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Lo scorso luglio la Commissione europea ha presentato la sua proposta sul Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE per il periodo 2028-2034, definendo anche le prime ambiziose proposte per la prossima generazione dei programmi di finanziamento. Negli ultimi due mesi Eurolettera ha già dato spazio ad approfondimenti sul programma AgoraEU e sul Fondo europeo di competitività, che rappresentano una delle maggiori novità della riorganizzazione dei fondi UE 2028-2034. Proseguiamo ora ad approfondire la proposta sul futuro programma Erasmus+, che è orientata ad aumentare la dotazione di questo programma, ad ampliarne la portata e a razionalizzare la sua architettura, prevedendo inoltre semplificazioni per renderlo più accessibile e inclusivo.
La nuova architettura di Erasmus+ 2028-2034
Sulla base della proposta della Commissione, il nuovo Erasmus+ sarà uno strumento unico che combina due distinti programmi attualmente operativi: Erasmus+ 2021-2027 e il Corpo europeo di solidarietà. Il futuro Erasmus+ avrà, infatti, una portata più ampia perché coprirà tutti i settori dell'istruzione e della formazione – istruzione scolastica, istruzione e formazione professionale, istruzione superiore e istruzione degli adulti – nonché i giovani e lo sport oltre al volontariato, integrando in modo permanente le opportunità offerte dal Corpo europeo di solidarietà, compreso il Corpo volontario europeo di aiuto umanitario.
Ma soprattutto la proposta 2028-2034 modifica e riorganizza la struttura del programma, introducendo anche alcune nuove azioni. Più in particolare, il futuro Erasmus+ sarà strutturato attorno a due pilastri fondamentali anziché su tre Azioni Chiave (KA1 Mobilità ai fini dell'apprendimento, KA2 Cooperazione tra organizzazioni e istituti, KA3 Sostegno allo sviluppo delle politiche) come l’attuale programma in corso.
Il primo pilastro - Opportunità di apprendimento per tutti - finanzierà azioni su due filoni di intervento:
- Mobilità ai fini dell'apprendimento e opportunità di volontariato, che sosterrà la mobilità in tutti i settori (istruzione, formazione, gioventù, sport) e il volontariato nel settore giovanile, compreso il Corpo volontario europeo di aiuto umanitario. La mobilità transnazionale per l’apprendimento sarà al centro del programma e si vuole renderla una realtà fin dalla scuola primaria. Una novità riguarda anche il settore dello sport, dove viene introdotta la "mobilità per l'apprendimento degli atleti e delle persone attive nello sport di base", che estende il sostegno alla mobilità oltre il personale sportivo come previsto nel programma attuale.
- Opportunità di sviluppo del talento e dell'eccellenza, che sosterrà nuove azioni come le “borse di studio Erasmus+ in settori educativi strategici”, introdotte per consentire agli studenti di intraprendere studi in settori cruciali per la competitività europea, e continuerà a sostenere opportunità già esistenti come le “borse di studio Erasmus Mundus” e le “azioni Jean Monnet nel campo dell'istruzione superiore”, che vengono qui riorganizzate per una maggiore coerenza.
Il secondo pilastro - Sostegno allo sviluppo delle capacità – si concentrerà invece su:
- Cooperazione tra organizzazioni e istituzioni, riunendo tutte le opportunità di cooperazione per le organizzazioni attraverso il sostegno a “Partenariati per la cooperazione, compresi i partenariati su piccola scala” e a “Partenariati per l'eccellenza e l'innovazione”. Quest’ultimi danno continuità ad azioni di spicco già previste dall’attuale Erasmus+, come ad esempio le "Alleanze di università europee", i "Centri di eccellenza professionale", le "Accademie degli insegnanti", ma introducono anche nuove azioni per rafforzare la cooperazione transnazionale tra istituti scolastici come le "Alleanze scolastiche europee".
- Sostegno allo sviluppo delle politiche, che sosterrà in particolare la sperimentazione e lo sviluppo di politiche a livello europeo, contribuendo a definire politiche in grado di innescare modernizzazione e riforme nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport.
Il programma proposto è caratterizzato, poi, da ulteriori aspetti di rilievo quali:
- il nuovo Erasmus+ sarà lo strumento chiave per investire nello sviluppo delle competenze e costruire l’Unione delle competenze, l’ambizioso quadro strategico dell’UE che mette al centro lo sviluppo del capitale umano per rafforzare la competitività dell’Europa, connettendo istruzione, formazione, apprendimento permanente e occupazione.
- il rafforzamento dell’approccio inclusivo, con l’obiettivo di facilitare la partecipazione delle persone con minori opportunità o di contesti svantaggiati, prevedendo anche misure e meccanismi di sostegno finanziario pensate per questo target.
- semplificazione per facilitare l’accesso ai finanziamenti, in particolare per le organizzazioni di base o di piccole dimensioni o con poca esperienza di progettazione europea. Ciò si traduce soprattutto in un maggiore ricorso a sovvenzioni in forma di lump sum e in procedure più snelle con una riduzione degli oneri amministrativi.
- integrando il Corpo europeo di solidarietà e includendo il sostegno a progetti di volontariato e solidarietà, Erasmus+ consentirà di riunire in un unico strumento tutte le opportunità dell'UE per i giovani, divenendo quindi un "unico punto di accesso" alle opportunità di finanziamento dell'UE per i giovani e le organizzazioni giovanili.
Infine, la proposta per il nuovo Erasmus+ punta a un budget in forte crescita. Per il settennio 2028-2034, il programma dovrebbe poter contare su una dotazione di 40,8 miliardi di euro (a prezzi correnti), il che significa un aumento del 50% rispetto al budget assegnato per la programmazione 2021-2027 di Erasmus+ (26,2 miliardi). Ciò è indicativo della volontà dell'UE di investire nell’istruzione, nella formazione e nelle competenze per costruire un'Europa più competitiva, resiliente e coesa.













