenze e competenze necessarie per lo sviluppo personale, formativo e professionale, ma può anche contribuire ad affrontare la carenza di competenze essenziali per il mercato del lavoro dell’UE, in particolare quelle richieste per la duplice transizione verde e digitale e per gestire l’impatto dello sviluppo tecnologico. Inoltre, la promozione della mobilità ai fini dell'apprendimento può rendere i sistemi di istruzione e formazione europei più attraenti per il resto del mondo e attirare persone di talento provenienti da Paesi extraeuropei.

Per favorire una maggiore diffusione della mobilità ai fini dell’apprendimento e renderla una realtà per tutti, il Consiglio fissa innanzitutto nuovi ambiziosi obiettivi da conseguire a livello dell'UE entro il 2030, ovvero:

universitari

  • nell'istruzione superiore, almeno il 23% dei laureati e diplomati dovrebbe beneficiare di un'esperienza di mobilità ai fini dell'apprendimento (attualmente l'obiettivo minimo stabilito è il 20%);
  • nell'istruzione e formazione professionale, almeno il 12% dei discenti dovrebbe effettuare un'esperienza di mobilità ai fini dell'apprendimento all'estero (l'attuale obiettivo minimo è dell'8%);
  • in tutti i settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, il nuovo obiettivo è far sì che almeno il 20% delle persone con minori opportunità tra tutti i discenti beneficino di un’esperienza di mobilità di questo tipo. Questo target punta a rendere più inclusiva la mobilità ai fini dell’apprendimento e dovrebbe essere raggiunto collettivamente dagli Stati membri entro il 2027.

Per raggiungere questi traguardi, il Consiglio raccomanda agli Stati membri e alla Commissione UE di impegnarsi su una serie di misure ben definite.

Tra queste, emerge in particolare che gli Stati membri dovrebbero cercare di rendere la mobilità ai fini dell’apprendimento parte integrante di tutti i percorsi di istruzione e formazione, oltre a rafforzare e migliorare l'apprendimento delle lingue, offrire informazioni e orientamento adeguati sulle opportunità di mobilità e favorire il riconoscimento dei risultati di apprendimento ottenuti con la mobilità, soprattutto rendendo concreto il riconoscimento reciproco automatico all'interno dell'UE dei titoli di studio e dei risultati dei periodi di studio all'estero nell’istruzione superiore.

Come già indicato, sarà necessario anche che gli Stati membri si attivino per fare in modo che la mobilità ai fini dell’apprendimento divenga più inclusiva rendendola più accessibile alle persone con minori opportunità, ad esempio disponendo finanziamenti adeguati e altre forme di sostegno per queste persone. E’ importante poi rendere la mobilità più ecosostenibile e utilizzare le tecnologie digitali per agevolarla e favorirne ulteriormente la diffusione. In più, si raccomanda agli Stati membri di favorire una più stretta cooperazione con Paesi terzi essenziali, promuovendo l'UE come destinazione attrattiva a fini di apprendimento, formazione e studio per persone di talento provenienti da questi Paesi.

Tra le raccomandazioni rivolte alla Commissione spicca, invece, l'invito a proporre, entro il 2026, una metodologia per la raccolta di dati per calcolare la percentuale di persone con minori opportunità che beneficiano della mobilità ai fini dell'apprendimento in tutti i settori (istruzione, formazione, giovani e sport). Questa permetterebbe di valutare la possibilità di concordare un obiettivo a livello dell'UE per una mobilità più inclusiva da raggiungere entro il 2030.

La Commissione dovrebbe, inoltre, monitorare e sostenere gli Stati membri per l’attuazione concreta dei traguardi fissati, così come dovrebbe promuovere la creazione di sinergie e complementarità tra i programmi dell'UE che favoriscono la mobilità ai fini dell'apprendimento, in primis Erasmus+, e altri strumenti di finanziamento UE, quali i fondi della politica di coesione, in particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo Plus e la relativa iniziativa ALMA (Aim, Learn, Master, Achieve — ALMA), al fine di massimizzare l'impatto delle azioni che promuovono le opportunità di mobilità ai fini dell'apprendimento in tutti gli Stati membri.

Altrettanto importante sarà, poi, il continuare a sostenere, attraverso il programma Erasmus+, l'uso degli strumenti UE che favoriscono la trasparenza e la convalida dei risultati dei periodi di studio all'estero e delle credenziali, nonchè le azioni in grado di stimolare la mobilità nei settori dell'istruzione superiore - come le Alleanze di università - e dell'istruzione e formazione.

Infine, la raccomandazione è corredata da due allegati dedicati rispettivamente alla mobilità degli insegnanti e alla mobilità degli apprendisti, che definiscono un quadro strategico che punta a dare impulso alla mobilità di queste categorie di persone, superando gli ostacoli che spesso incontrano nell’accesso alla mobilità.

apprendimento

La mobilità ai fini dell'apprendimento dovrebbe essere parte integrante della formazione iniziale degli insegnanti e del loro sviluppo professionale, perché può accrescere l'attrattiva della professione ed è importante per lo sviluppo delle scuole e dei sistemi di istruzione e formazione. Il quadro strategico delinea una serie di azioni che potrebbero essere attuate a livello scolastico, locale, regionale e di sistema per eliminare gli ostacoli alla mobilità dei docenti individuati negli Stati membri.

Anche gli apprendisti hanno un accesso limitato alle esperienze di mobilità ai fini dell'apprendimento a causa degli ostacoli legati alle caratteristiche proprie dell'apprendimento basato sul lavoro. Tuttavia, la mobilità degli apprendisti dovrebbe essere incentivata perché può contribuire a colmare le carenze di competenze e ad aumentare l'occupazione, in particolare tra i giovani. L’allegato propone quindi una serie di azioni a livello nazionale che potrebbero agevolare la mobilità degli apprendisti a livello individuale, di sistema e di imprese.

 

Il contesto di riferimento

La raccomandazione fa parte del cosiddetto “pacchetto sulla mobilità delle competenze e dei talenti”, una serie di iniziative presentate dalla Commissione europea a novembre dello scorso anno con l’obiettivo di rendere l’UE più attraente per i talenti extraeuropei e di facilitare la mobilità al suo interno. Alla base del pacchetto, la necessità di trovare soluzioni per affrontare la carenza di competenze e forza lavoro nel mercato occupazionale dell’UE, tenuto conto delle tendenze in atto. Oltre alla proposta di raccomandazione, il pacchetto comprende:

Queste iniziative mirano a facilitare la mobilità dei talenti, a sostenere l'incontro tra domanda e offerta di lavoro dei cittadini di Paesi terzi e ad aiutare gli Stati membri e i datori di lavoro a riconoscere le relative qualifiche professionali, nonché a convalidare le loro competenze in modo più efficiente.

La raccomandazione “L’Europa in movimento” aggiorna anche la raccomandazione del Consiglio del 2011 “Youth on the Move - Promuovere la mobilità dei giovani per l'apprendimento”, per rafforzarne le disposizioni, estendere le opportunità di mobilità ai fini dell'apprendimento - dai giovani ai discenti di qualsiasi età, agli educatori e al personale - e considerare nuovi modelli di apprendimento, tra cui l'apprendimento misto.

La raccomandazione è inoltre in linea con la Comunicazione UE del 2020 sulla realizzazione dello spazio europeo dell'istruzione entro il 2025, che presta attenzione, tra l'altro, alla mobilità per l'apprendimento, annunciamdo un aggiornamento del quadro per la mobilità ai fini dell'apprendimento e lo sviluppo di un quadro strategico sulla mobilità per l’apprendimento degli insegnanti, con l'obiettivo di consentire a un maggior numero di discenti e di docenti di beneficiare di opportunità di mobilità.